"Abbiamo preso una decisione forte e cioè di interrompere la procedura di accreditamento dell'ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea. L'ambasciatore dovrà lasciare l'Italia". Queste le parole con cui il ministro degli esteri Angelino Alfano su Repubblica annuncia l'ennesimo atto di servile allineamento del nostro paese alla isteria bellicista USA.

 

L'Italia espelle l'ambasciatore nordcoreano


 
"Abbiamo preso una decisione forte e cioè di interrompere la procedura di accreditamento dell'ambasciatore della Repubblica Popolare Democratica di Corea. L'ambasciatore dovrà lasciare l'Italia". Queste le parole con cui il ministro degli esteri Angelino Alfano su Repubblica annuncia l'ennesimo atto di servile allineamento del nostro paese alla isteria bellicista USA. Nel seguito dell'intervista Alfano precisa, bontà sua, che "non tronchiamo le relazioni perché può essere sempre utile mantenere un canale di comunicazione". E' evidente però che, nel momento in cui la Corea del Nord viene apertamente minacciata di distruzione totale, la presa di posizione del governo italiano, che pure era stato il primo governo dell'Europa occidentale a stabilire nel 2000 rapporti diplomatici con la RPDC, è un contributo alla guerra e non alla pace, per di più un contributo - parlando di armi nucleari - che viene da un paese, l'Italia, che viola il trattato di non-proliferazione nucleare, che pure ha firmato, ospitando sul suo territorio numerose armi nucleari americane di nuova generazione. Mentre esprimiamo solidarietà all'ambasciatore Mun Jong Nam, sottolineiamo ancora una volta l'urgenza di una vasta mobilitazione popolare nel paese per la pace e contro la partecipazione italiana alle guerre imperialiste.
 
 Aginform
 1 ottobre 2017

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