I nomi dei pedoni che hanno perso la vita e sono rimasti feriti sulle strade del nostro paese sono apparsi questa mattina sulle strisce pedonali di numerosi Comuni di Italia: è il flash mob diffuso della campagna nazionale Siamo Tutti Pedoni organizzato da Centro Antartide, SPI CGIL, FNP e UILP in occasione della Settimana Globale per la Sicurezza Stradale indetta dalle Nazioni Unite.

 

Mai più nomi sull'asfalto

 

 

I nomi dei pedoni che hanno perso la vita e sono rimasti feriti sulle strade del nostro paese sono apparsi questa mattina sulle strisce pedonali di numerosi Comuni di Italia: è il flash mob diffuso della campagna nazionale Siamo Tutti Pedoni organizzato da Centro Antartide, SPI CGIL, FNP e UILP in occasione della Settimana Globale per la Sicurezza Stradale indetta dalle Nazioni Unite, che mette al centro la riduzione della velocità, tra le principali cause di incidenti in tutto il mondo, specialmente di quelli che coinvolgono gli utenti deboli della strada

 

Sono 5.457 i pedoni che hanno perso la vita sulle strade italiane negli ultimi 10 anni, 188.679 i feriti (Dati ISTAT). Un totale di quasi 195.000 persone che si muovevano a piedi rimaste coinvolte in incidenti stradali, per la maggior parte causati dall’eccesso della velocità di chi guidava veicoli, auto o moto. A ricordarle tutte ed a invitare tutti gli utenti della strada al rispetto e a una guida attenta a chi si muove a piedi, altrettanti nomi hanno riempito questa mattina le strisce degli attraversamenti pedonali di tutta Italia a partire da Bologna nello speciale flash mob Mai più nomi sull’asfalto, che arriva durante la Settimana Globale per la Sicurezza Stradale indetta dalle Nazioni Unite dall’8 al 14 maggio dedicata quest’anno, con il motto #SlowDown, proprio alla riduzione della velocità. L’iniziativa, che si inserisce nella campagna nazionale per la sicurezza degli utenti deboli della strada Siamo tutti pedoni promossa dal Centro Antartide insieme a Sindacati pensionati SPI CGIL, FNP e UILP e delle amministrazioni e associazioni che aderiscono in tutta Italia con il patrocinio Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

 

Il rapporto tra velocità e sicurezza è particolarmente significativo, non solo per quel che riguarda lo spazio di frenata: si pensi che se un’auto urta un pedone a 30 km/h ci sono 9 probabilità su 10 che possa sopravvivere senza danni permanenti, una proporzione che scende a 5 su 10 a 50 km orari per poi ridursi esponenzialmente a 1 su 10 oltre i 65 km orari (Manuale “Pedestrian Safety”, OMS). In un contesto nazionale in cui il 30% degli investimenti avviene ancora sugli attraversamenti pedonali, la riduzione della velocità diventa quindi una priorità, specialmente nei centri urbani dove, come ricorda Siamo Tutti Pedoni, è opportuno lavorare a una vera e propria condivisione civile e rispettosa della strada tra diversi utenti per arrivare agli obiettivi di sicurezza posti dall’Europa. E sono sempre di più gli studi in tutto il mondo che documentano come spostamenti più veloci in città sui mezzi privati molto raramente corrispondono a più alti livelli di felicità, e come anzi il benessere di tutti tragga beneficio da un generale rallentamento dei ritmi quotidiani, oltre che di guida.
Fra i pedoni i soggetti più colpiti risultano essere gli anziani sia fra i morti che fra i feriti, dimostrazione questa della necessità di operare maggiormente su questa fascia di popolazione anche in un’ottica in-formativa come si sta discutendo nel tavolo di lavoro nazionale ESPERTOVER65 attivato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme al Centro Antartide, ai Sindacati Pensionati e ad altri enti.

 

Centro Antartide

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Bologna, BO 40125
Italy
 
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