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Dall’Italia alla Patagonia: l’imprenditorialità pericolosa del gruppo Benetton

Nel suo intervento Mauro Millan ha ha fatto rimarcare più volte come siano stati creati dei veri e propri campi di concentramento nella provincia di Buenos Aires e in Patagonia dove la fame, la deportazione dei bambini e i morti accumulati in fosse comuni erano all’ordine del giorno.

"L’autismo merita rispetto e sostegno, non luoghi comuni e pregiudizi!"

La FISH si esprime duramente nei confronti di alcune parole pronunciate da Beppe Grillo a Roma, durante la kermesse del Movimento 5 Stelle. «Quelle frasi che dileggiano l’autismo - dichiarano dalla Federazione -, provengono dal “padre nobile” di un Movimento che ha la maggioranza relativa in Parlamento [...]»

"La maschera del neo-razzismo"

Il razzismo è qui tra noi. Non ha una falsa teoria della razza o della superiorità “bianca” a cui appoggiarsi, spiega Marco Aime, indossa la maschera del buonsenso, del sentire comune. Per questo è più profondo e liberarsene sarà un processo complicato quanto lungo. Il problema non sono solo Orbán, Le Pen e Salvini

"No alla scuola di guerra a Napoli!", petizione on line

Le cittadine e i cittadini della Napoli simbolo della resistenza al nazi-fascismo e che ripudia la guerra chiedono, in via tanto più urgente, al sindaco De Magistris e ai consiglieri comunali delle due ultime due consiliature di fare chiarezza, documenti alla mano, sul cambio di destinazione d’uso della Caserma ‘Nino Bixio’.

"Un pessimo passo indietro"

“La recente decisione del presidente statunitense Trump di voler uscire dal Trattato INF Intermediate Range Nuclear Forces Treaty firmato a suo tempo nel 1987 a Washington da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov rappresenta un ulteriore passo indietro in questo settore.

"Grillo: le parole del pregiudizio"

"Ancora una volta Beppe Grillo (esempio peraltro imitato), usa termini piuttosto volgari, oltre che profondamente scorretti, per stigmatizzare gli avversari politici, cadendo pure nei più bassi luoghi comuni figli del pregiudizio".              

A Viterbo tutti in piazza per la Pace e contro il razzismo

Per iniziativa di vari movimenti ed associazioni di pace e di solidarietà si e' svolta giovedì 18 ottobre 2018 a Viterbo una manifestazione contro il razzismo, in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.                                                                    

Armi italiane in Yemen, la società civile si muove: il governo si nasconde

Nessuna novità, il ‘cambianiento’ del governo si conferma anche sulla vendita delle armi italiane all’Arabia Saudita, che le utilizza poi in Yemen. Tanto che, secondo la denuncia di Oxfam Italia, continua a essere un Far West.

“Basta bombe, fermiamo il conflitto e la crisi umanitaria in Yemen”

Il 16 ottobre si è svolta, davanti alla Commissione Esteri della Camera dei Deputati, un’audizione informale di esperti della società civile italiana sulla situazione del confitto in corso in Yemen. Illustrate le condizioni umanitarie della popolazione civile e i dettagli del coinvolgimento di forniture militari italiane.

"La nostra Legge per fermare il consumo di suolo. Ora!"

"Al Senato si è avviata la discussione in Commissione Ambiente e Agricoltura. Ora la nostra proposta deve diventare legge dello Stato! Perchè ora inizia la vera battaglia, che vinceremo solo se ognuno di noi sarà in prima fila e pieno di energia".

"Netanyahu il temporeggiatore…"

In quello spicchio martoriato di terra che è la Palestina, oggi si è registrato un parziale successo del Diritto contro l’arroganza del potere e della forza. Questo, almeno, è quanto si può dedurre dal comunicato del primo ministro israeliano a proposito del tentativo di demolire il villaggio di Khan al Ahmar in Cisgiordania.

Presidio alla base NATO di Solbiate Olona il 27 ottobre

Con il presidio di sabato 27 ottobre 2018 davanti alla caserma NATO di Solbiate Olona intendiamo rilanciare la mobilitazione contro la guerra. Guerra necessaria al mantenimento di un sistema economico-finanziario predatorio.

Litigi risolti a colpi di pistola: tragedia a Sesto Fiorentino

Un’arma legalmente detenuta ha esploso i proiettili fatali per Salvatore e Simone Andronico, rispettivamente padre di 66 e figlio 31 anni. Il fuoco è stato aperto da Fabrizio Barna, 53 anni, che aveva in casa la Beretta, regolarmente denunciata come evidenziano le cronache.

"Creiamo noi il mondo che ci circonda"

L’impoverimento e il razzismo si diffondono. Stiamo distruggendo il pianeta. Siamo permanentemente in guerra. “Come possiamo liberarci del trauma quotidiano della stupidità della politica contemporanea?”, chiede Chris Carlsson.

Una pistola come regalo di Natale? Sembrerebbe di sì!

Una pistola sotto l’Albero: la riforma della legittima difesa sarà già approvata a Natale

La riforma della legittima difesa sarà approvata a dicembre, poco prima di Natale. La promessa è stata ribadita: gli italiani potranno così trovare la pistola sotto l’Albero in nome di una sicurezza fai-da-te. Il provvedimento, sponsorizzata dalla Lega, è pronto per essere approvato dal Senato.

Referendum Atac: il Partito umanista vota “No”

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L’11 novembre si terrà l’ormai famigerato referendum consultivo promosso da Radicali Italiani riguardo la privatizzazione di Atac. Chi leggerà questo post e magari è  favorevole alla messa a gara del servizio pubblico di trasporto cittadino storcerà subito il naso e dirà che la nostra è una interpretazione ideologica.

La “soppressione del voto”: arma efficace dei repubblicani?

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Immaginate un giocatore di tennis impegnato in un match nel quale agisce anche da arbitro. Ecco la situazione di Brian Kemp, segretario di Stato della Georgia, dove lui è candidato a governatore nell’elezione del prossimo novembre 2018.

Stalin consegnava gli Ebrei da gasare ai nazisti. Una colossale bufala targata RAI

Non era bastato il film, premio Oscar, di Roberto Benigni nel quale il campo di sterminio di Auschwitz veniva liberato non già dall’Armata Rossa ma, bensì, dagli Americani. Ora arriva, in prima serata RAI, Alberto Angela a raccontarci che Stalin consegnava gli Ebrei da gasare ai nazisti.

Arabia Saudita ammette di aver ucciso Jamal Khashoggi

L’Arabia Saudita si sta preparando ad ammettere che il giornalista divenuto ‘scomodo’ per la casa reale sarebbe stato ucciso nei locali del consolato saudita a Istanbul, in Turchia, dove si era recato per ritirare alcuni documenti necessari per sposare la fidanzata turca.

Quando papa Wojtyła umiliò monsignor Romero...

Ieri Papa Bergoglio ha proclamato santo monsignor Romero, un processo tenuto fermo nel cassetto per anni da Giovanni Paolo II, il Papa che si rifiutò di riceverlo da vivo e che invece celebrò il dittatore cileno Pinochet.                                                          

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Ecco cosa di preoccupante sta accadendo in Arabia Saudita

Scritto da L'Antidiplomatico. Postato in Popoli liberi e sovrani

Il giornalista e inviato de il Sole 24 Ore a l'AntiDiplomatico: "Gli Usa con le dichiarazioni su accordo nucleare con l'Iran hanno convinto i saud ad agire". “La crisi interna saudita ha effetti internazionali notevoli”. Questo il primo commento che ci rilascia Alberto Negri, giornalista inviato de il Sole 24 Ore e uno dei massimi esperti italiani dell’area medio-orientale.

 

Intervista ad Alberto Negri: ecco cosa sta accadendo in Arabia Saudita e perché è molto preoccupante

Il giornalista e inviato de il Sole 24 Ore a l'AntiDiplomatico: "Gli Usa con le dichiarazioni su accordo nucleare con l'Iran hanno convinto i saud ad agire"


 
“La crisi interna saudita ha effetti internazionali notevoli”. Questo il primo commento che ci rilascia Alberto Negri, giornalista inviato de il Sole 24 Ore e uno dei massimi esperti italiani dell’area medio-orientale.
 
L’operazione formalmente contro la corruzione di Mohamed Bin Salman è una lotta di potere che il Principe ereditario ha fatto contro i suoi oppositori. Per Negri alcune ipotesi si possono fare “E’ un colpo di stato a tutti gli effetti. Oppure è un modo per prevenire un colpo di stato che era in procinto di attuarsi dopo i fallimenti di Siria e Yemen. Terza ipotesi, forse la più probabile, il re Salman sta per morire e il figlio legittima con la forza la sua posizione ereditaria”.
 
Non c’è dubbio che l’epurazione in corso in Arabia Saudita ha dimensioni internazionali da tre punti di vista per Negri “in primo luogo, chiaramente le dimissioni annunciate parallelamente da parte del premier libanese Hariri; in secondo luogo l’arresto dei membri dell’opposizione siriana supportati dai saud; infine il presunto arresto dell'ex presidente yemenita Hadi, filo saudita, smentito dalla presidenza yemenita ma che ci fa capire il livello della tensione nel paese.” La richiesta di quest’ultimo era stato il pretesto per l’inizio dei bombardamenti contro lo Yemen. I sauditi, sempre parallelamente all’epurazione dei Salman, hanno chiuso i confini dello Yemen impedendo l’accesso degli aiuti umanitari ad una popolazione, sottolinea Negri, nel pieno di una catastrofe umanitaria dopo i bombardamenti incessanti sauditi. Per questo le decisioni del clan dei Salman vanno interpretate come “segnali di un grande malessere dei sauditi, di una leadership che non riesce a venire a capo da un conflitto nel cortile di casa in cui ha impegnato tutti i mezzi a disposizione.”
 
Ma veniamo al caso che ha fatto più scalpore a livello internazionale: le dimissioni annunciate a Riad del premier libanese.  “E’ chiaro che i sauditi con questa mossa tentano di scardinare il compromesso trovato dalla parte cristiana (del presidente e generale Anoun) con gli Hezbollah di Nasralah”, ci sottolinea Negri.
 
Si tratta, chiediamo, di una mossa per riaprire il conflitto in Libano magari con il supporto di Israele dopo quella del 2006? “Un’ipotesi. Oppure giocarsi una carta negoziale nel grande gioco della spartizione della Siria. Perché le dimissioni di Hariri vanno soprattutto lette in chiave anti Iran, alleato degli Hebollah e di quell’Assad che l’Arabia Saudita ha cercato di destituire ma ha fallito”, ci risponde Negri. Perché, sottolinea il giornalista, quella contro l’Iran è una vera e propria ossessione da parte della casa reale. E la maggiore forza acquisita da Teheran ha gettato nel panico la casa regnante saudita.
 
Chiaramente l’ossessione saudita contro l’Iran è pari a quella israeliana. “Si. A Tel Aviv sono consapevoli del momento storico. Non a caso questa settimana un importante editoriale Di Haaretz scriveva come i sauditi stanno cercando di spingere Israele ad una guerra contro l’Iran e Hezbollah. Il momento è davvero preoccupante. Molto pericoloso. Quello che la causa regnante saudita sta cercando di fare è trasferire all’esterno i problemi interni.”

Fino a che punto vorranno spingersi? “Non è possibile dirlo con esattezza ma Russia e Stati Uniti devono fare di tutto per lavorare diplomaticamente con gli alleati regionali per abbassare il livello delle tensioni.”, rimarca Negri.

A proposito di Stati Uniti, chiediamo quanto indipendenti siano le mosse saudite e quanto invece coordinate con Washington. “Le vicende interne saudite ripeto devono preoccupare molto. Soprattutto gli Stati Uniti. Il 19 maggio Trump organizzò un viaggio a Riad nello stesso giorno delle elezioni in Iran. Era presente anche Al Sisi e gli Stati Uniti cercavano di recuperare il loro peso nella regione attraverso la fornitura di armi. In realtà la presenza degli Usa nella regione non è affatto così solida e sembrano colti di sorpresa da questa epurazione in corso nel regime dei saud. Del resto, colpisce anche personaggi molto importanti e legate alla finanza statunitense come il miliardario Talal, azionista di Apple.”

Quindi un messaggio che stanno mandando anche a Washington? “Possibile. Del resto, nello scontro contro il Qatar di qualche mese fa, gli Stati Uniti che hanno una base militare con 8 mila soldati in Qatar, hanno preso una posizione di mediazione. E questo alla casa regnante saudita non deve essere piaciuto molto.“

E quindi quali previsioni fare nei prossimi mesi in un quadro così preoccupante e allarmante? “Gli Stati Uniti hanno mandato l’ennesimo messaggio sbagliato alla regione con Trump che ha dichiarato di voler annullare l’accordo nucleare con l’Iran. Si tratta di un vaso di Pandora potenziale, con i sauditi che possono aver percepito di poter spingere in questo momento storico gli Usa fino al conflitto con Teheran. Un vaso di Pandora in cui dentro c’è Libano, Siria, Yemen e tanto altro. Ma gli Stati Uniti che sono nel pieno della crisi nord-coreana non possono affrontare un nuovo fronte in Medio Oriente“, conclude Negri.

Alessandro Bianchi

da: www.lantidiplomatico.it

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