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COMUNICATO STAMPA

IRAQ: SERVONO INDAGINI, NON NEGAZIONI, SULLO SPAVENTOSO NUMERO DI VITTIME CIVILI A MOSUL OVEST



In risposta alle dichiarazioni rilasciate dal portavoce delle forze della coalizione a guida Usa e di quelle irachene, Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio oriente, ha dichiarato:

"Siamo delusi dalla maniera sprezzante con la quale le forze della coalizione a guida Usa e quelle irachene hanno trattato il nostro rapporto che descrive l'enorme sofferenza dei civili a Mosul ovest.
Come minimo, i governi che fanno parte della coalizione così come le forze irachene devono garantire un’indagine tempestiva e imparziale sulle presunte violazioni che abbiamo documentato.
Auspichiamo un immediato riconoscimento pubblico del costo enorme che questa battaglia ha causato per i civili così come una risposta chiara da parte delle forze della coalizione a guida Usa e di quelle irachene sulle violazioni e gli attacchi documentati da Amnesty International nel suo rapporto sull’operazione a Mosul ovest.
Persino le guerre hanno le loro leggi e si deve rendere conto quando le si vìola…
Amnesty International ha documentato come il gruppo armato che si definisce Stato islamico abbia commesso orribili crimini di guerra contro i civili - ma le violazioni di una delle parti in conflitto non sono mai una giustificazione perché l’avversario si faccia beffe delle leggi di guerra.
Utilizzando esplosivi con effetti su vaste aree e attacchi aerei sproporzionati in aree densamente popolate, la coalizione a guida Usa e le forze irachene non sono riuscite ad adattare le proprie tattiche alla realtà sul terreno.
Non c'è dubbio che centinaia, se non migliaia, di morti civili avrebbero potuto essere evitati a Mosul ovest se le forze irachene e quelle della coalizione a guida Usa avessero dato priorità alla loro protezione, come richiesto dal diritto internazionale umanitario".

Contrariamente alle dichiarazioni rese dalla coalizione a guida Usa, il 20 giugno 2017 Amnesty International ha inviato una lettera al Dipartimento Usa della Difesa per presentare i risultati preliminari del rapporto e chiedendo un riscontro. Amnesty International non ha ricevuto alcuna risposta scritta formale a questa lettera.

Roma, 12 luglio 2017

 

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