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Alle luci dell´alba gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare, bloccata dal referendum del 1987.

 
Lazio: terza regione per numero cacciatori

La Regione Lazio è la terza in Italia per numero di cacciatori, con una percentuale del 9,2% su un totale di 765.404, pari a 70.242 unità, ovvero l'1,6% della popolazione al di sopra dei 18 anni.

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8 marzo, Amnesty: in ogni parte del mondo giustizia e dignità negate alle vittime di stupro

In ogni parte del mondo, le vittime di stupro e di violenza sessuale si vedono negare l’accesso alla giustizia, a causa della discriminazione di genere e di pregiudizi sul loro comportamento sessuale.

 
Bolzaneto, confermato in appello il riconoscimento di gravi responsabilità per le violazioni dei diritti umani

La Corte d’appello di Genova ha confermato ieri il verdetto emesso in primo grado nei confronti di 15 agenti di polizia, agenti penitenziari e medici che, nel luglio 2008, erano stati condannati....

 

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La scelta delle date da ricordare, per una persona o per una nazione, è importante.

 
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Ambedue hanno commesso un delitto orribile. Tutte e due sono state vittime di un marito violento.

 

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"Per difendere i diritti dei bambini e delle bambine"

La Sezione Italiana di Amnesty International offre ai bambini e alle bambine la possibilita’ di approfondire la conoscenza dei diritti umani.

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"Haiti sradichi la schiavitù infantile" PDF Stampa E-mail
Scritto da Amnesty International   
Mercoledì 18 Novembre 2009 17:41

Le autorita’ di Haiti devono introdurre una legislazione per proteggere i bambini e le bambine che lavorano come aiutanti domestici in condizioni che equivalgono alla schiavitu’. Amnesty International, ha lanciato una campagna per chiedere al governo haitiano di agire per proteggere questi bambini e queste bambine da abusi, maltrattamenti e sfruttamento.

Molte famiglie haitiane, a causa della poverta’, sono obbligate a mandare
i figli e le figlie a lavorare presso altre abitazioni, dove finiscono col
pulire, cucinare, fare lunghi tragitti per andare a prendere l’acqua e
badare agli altri bambini della famiglia.

‘In molti casi, si tratta di una condizione di effettiva schiavitu’’- ha
affermato Gerardo Ducos, ricercatore di Amnesty International su Haiti. ‘I
bambini e le bambine lavorano in condizioni disumane, subiscono violenze e
abusi da chi li ospita, solo per un piatto di cibo’.

La condizione delle bambine e delle ragazze impiegate come collaboratrici
domestiche e’ drammatica: secondo l’Unicef, nel 2007 erano almeno 100.000.
Intrappolate in una situazione di totale dipendenza, molte ragazze sono
costrette a sopportare violenze e abusi sessuali. Alcune abbandonano il
lavoro o la famiglia che le ospita e vanno a vivere in strada dove non
hanno altra opzione, per sopravvivere, che vendere il proprio corpo.

Re’gina, una ragazza di 15 anni, ha raccontato ad Amnesty International
che, all’eta’ di 10 anni, e’ stata mandata a lavorare come domestica, ma
e’ scappata via perche’ le bastonate erano diventate insopportabili. Ha
passato i successivi quattro anni a Foyer Maurice Sixto, un rifugio per ex
collaboratori domestici. In questo periodo ha potuto andare a scuola.
All’eta’ di 14 anni e’ tornata a casa, dove ha subito ulteriori abusi.

‘Le ragazze di Haiti sono intrappolate in una spirale di poverta’ e
violenza’- ha dichiarato Gerardo Ducos. ‘Sradicare questa moderna forma di
schiavitu’ e’ il solo modo per proteggere i diritti di migliaia di bambini
e bambine’.

Le leggi haitiane non contemplano un quadro giuridico per la protezione
dei bambini.

La Legge per la proibizione e l’eliminazione di ogni tipo di abuso,
violenza e trattamento inumano dei bambini, entrata in vigore nel 2003, ha
abrogato un capitolo del Codice del lavoro che regolava il lavoro dei
bambini nei servizi domestici, senza mettere al bando la pratica.

Il Codice proibiva ‘l’impiego’ di bambini al di sotto dei 12 anni di eta’
come lavoratori domestici e garantiva che chi aveva piu’ di 15 anni
ricevesse un salario. Stabiliva inoltre che le famiglie di adozione che
intendevano impiegare un bambino come lavoratore domestico avrebbero
dovuto, tra gli altri adempimenti, chiedere l’autorizzazione all’Istituto
per l’assistenza e la ricerca sociale.

‘In vista della Giornata universale dell’infanzia, il governo di Haiti
deve aumentare il suo impegno per proteggere le ragazze lavoratici
domestiche e compiere dei passi concreti per migliorare la loro
situazione’ – ha concluso Gerardo Ducos.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 18 novembre 2009

Il rapporto ‘Overcoming poverty and abuse: Protecting girls in domestic
service in Haiti’ e’ disponibile in lingua inglese all’indirizzo:
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2802

 

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Si parla poco delle lobby, gruppi organizzati al servizio delle multinazionali industriali e commerciali che inquinano tutti i parlamenti in particolare quello europeo. Esse dettano legge, come recentemente è avvenuto con la liberalizzazione di colture Ogm.

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