L'ASSEDIO CONTINUA

dopo l'antifascismo', lo spread


Avevamo detto godiamoci lo spettacolo e questo ha suscitato scandalo perchè il riferimento era all'antifascismo dei criminali di guerra e ai liberisti di sinistra che stavano mobilitando tutte le forze istituzionali e mediatiche per bloccare lo scontro con l'UE e l'attuazione di provvedimenti che vanno in direzione opposta a quelli di Monti, Renzi, Gentiloni.

Per questo ci siamo impegnati a denunciare la costituzione di un fronte 'antifascista' che, sotto l'egida del PD, era strumentale alla difesa dell'UE e contro il governo gialloverde. La manifestazione di San Babila a Milano era stata il simbolo di questa ammucchiata. Poi c'è stato il raduno contro il razzismo, sempre a Milano, contemporaneo e collaterale a quello di piazza del Popolo a Roma dove gli spezzoni impazziti del PD hanno tentato di ricomporsi. Anche in quel di Milano i partecipanti hanno avuto la sensibilità di scendere in piazza contro il pericolo razzista proprio nei giorni in cui sette giovani palestinesi venivano uccisi e centinaia feriti con il solito cinismo nazisionista che però non scuote le anime belle mobilitate dall'ANPI. Ma questo non è razzismo?

Dopo l'operazione 'antifascismo', ecco lo spread. Il gioco si fa duro e lo spettacolo finisce per lasciare il posto a un confronto pesante e alle minacce di far fare all'Italia la fine della Grecia. E' cominciato quindi il ballo con gli indici di borsa e gli interessi sui BPT. Così l'UE e gli europeisti italiani delle transnazionali vogliono riproporre a tutti i costi la loro politica di austerità o perlomeno ricondurre a più miti consigli un governo non omogeneo alle direttive di Bruxelles. Vogliamo ancora insistere sul fatto che il fascismo è alle porte e che l'Italia va in rovina perchè tenta di modificare i rapporti dentro l'UE?

Il travisamento della realtà chiama in ballo a questo punto anche il gioco degli eurostoppisti e degli alternativi di ogni genere che, dopo le chiacchiere di questi anni, di fronte a ciò che sta succedendo si tirano indietro e coprono Martina e Berlusconi. Si ripete ciò che è avvenuto alla chiusura dei porti, quando si vedeva l'albero e non la foresta in questo caso rappresentata dal blocco UE.

Questa situazione, che conferma l'effettivo ruolo di minoranze radicali a servizio del sistema, in cui il padrone tira le fila per utilizzarle al momento opportuno, non può trovarci complici e bisogna fare una scelta. La questione non è schierarsi con il governo in carica, bensì capire quello che sta succedendo e allargare le crepe che si sono aperte. Come?

Facciamo alcune proposte: scendiamo in piazza contro l'UE che attacca e manovra la finanza internazionale contro l'Italia. Scendiamo in piazza per denunciare le guerre di aggressione e il neocolonialismo che producono l'esodo delle popolazioni. Scendiamo in piazza per dire basta agli embarghi che costringono l'economia italiana dentro il quadro economico-militare imperialista e ne impediscono lo sviluppo economico e relazioni a tutto campo nella scena internazionale.

Diamo un segnale che stiamo dalla parte giusta. Tutto questo prima che le crepe si richiudano.

Aginform
4 ottobre 2018

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