Lo spiegamento di forze militari, economiche e mediatiche della campagna diretta dal ministro Minniti è imponente. Il primo obiettivo da raggiungere con ogni mezzo necessario – dalla minaccia al ricatto, dal fuoco amico dei guardacoste libici alle manovre giudiziarie ispirate dai servizi – sembra oggi più raggiungibile.

 

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UNO SPAZIO DI LIBERTA' (ANTONIO VIGILANTE)

Comune-info è uno spazio di libertà, di condivisione e di progettazione da difendere. Una testimonianza preziosa di un’altra Italia: che non ha smarrito parole come libertà, giustizia, solidarietà.

 

RESISTERE AFFERMANDO IL DIRITTO ALLA VITA
Lo spiegamento di forze militari, economiche e mediatiche della campagna diretta dal ministro Minniti è imponente. Il primo obiettivo da raggiungere con ogni mezzo necessario – dalla minaccia al ricatto, dal fuoco amico dei guardacoste libici alle manovre giudiziarie ispirate dai servizi – sembra oggi più raggiungibile. Si trattava di eliminare la scomoda presenza e testimonianza delle Organizzazioni non governative nelle acque del Mediterraneo centrale, o quantomeno di lederne profondamente l’autonomia, asservendone l’azione agli interessi superiori dei governi italiano e tripolino. Le Ong, le sole forze in campo decise a salvare vite senza calcoli politici, sono state prima calunniate e poi divis e. La censura mediatica sulle stragi in mare, sulla collusione tra i trafficanti e la guardia libica e sulle condizioni disumane dei centri di detenzione funziona da tempo. La strategia politica ispirata dal Codice Minniti avanza col vento in poppa, per ora. E’ sui suoi inevitabili “effetti collaterali”, cioè sulla strage dei migranti, che può e deve concentrarsi il lavoro delle reti legali e di informazione di chi si è battuto contro lo smantellamento del sistema di soccorso umanitario, coordinato dalla Guardia costiera, che nell'ultimo anno aveva garantito la maggior parte degli interventi di salvataggio. Tutta la Libia oggi costituisce una minaccia di guerra e, per i migranti, una trappola infernale da cui vanno garantite vie legali di evacuazione. Per questo servono visti umanitari di ingresso per chi fugge da quell'inferno, e permessi di soggiorno per motivi umanitari per chi fa richiesta di protezione in Italia, dopo essere stato soccorso in mare. Contro una politica che produce morte, non possiamo che rivendicare il diritto alla vita per tutti (Fulvio Vassallo Paleologo)

LABAS AL SINDACO: A SETTEMBRE RIAPRIAMO
Gli occupanti di Làbas, sgomberati e picchiati senza ragione mentre erano con le mani alzate, scrivono al sindaco Merola per rispondere a un suo intervento su facebook in cui spiega perché bisogna far spazio ad alberghi e residenze private. Quello che il collettivo ha fatto in quasi cinque anni di attività – uno dei laboratori politici, sociali e culturali più importanti e partecipati di Bologna – è andato molto oltre lo spazio di una ex caserma del quartiere Santo Stefano abbandonata dalle istituzioni da vent'anni. Qualcuno deve aver deciso che era davvero troppo per una città che deve rimanere inerte, che non deve poter alimentare speranze, ora che il tempo e le gestioni politiche mediocri che si sono succedute per decenni hanno cancellato ogni memoria viva di quello che i giovani di un altro tempo avevano saputo inventare sotto le due torri. Ma chi aveva cominciato a costruire oggi un’altra Bologna, forte anche della straordinaria testimonianza di solidarietà arrivata in queste ore, non può rassegnarsi al grigiore e all'arroganza del potere né farsi piegare dalla violenza: l’appuntamento per riprendersi uno spazio comune essenziale alla democrazia cittadina è per il 30 agosto con una grande assemblea e per il 9 settembre con la manifestazione #RIAPRIAMOLÀBAS  (Làbas< /a> )

IL CUBO DEL CAPITALE
Negli ultimi decenni sono cresciute e maturate molte esperienze di economia sociale e solidale, alternative al sistema dominante. Tuttavia la maggior parte di queste pratiche, continua ad operare all'interno dell'economia di mercato, con difficoltà e contraddizioni che occorre gradualmente superare.(Alberto Castagnola)

IL BURRACO DELLE MULTINAZIONALI
Le corporation stanno giocando con le nostre vite e con quella dell’intero pianeta. A 88 anni Noam Chomsky non attenua la critica nei confronti degli Stati Uniti e del capitale transnazionale che, spinto da un’insaziabile dinamica neocoloniale di accumulazione, non esita a depredare ogni possibile ricchezza dei popoli e della natura. In una recente conferenza a Montevideo, dove è stato invitato per girare un documentario con l’ex presidente José Mujica, il vecchio linguista non ha risparmiato le critiche rigorose quanto scomode nemmeno ai governi progressisti latinoamericani, nella migliore delle ipotesi inerti di fronte alla corruzione e all’estrattivismo. Chomsky ha poi ribadito che l’umanità ha costruito du e macchine di distruzione: le armi nucleari e la catastrofe ambientale. Gli storici del futuro, ha detto, osserveranno il curioso scenario dell’inizio del ventunesimo secolo, dove per la prima volta nella storia gli esseri umani devono affrontare la prospettiva di una grave calamità che ne minaccia la sopravvivenza. La cosa assurda è che se la sono provocata da soli. E il paese più potente, quello che godeva di incomparabili vantaggi, ha fatto di tutto per accelerare il disastro (Dale Zaccaria)
 

PAESE E POESIA

Dopo l’appartenenza, l’abbandono e i comizi d’amore, i muri erranti, l’Attacco Poetico di San Michele Salentino quest’anno ha virato Verso la Bellezza, con il metodo lungo lento e profondo messo a punto, muovendosi su più livelli, in quattro anni. Si parte da un angolo, lo si ripulisce, si dipinge con latte di calce il muro. Poi si raccolgono le storie di quel luogo, si entra nelle case, si ascoltano le persone che raccontano e così via via, fino alla passeggiata poetica, l’azione collettiva che dà appuntamento all’anno che verrà. Con il respiro che si allarga per avvicinare la poesia a chiunque voglia farne un legame comunitario dove si riconosce un paese interno. A quelli di Attacco Poetico, impertinenti ribelli affascinati dal fare, piace la parola paese (Rosaria Gasparro)

UN GRANDE MOVIMENTO SPONTANEO
Mettiamo per una volta da parte le ragioni del movimento nato intorno alla questine dei vaccini che, ricordiamolo, non vuole abolirli ma chiede una scelta libera e informata, la valutazione preventiva e personalizzata del rischio per ogni singolo bambino, la riduzione degli interventi a quelli che si rendono realisticamente necessari o opportuni. Una cosa è certa: Free-vax resta una mobilitazione straordinaria, probabilmente la più interessante emersa dal basso in Italia negli ultimi mesi, perché promossa soprattutto da giovani donne, perché non ha alle spalle nessuna forza organizzata, perché di massa, perché è parte del movimento globale contro Big Pharma. Certo, al suo interno ci sono presenze “ di destra” e razziste (come l’energumeno che ha preso a calci l’auto dei deputati Pd o il “filosofo” Fusaro), tuttavia, come ricorda Guido Viale, quel movimento sta combattendo con tutte le sue forze, e con modalità nuove, contro un assalto frontale a diritti che ritiene irrinunciabili. Per una volta dovremmo tutti e tutte "scendere dal piedistallo e andare a imparare qualcosa da e insieme a loro..."(Guido Viale)

IL REATO DI SOLIDARIETÀ NON ESISTE
Scrive Fulvio Vassallo : la vasta mediatizzazione delle attività di inchiesta condotte dalla Procura di Trapani hanno riacceso la macchina del fango.I giornali hanno anticipato sentenze di condanna che hanno gravemente influenzato l’opinione pubblica. Un processo sommario alle ONG ed a tutti coloro che praticano solidarietà in mare. Così facendo , le iniziative militari in Libia e i respingimenti collettivi delegati alla Guardia costiera libica potranno eseguirsi più liberamente, come voleva l’agenzia Frontex dalla quale era partita la campagna di accuse contro le ONG. (Fulvio Vassallo Paleologo)

UNA BUONA MAESTRA DEVE SAPER AMARE
Scrive Paolo Mai :"La scuola non può’ e non deve omologare, non deve giudicare e scegliere chi è adatto e chi no. Il maestro deve accompagnare, garantendo cittadinanza a tutti. Un'educatrice deve innanzitutto saper amare e per fare questo deve prima di tutto imparare ad amarsi. Non è facile, ma coloro che non si amano e che non sanno amare sono coloro che non sono stati amati e rimarginare alcune ferite non è affatto semplice. Una maestra dovrebbe essere innanzitutto una persona felice, dovrebbe amare la vita in tutte le sue sfaccettature. (Paolo Mai )

LE PAROLE SONO ANCORA IMPORTANTI
I social e le interazioni veloci a distanza, dalle chat a whatsapp, creano e alimentano facilmente dinamiche di sopraffazione. A cominciare dai più giovani, tutti abbiamo bisogno di lavorare sul linguaggio, imparare ad ascoltare, riconoscere la complessità del mondo e della comunicazione, avvicinarci alla letteratura per allargare i nostri punti di vista, non dare nulla per scontato e scoprire il significato della parole, ma soprattutto rifiutare la comunicazione sessista e violenta. Non servono censura e diktat dall’alto e neanche troppe parole, ma la voglia di creare una società senza dominio e di rallentare (Paola Del Zoppo)

SU DI ME I MAESTRI DELLA CALUNNIA
Dal Giornale al Secolo è tutto un insinuare con le tecniche più trite e volgari della diffamazione. Don Mussie Zerai è, come dicono loro, un'”icona buonista dell’immigrazione”, quindi va crocefisso lasciando intendere che tragga chissà quali profitti dalle segnalazioni che rilancia per evitare che altre persone affoghino. C’è chi lo usa per attaccare la Boldrini e c’è chi, più lungimirante, capisce che un prete così, costretto egli stesso a fuggire 25 anni fa dall’Eritrea, è molto più pericoloso di qualsivoglia esponente del teatrino politico, quindi va lasciato intendere che sotto l’abito talare nasconda ben più profane mire. Non si tratta solo d i classici quanto miserabili esempi di giornalismo dei nostri tempi. C’è molto di più. C”è la consapevolezza che se le Ong o le persone come Zerai non agissero per oscuri e inconfessabili interessi di denaro, per sete di potere o per l’ansia di far prevalere religioni sataniche, bisognerebbe ammettere che chi ostacola il salvataggio dei migranti e parla di “buonismo” di fronte all’ecatombe mediterranea non è un ignorante ma un consapevole assassino. Semplice, no?  (Don Mussie Zerai )
 

LA LEGGE NON E' UN TOTEM DA VENERARE

L’Italia è caduta in un delirio autoritario, crudele, disumano, reazionario e nazionalista. Una massa acritica e ignorante fatta di cultori asettici della legalità mette sullo stesso piano scafisti e Ong che salvano vite. Chiunque rompe il muro del sentimento unanime anti-stranieri è visto come se fosse un criminale, un ladro, una spia, un corrotto, un anti-patriota. Il linguaggio, talvolta, diventa quello del ventennio. Solo che ora vi è un fascismo frammentato, non organizzato. La legge non è il bene o il male. Antigone ha dato la sua vita contro la legge ingiusta di Creonte. (Patrizio Gonnella)

UN PROCESSO PER LA VERITÀ E LA GIUSTIZIA
Il Tribunale dei popoli sta lavorando per avviare un processo sui diritti dei migranti. Il tema dell’assise è stato definito : «Chi migra e si rifugia è un soggetto di diritti inalienabili». Scrive Francesco Martone: " Sarà un processo partecipato volto a render visibile ciò che i media mainstream e la politica istituzionale vorrebbero mantenere invisibile, ovvero la soggettività del popolo migrante, inteso come soggetto di diritto. (Francesco Martone)

NEYMAR, DJIBRIL E I MIGRANTI NEL SAHEL
Duecentoventidue milioni di euro, la cifra colossale utilizzata per sciogliere il contratto che legava Neymar al Barcellona assomiglia al bilancio di alcuni Stati africani messi assieme nello stesso gommone. È facile da capire, in questa parte del mondo, che il campione brasiliano non abbia problemi a migrare a Parigi, scrive Mauro Armanino dalla capitale del Niger. In Francia si accolgono solo i rifugiati e i giocatori di classe mondiale. I migranti definiti “economici”, invece, sono vagliati, schedati e infine liquidati tra sabbia, mare e campi di detenzione. Da Niamey, ancora una volta, brevi note sull’esistenza di persone che provano a sfuggire al destino preparato per loro: essere numeri e forse schiavi (Mauro Armanino )

NESSUNO RIESCE A VEDERE I BIMBI MORTI
Criminali si confrontano sul tavolo del loro Risiko infame. E versano qualche lacrima sintetica via Twitter per lo sterminio americano di Nagasaki ricordato oggi. Joe O’Donnell fotografò un bambino che portava il fratello piccolo sulle spalle. Sembrava addormentato.( Ascanio Celestini )

PERCORSI DI DIGNITA'. LA MARCIA A MORELOS
La Marcia per Morelos, uno degli Stati centrali del Messico, è stata forse l’ultimo appello alle istituzioni. Nei primi giorni di agosto, ha chiesto, tra le altre cose, la destituzione del governatore Graco Ramírez e, con lui, di tutti gli esponenti politici responsabili della repressione e della corruzione che hanno cancellato ogni speranza di riformabilità per un apparato che produce ormai solo indignazione. La pazienza della popolazione è del tutto consumata e la marcia guidata dal vescovo di Cuernavaca, dal poeta Javier Sicilia, dal sindaco di Cuernavaca Cuauhtémoc Blanco e dal rettore dell’Università autonoma dello Stato dice in modo chiaro che, se lo stato di diritto non verrà i mmediatamente ripristinato, la resistenza civile è pronta a cercare da sola la soluzione dei problemi. Potrebbe occuparsi anche della sicurezza, come già fanno molti gruppi e comunità a Morelos e in tutto il Messico, tramite dispositivi di autodifesa. Gli abitanti si organizzerebbero per assumere responsabilità collettive ed esercitare nel concreto il loro potere politico e le loro capacità autonome, orientando gli impegni collettivi alla ricostruzione dal basso della società. Cercherebbero, insomma, di collocare la democrazia là dove deve stare, tra la gente, cioè dove la gente può stabilire e far rispettare le norme della convivenza (Gustavo Esteva)
 

 

AGENDA

UNA COMUNITÀ' ALLARGATA
A Varces in Francia, dal 30 settembre al 1 ottobre, si incontreranno per il secondo anno consecutivo, associazioni di consumatori responsabili, cittadini attivi, piccoli produttori locali francesi, belga, italiani e siciliani . L'obiettivo dell’incontro è quello di stringersi, emozionarsi, divertirsi, conoscersi meglio, allargare e aprirsi ad altri potenziali attori del cambiamento in corso in Italia ed in Europa per continuare a ragionare insieme sul percorso sin qui avviato, sui risultati ad oggi conseguiti e progettare assieme gli scenari futuri. (Consorzio Le Galline Felici )

 

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