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Alle luci dell´alba gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il tetto della fabbrica della vecchia centrale nucleare, bloccata dal referendum del 1987.

 
Lazio: terza regione per numero cacciatori

La Regione Lazio è la terza in Italia per numero di cacciatori, con una percentuale del 9,2% su un totale di 765.404, pari a 70.242 unità, ovvero l'1,6% della popolazione al di sopra dei 18 anni.

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8 marzo, Amnesty: in ogni parte del mondo giustizia e dignità negate alle vittime di stupro

In ogni parte del mondo, le vittime di stupro e di violenza sessuale si vedono negare l’accesso alla giustizia, a causa della discriminazione di genere e di pregiudizi sul loro comportamento sessuale.

 
Bolzaneto, confermato in appello il riconoscimento di gravi responsabilità per le violazioni dei diritti umani

La Corte d’appello di Genova ha confermato ieri il verdetto emesso in primo grado nei confronti di 15 agenti di polizia, agenti penitenziari e medici che, nel luglio 2008, erano stati condannati....

 

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La scelta delle date da ricordare, per una persona o per una nazione, è importante.

 
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Ambedue hanno commesso un delitto orribile. Tutte e due sono state vittime di un marito violento.

 

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Iran: Amnesty International condanna l'esecuzione "shock" di due manifestanti PDF Stampa E-mail
Scritto da Amnesty International   
Venerdì 29 Gennaio 2010 18:12

Amnesty International ha condannato l’esecuzione di due persone arrestate durante le proteste che si sono susseguite in Iran dall’indomani del contestato esito delle elezioni dello scorso anno.



Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour sono stati impiccati oggi,
giovedi’ 28 gennaio, dopo essere stati giudicati colpevoli, al termine di
un processo iniquo, di ‘comportamento ostile a Dio’ e di appartenenza
all’Anjoman e-Padeshahi e-Iran (Api), un gruppo fuorilegge che chiede il
ritorno della monarchia.

‘Queste due esecuzioni-shock mostrano che le autorita’ iraniane non
intendono fermarsi di fronte a nulla per stroncare le proteste pacifiche
che vanno avanti dalle elezioni’ – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui,
vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty
International. ‘Prima li hanno condannati dopo un processo iniquo, poi li
hanno uccisi e non e’ neanche chiaro se effettivamente appartenessero o
meno al gruppo fuorilegge, dato che le loro ‘confessioni’ sarebbero state
esorte con la forza’.

Secondo le autorita’ iraniane, almeno altre nove persone si trovano in
attesa di esecuzione dopo essere state condannate nei cosiddetti
‘processi-spettacolo’.

‘Temiamo che le due di oggi siano solo l’inizio di un’ondata di esecuzioni
nei confronti di persone condannate a seguito di incriminazioni cosi’
vagamente formulate’ – ha aggiunto Hassiba Hadj Sahraoui.

Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour erano stati condannati per
‘comportamento ostile a Dio’ dal Tribunale rivoluzionario di Teheran lo
scorso ottobre. Erano anche stati giudicati colpevoli di ‘propaganda
contro il sistema’, ‘insulto a figure sacre’ e ‘collusione con l’intento
di minacciare la sicurezza nazionale’.

Mohammad Reza Ali-Zamani era stato accusato di aver visitato illegalmente
l’Iraq e di avere, in quell’occasione, incontrato ufficiali dell’esercito
statunitense.

L’avvocato di Arash Rahmanipour ha affermato che il suo assistito non
aveva mai preso parte alle proteste post-elettorali e che era stato
costretto a rilasciare una ‘confessione’ durante un ‘processo-spettacolo’
dopo che i suoi familiari erano stati sottoposti a intimidazioni. Ne’ lui
ne’ il collega che difendeva Mohammad Reza Ali-Zamani sono stati informati
dell’esecuzione, come invece richiesto dalla legge iraniana.

‘Queste due esecuzioni sono la prova che il sistema giudiziario viene
usato come strumento di repressione da parte delle autorita’. Il messaggio
inviato oggi a chi vuole esercitare il diritto a manifestare pacificamente
contro il governo e’: non scendete in piazza’.

Altre manifestazioni sono previste l’11 febbraio, in occasione
dell’anniversario della Rivoluzione islamica.

Secondo fonti ufficiali, piu’ di 40 persone sono morte nelle
manifestazioni promosse dopo le elezioni, molte delle quali represse con
violenza dalle forze di sicurezza. Amnesty International ritiene che il
numero delle vittime sia molto piu’ alto. Oltre 5000 persone sono state
arrestate, molte delle quali sottoposte a torture e maltrattamenti. Decine
e decine di manifestanti sono stati condannati a pene detentive e, in
alcuni casi, anche alle frustate, al termine di processi iniqui. Le
condanne a morte sono state almeno 11. Una di queste, emessa nei confronti
di Hamed Rouhinejad, e’ stata commutata in appello nel corso di questo
mese.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 28 gennaio 2010

 

 

"2 Minuti" (di Mario Albanesi)

"LE VERE PADRONE" (05/03/2010)

Si parla poco delle lobby, gruppi organizzati al servizio delle multinazionali industriali e commerciali che inquinano tutti i parlamenti in particolare quello europeo. Esse dettano legge, come recentemente è avvenuto con la liberalizzazione di colture Ogm.

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La Pasqua sarà davvero buona solo se si elimina la crudele usanza di ammazzare i giovani agnellini!".

 
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