MEDU ha presentato i dati di un anno di attività socio-sanitaria presso gli insediamenti precari della capitale, in occasione della conferenza stampa indetta da Baobab Experience presso Piazzale Maslax, luogo di transito di migliaia di migranti. Oltre l’80% dei pazienti di MEDU sono migranti forzati sopravvissuti a tortura e gravi abusi in Libia. Ancora nessuna accoglienza per i migranti in transito

 

Presentati oggi i dati di un anno di attività
 della clinica mobile di Medu a Roma
 Oltre l’80% dei pazienti di MEDU sono migranti forzati sopravvissuti a tortura e gravi abusi in Libia.
 Ancora nessuna accoglienza per i migranti in transito


 
Questa mattina, MEDU ha presentato i dati di un anno di attività socio-sanitaria presso gli insediamenti precari della capitale, in occasione della conferenza stampa indetta da Baobab Experience presso Piazzale Maslax, luogo di transito di migliaia di migranti.
 
Più dell’80% dei pazienti di MEDU sono migranti forzati che hanno subito torture e trattamenti crudeli, inumani e degradanti nei Paesi di origine o di transito, in particolare in Libia.
Nel corso di un anno di attività, da dicembre 2016 a novembre 2017, i medici e gli operatori socio-sanitari della clinica mobile di MEDU hanno visitato 868 persone effettuando 1.524 visite ( tra primi e successivi accessi) nel corso di 124 uscite serali in tre insediamenti precari della capitale: Piazzale Maslax, la stazione Termini e un edificio occupato nella zona di Tor Cervara.
La maggior parte dei pazienti erano migranti forzati (richiedenti asilo o relocation, rifugiati, migranti forzati in transito verso altri Paesi europei) di sesso maschile (93%), con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (68%) e nella maggior parte dei casi erano arrivati in Italia da pochi mesi o addirittura da poche settimane (il 44% da meno di un mese).
Molte delle persone visitate erano portatrici di specifiche vulnerabilità: vittime di tortura o trattamenti inumani e degradanti, minori non accompagnati, madri sole con bambini, persone con malattie croniche, persone con gravi vulnerabilità psicologiche. Il dato più allarmante riguarda l’elevato numero di vittime di torture e maltrattamenti: oltre l’80% delle persone visitate ha dichiarato di aver subito torture, abusi, gravi privazioni, violenze sessuali, riduzione in schiavitù, per lo più in luoghi di detenzione formali o informali in Libia. Di tali trattamenti sono stati vittime anche 17 dei 47 minori non accompagnati visitati.
Il team della clinica mobile ha fornito informazioni a 1.283 pazienti, riferito a servizi sanitari, sociali e di sostegno legale 240 persone ed effettuato 85 accompagnamenti ai servizi (soprattutto per visite specialistiche presso presidi sanitari territoriali) di persone con particolari vulnerabilità.
In merito all’accesso alle cure, sul totale dei pazienti visitati, in transito o presenti stabilmente nel nostro Paese, il 79% ne rimane di fatto escluso per mancanza di informazioni, ostacoli linguistici o culturali, scarsa fruibilità dei servizi e inadeguatezza e disomogeneità dei servizi di informazione e orientamento presenti presso i centri di accoglienza.
Nonostante i numerosi impegni presi dalle istituzioni nei momenti di crisi - quando tragedie, emergenze, o altri fatti di cronaca accendono i riflettori sul tema dei migranti in condizioni di marginalità - ad oggi, non si può constatare altro che un grave e colpevole vuoto di risposte concrete, stabili e coerenti all’ormai pluriennale “questione” dell’accoglienza e della tutela dei diritti fondamentali dei migranti in transito e delle persone più vulnerabili che attraversano la nostra città. 
 
 
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 Medici per i Diritti Umani (MEDU), organizzazione umanitaria indipendente, dal 2006 fornisce a Roma assistenza e orientamento socio-sanitario ai rifugiati in condizioni di precarietà nell’ambito del progetto Un camper per i diritti.

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