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Clamori dalla Colombia PDF Stampa E-mail
America Latina
Scritto da Ass. Naz. Nuova Colombia   
Martedì 25 Maggio 2010 18:12

L'ex ministro dell'interno e dimissionario ambasciatore colombiano in Italia, Sabas Pretelt de La Vega , sarà processato in Colombia per il delitto di concussione. Associazione Nazionale Nuova Colombia

23/05 - AMBASCIATORE COLOMBIANO IN ITALIA SOTTO PROCESSO PER CONCUSSIONE

L'ex ministro dell'interno e dimissionario ambasciatore colombiano in Italia, Sabas Pretelt de La Vega , sarà processato in Colombia per il delitto di concussione. Dopo essere stato chiamato a giudizio, si è dovuto dimettere dall'incarico diplomatico che ricopriva a Roma.

Più volte abbiamo denunciato le nefandezze della diplomazia colombiana nel mondo, utilizzata dal governo fascista di Bogotá per riciclare, con incarichi forieri d’immunità, i più loschi personaggi del panorama politico nazionale. E come evidenziatosi con l'emergere della cosiddetta “Operazione Europa”, questi assassini dal colletto bianco hanno messo in piedi nel mondo una serie di operazioni illegali volte a spiare, schedare, minacciare e perseguitare (strumentalizzando le magistrature europee e costruendo montature) i membri dell'opposizione colombiana all'estero, i rifugiati politici, le organizzazioni di solidarietà con il popolo colombiano e persino alcune istituzioni europee, come la Commissione Europea per i Diritti Umani, nonché diversi europarlamentari.

Con il governo di Uribe la diplomazia è diventata anche una merce di scambio, con la quale sono stati compensati i servigi illegali che diversi funzionari hanno prestato al narco-presidente, muovendosi sistematicamente nel proprio operare sul terreno della criminalità organizzata.

E' il caso dell'ex console a Milano Jorge Noguera, già direttore della polizia politica DAS e amico intimo di capi paramilitari, che compilava di proprio pugno liste di sindacalisti e difensori dei diritti umani in Colombia, per poi passare tali nomi al paramilitarismo di Stato che provvedeva alla liquidazione fisica dei segnalati.

O il caso di Mario Montoya, ex capo dell'esercito coinvolto nel massacro della comunità di San José de Apartadó e in migliaia di casi di “falsos positivos” (eufemismo coniato dal fascista Juan Manuel Santos per minimizzare quelli che sono veri e propri crimini di lesa umanità); questo macellaio dalle stellette macchiate del sangue di migliaia e migliaia di colombiani, è l’attuale ambasciatore nella Repubblica Dominicana, dove tra l’altro si adopera per assassinare il noto dirigente rivoluzionario del Movimento Camañista, Narciso Isa Conde.

Nel caso di Sabas Pretelt, i fatti riguardano la corruzione di due senatori, peraltro rei confessi e già condannati per tale reato, ai quali sono stati offerti incarichi e vantaggi in cambio del proprio voto a favore di una modifica costituzionale che permise ad Uribe di farsi rieleggere alla presidenza della Repubblica nel 2006. Il paradosso di tale situazione sta nel fatto che sono stati scoperti e condannati i corrotti, ma non sono ancora stati processati i corruttori ed i mandanti.

Con il processo a  Sabas Pretelt cade un altro pezzo del sistema di potere uribista, fondato sulla corruzione, sulla menzogna, sul paramilitarismo e sul narcotraffico, e si stringe il cerchio intorno al capo dei delinquenti colombiani, Alvaro Uribe, che dovrà essere processato davanti alla Corte Penale Internazionale per i crimini di ogni genere di cui si è reso responsabile in venti anni di carriera politica paramilitare.

E’ imperativo che i governi europei non concedano le credenziali a loschi figuri che vengono inviati a ricoprire funzioni diplomatiche, visto che tali poltrone si sono dimostrate un autentico ricettacolo di spie, assassini, corruttori e delinquenti internazionali, che con il loro operare nell'ombra mettono a repentaglio la sicurezza e la libertà di numerose persone in Europa, prendendosi gioco delle stesse istituzioni che li ospitano.






20/05 - ANCHE LA FILO-IMPERIALISTA O.S.A CONFERMA I BROGLI NELLE ELEZIONI LEGISLATIVE DELLO SCORSO MARZO IN COLOMBIA

Attenzione: apre in una nuova finestra.Dopo le denunce dello scorso mese di marzo, la OSA , Organizzazione degli Stati Americani, ha confermato la compravendita di voti nelle elezioni legislative colombiane.
In un comunicato, diffuso giovedì 13 maggio dal direttore del Dipartimento per la Cooperazione e Osservazione Elettorale della OSA, vengono segnalate la compravendita di voti in 6 dipartimenti (Atlántico, Bolívar, Cundinamarca, Magdalena, Nariño e Norte de Santander) e diverse irregolarità in 15.000 seggi, dislocati in 18 dipartimenti.
Nel segnalare le debolezze del sistema elettorale, il comunicato, con il consueto cerchiobottismo dell'OSA, dichiara che sebbene ci siano stati episodi di violenza si può considerare un buon risultato l'abbassamento del livello di violenza generale, pur raccomandando, per evitare in futuro questo tipo di “inconvenienti”, di aumentare la formazione dei giurati, semplificare i meccanismi di voto e migliorare la trasmissione dei dati relativi ai risultati elettorali.
Allo stesso tempo, muove una richiesta al governo colombiano per rafforzare gli sforzi per garantire esiti migliori nelle elezioni presidenziali, che si celebreranno il prossimo 30 maggio.
Tuttavia, aldilà dei “ma” e dei “però” del comunicato OSA, il livello della violenza e delle pressioni esercitate dai paramilitari di Stato in diverse regioni del paese, come denunciato da diversi osservatori indipendenti e da numerose ong, è in realtà altissimo; non si contano i voti di scambio, le irregolarità, i morti che votano, i voti “multipli”, l’impossibilità di garantire la segretezza del voto e le urne fatte sparire nelle aree in cui più forte è il movimento popolare.
Basti pensare alla denuncia di  Jorge Rojas,  rappresentante di una ong per l’osservazione elettorale in Colombia, che ha dichiarato che gruppi di narcotrafficanti armati avevano fatto pressione su molti elettori  affinché votassero candidati di estrema destra.
Il sistema elettorale nel regime colombiano non può garantire il diritto al voto ai cittadini colombiani, perché è una macchina preposta da almeno cinquant'anni alla spartizione del potere fra liberali e conservatori, rappresentanti dell'oligarchia e, negli ultimi tempi, per consegnare con la violenza ed attraverso brogli il potere in mano alla cricca del narcopresidente Uribe, o del prossimo fantoccio filo-statunitense utile a dilapidare le preziose risorse del paese a tutto vantaggio delle multinazionali e dell'oligarchia.







18/05 - IN COLOMBIA OLTRE 38.000 DESAPARECIDOS IN TRE ANNI

Attenzione: apre in una nuova finestra.Secondo il direttore della CODHES, la Commisione di Monitoraggio per la Politica Pubblica sugli Sfollamenti forzati, Marcos Romero, che tra l´altro ha chiesto pubblicamente ad Uribe "di non negare la realtà degli sfollati in Colombia", i casi di sparizioni forzate in questo paese aumentano ogni anno. Come riferito da Romero, superano in quantità quelli avvenuti sotto la dittatura Argentina, raggiungendo, negli ultimi 10 anni, l'esorbitante cifra di 100.000 persone.

Solo negli ultimi 3 anni, secondo un rapporto dell'Istituto di Medicina Legale e Scienze Forensi,  si sono registrate 38.255 sparizioni; questa agghiacciante cifra riflette soltanto le denunce presentate, e quindi, secondo lo stesso Istituto, nella realtà dev'essere di gran lunga superiore.

Le organizzazioni dei familiari delle vittime assicurano che questi crimini sono commessi da gruppi paramilitari ed agenti statali, e che rappresentano uno dei metodi per mettere a tacere l'opposizione.

Il rapporto segnala inoltre che nel 2009 si sono registrati 18.236 casi di sparizione, cifra che evidenzia un progressivo aggravarsi della situazione, poiché nel 2008 i casi segnalati erano stati  15.696, e l'anno precedente  4.323.
La madre di 4 desaparecidos, intervistata dall'emittente TELESUR, ha affermato di ignorare il luogo in cui si trovano ora i suoi figli, e di temere la repressione dei gruppi paramilitari: "Con quest'incertezza che ci invade ogni giorno, ogni mattina mi sveglio pensando ai miei figli, dove vanno, dove saranno, che cosa gli avranno fatto", ha dichiarato.
Le sparizioni forzate sono uno strumento del terrorismo di Stato contro l'opposizione sociale, col risultato che oltre tremila corpi non identificati giacciono negli obitori del potere giudiziario e che il territorio colombiano è disseminato di fosse comuni (ne sono state scoperte oltre 2000), dove i paramilitari di Stato e le forze armate ufficiali hanno gettato i cadaveri di uomini, donne e bambini massacrati nel corso dei loro raid.
La direttrice dell'Associazione dei Familiari dei Detenuti Scomparsi (ASAFADDES), Gloria Gómez, sostiene che questi fatti "hanno necessariamente a che vedere con funzionari statali che hanno partecipato direttamente nelle sparizioni, successivamente trasformate in operativi congiunti e combinati; oggi queste sparizioni di persone per mano di gruppi paramilitari o `emergenti´, come pure sono chiamati, continuano ad essere tollerate" dalle corrotte istituzioni colombiane.
Il conteggio di questi morti e la divulgazione dei dati sono iniziati in seguito alla scoperta di numerose fosse comuni, cimiteri e forni crematori clandestini dei paramilitari in diversi luoghi del paese.
Secondo l'Agenzia d´informazione Púlsar, il narcogoverno colombiano e le forze armate nascondono una parte delle sparizioni forzate attraverso i cosiddetti "falsos positivos", la pratica per la quale giovani disoccupati vengono attirati dall'esercito con offerte di lavoro e poi trucidati e vestiti da guerriglieri, per ottenere premi e licenze.
Da anni vengono risucchiati nel buco nero delle sparizioni forzate, a migliaia, militanti di associazioni per i diritti umani, sindacalisti, leaders indigeni, oppositori politici al regime colombiano, avvocati difensori dei prigionieri politici, intellettuali e studenti, nella totale indifferenza della cosiddetta `comunità internazionale´. Il narcopresidente Uribe ed i suoi corifei compagni di merenda, Santos in testa, dovranno essere giudicati da un tribunale internazionale anche per questi crimini. E se questo si dimostrerá assente, la giustizia popolare fará il suo corso.



16/05 - IN COLOMBIA 500 DONNE IN STATO DI GRAVIDANZA MUOIONO OGNI ANNO PER CAUSE EVITABILI

Attenzione: apre in una nuova finestra.Più di 500 donne in stato di gravidanza muoiono ogni anno in Colombia per negligenze e mancanze nella qualità del sistema sanitario, secondo un'inchiesta del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione.

I dati resi noti chiariscono che le morti si producono per incuria nel sistema sanitario: "il servizio per quanto riguarda il parto ed il postparto è inefficiente", secondo Lucy Wartenberg, rappresentante in Colombia di questa istituzione.
L'indagine rivela che "quasi il 98% delle morti di donne in stato di gravidanza è evitabile"
La rappresentante del Fondo ha chiarito che la maggior parte dei casi di mortalità avvengono per una cattiva gestione dei centri ospedalieri; secondo la funzionaria, molte donne muoiono per i ritardi nel prendere la decisioni di ricorrere per tempo ai centri sanitari, o perché al loro arrivo nelle strutture non sono immediatamente assistite per questioni burocratiche, o perché le strutture sanitarie stesse non hanno a disposizione il sangue per le trasfusioni o i medicinali adatti.
Il rischio di morte raddoppia quando si tratta di partorienti adolescenti, secondo quanto affermano le Nazioni Unite: si pensi che in Colombia quasi una adolescente su quattro è rimasta incinta almeno una volta, e questa dato raggiunge il 30% nelle adolescenti che fanno parte degli oltre 4 milioni e mezzo di sfollati colombiani.
L'assessora per la Salute Sessuale e Riproduttiva del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, Mary Luz Mejía, attribuisce i problemi nella qualità delle cure agli operatori e alle forniture delle équipe mediche.
Secondo il presidente della Società Colombiana di Pediatri, Hernando Villamizar, "la qualità delle cure che offrono le diverse istituzioni vincolate al sistema sanitario non è la migliore".
Questo è un altro nodo drammatico del malgoverno uribista: il sistema sanitario è letteralmente scoppiato in tempi recenti, per la consistente "crisi di liquidità"; ovvero la strutturale mancanza di risorse, indirizzate alla guerra invece che allo stato sociale. Diversi studi denunciano che occorrerebbe integrare almeno 10.000 nuovi professionisti per la gestione della sanità a livello nazionale.
Grazie alla privatizzazione del settore, lucroso regalo alle multinazionali ed all'oligarchia (che ha ricompensato il suo fedele servitore Uribe coi finanziamenti nella campagna elettorale), il sistema sanitario è stato lasciato in balia del mercato; le piramidi finanziare, megatruffa ai danni dei piccoli risparmiatori in cui è implicato, fra gli altri,  uno dei figli del narcopresidente Uribe, nel loro crollo rovinoso hanno poi distrutto quel che restava del fragile stato sociale colombiano.
Come sempre, il prezzo di questi saccheggi viene pagato dai ceti più poveri, che non possono permettersi le cure private, col risultato che muoiono ogni anno centinaia di ragazze per motivi assolutamente evitabili.



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