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AmbienteWeb - Ambientalismo, Pacifismo, Diritti, Libera Comunicazione

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"La capacità di governarci da soli"

Scritto da comune.info. Postato in Società

"In questi ventiquattro anni abbiamo costruito la nostra autonomia... - raccontano gli zapatisti e la zapatiste al festival CoScienze per l’Umanità - Abbiamo formalizzato i nostri sistemi di salute ed educazione, creato e rafforzato i nostri lavori collettivi. In tutti questi spazi di autonomia conta la partecipazione di tutti e tutte, donne, uomini, giovani e bambin@...

 

 

UN MONDO NUOVO COMINCIA DA QUI [LA CAMPAGNA DI COMUNE]

DIPENDE DA NOI
La Befana lo sa: a noi il carbone proprio non piace (se è per questo pure il petrolio) così ha pensato di fare due doni niente male alla barchetta che chiamiamo Comune: i primi sei mesi della campagna annuale Un mondo nuovo comincia da qui hanno raccolto oltre 10.000 euro (grazie!), mentre la pagina facebook di Comune ha appena superato i 40.000 "Mi piace" (avete aggiunto il vostro?). Nell'articolo della campagna abbiamo scritto: "... Dipende da noi. Coltivare, accompagnare, proteggere e raccontare la speranza non significa affidarsi all’ottimismo né a improbabili progetti costituenti per un vago e sospirato avvenire. Significa, forse, cominciare adesso e da qui a leggere la realt à anche in modo aperto all’imprevedibile. La società, nel suo insieme, è il risultato di un’infinità di fattori e condizioni che il più delle volte non sono messi in conto dalle nostre modeste capacità di analisi. Capacità di gran lunga inferiori, per fortuna, alla potenza di un flusso sociale che non si arresta, di una ribellione del fare quasi sempre sotterranea ma capace di rimettere nelle mani delle persone il proprio destino..."

CASA COMUNE [GUGLIELMO LOFFREDI]
“Grazie per il vostro impegno che fa crescere la nostra consapevolezza sulla Casa Comune. Una breve poesia Muri e muri come contributo accompagnato da una piccola donazione...”

 

LA CAPACITÀ DI GOVERNARCI DA SOLI
"In questi ventiquattro anni abbiamo costruito la nostra autonomia ... - raccontano gli zapatisti e la zapatiste al festival CoScienze per l’Umanità - Abbiamo formalizzato i nostri sistemi di salute ed educazione, creato e rafforzato i nostri lavori collettivi. In tutti questi spazi di autonomia conta la partecipazione di tutti e tutte, donne, uomini, giovani e bambin@. E così stiamo dimostrando che noi popoli originari abbiamo la facoltà e la capacità di governarci da soli, non abbiamo bisogno dell’intervento di nessun partito politico... Non possiamo aspettare che la soluzione dei nostri problemi e bisogni arrivi dai malgovernanti... Sappiamo che è difficile quello che diciamo, ma per caso è lieve e dolce quello che succederà con l’idra capitalista? No, sorelle, fratelli, sarà orribile, terribile...". Un messaggio meraviglioso che risuona e semina resistenza e speranza in molte lingue, in molti territori, in molte lotte di tutto il mondo
SUBCOMANDANTE MOISÉS
 

SOTTO IL BAOBAB
Riempire le taniche d’acqua, buttare l’immondizia, andare a prendere il pranzo e distribuirlo, accompagnare i ragazzi alle visite mediche e trovare le scuole di italiano, ascoltare le storie di chi vive il campo... La vita di ogni giorno a Baobab experience, l’unico centro in Europa autogestito da migranti e non, ha i suoi tempi. Nessuno avrebbe mai immaginato che a Roma un gruppo di cittadini e cittadine riuscisse ad accogliere in un anno quaranta mila “migranti transitanti”, a due passi da una delle stazioni più grandi e moderne d’Italia. Invece è accaduto: è emersa la capacità spontanea di autorganizzarsi di tante persone, una capacità sorprendente, sottovalutata, poco visibile, in rete con associazioni, centri sociali e parrocchie. Fare politica, da queste parte, significa non li mitarsi a un atteggiamento rivendicativo e al ricorso a strumenti tradizionali come i cortei e i presidi, ma agire insieme con creatività e determinazione sulla concretezza della vita quotidiana. Insomma, sulle migrazioni ci sono narrazioni diverse da quelle delle campagne elettorali. Del resto, baobab, è un albero tropicale dall’eccezionale diametro del tronco e dai frutti commestibili, un testardo donatore di ombra e ristoro
GIANLUCA CARMOSINO

SI CHIAMAVA ALÌ. LETTERA DA LAMPEDUSA
«Oggi a Lampedusa si è impiccato un ragazzo tunisino. Era arrivato come tanti su una barca e stipato nell’hotspot. Non aveva potuto viaggiare in maniera regolare perché le attuali leggi non lo permettono. Anzi, le attuali leggi creano clandestinità e dolore. Arrivato sull’isola come tanti altri - scrive Giacomo Sferlazzo -, aveva cominciato a dormire fuori dall’hotspot per evitare di essere prelevato di notte ed essere rimpatriato in Tunisia. Aveva cominciato a chiudersi in se stesso, a parlare da solo. Questo suo comportamento era stato segnalato, tutti quelli che lo dovevano sapere lo sapevano. Nessuno ha fatto niente. Lo hanno lasciato dormire in un auto per mesi. Alì si chiamava. Questo è solo il fatto più es tremo di una serie di atti di autolesionismo che in questi mesi hanno praticato i ragazzi tunisini costretti a rimanere a Lampedusa. Le alternative per evitare tutto questo ci sarebbero, a partire da un permesso di ricerca di lavoro valido in tutto il territorio europeo, ma a molti va bene cosi. Chiedo a tutti gli amici e amiche di non chiamare più Lampedusa “isola dell’accoglienza”...»
GIACOMO SFERLAZZO
 

ARTE, MIGRANTI E BLUES MEDITERRANEO
Per scavare nella realtà e imparare a guardare le cose in profondità a volte resta soltanto l'arte: una mostra fotografica, un lavoro visivo e multimediale, la musica di tre artisti - in un luogo ricco di relazioni sociali, come l'ex Asilo Filangieri a Napoli -, hanno proposto un viaggio inedito intorno al tema delle migrazioni, un viaggio che disorienta e riorienta
IAN MICHAEL CHAMBERS

CINEMA DI FORMAZIONE. QUALCHE CONSIGLIO?
Film e documentari dedicati alla crescita individuale e collettiva, sia nei percorsi scolastici che nel più ampio e mai concluso processo dell’educazione. Scrivete le vostre segnalazioni in coda all’articolo linkato, nello spazio commenti, grazie. Ecco i primi 60 titoli, tra cui:
1. ZERO IN CONDOTTA di Jean Vigo;
2. UNA SCUOLA ITALIANA di Giulio Cederna e Angelo Loy
3. LA EDUCACION PROHIBIDA di German Doin
4. ELEMENTARE. Un percorso educativo (Franco Lorenzoni)
5. ....
A CURA DI CARLO RIDOLFI
 

È POSSIBILE ABBANDONARE I VOTI?
I voti non stimolano la voglia di apprendere, non vedono tra le pieghe degli errori, insomma non sono scuola. È possibile abbandonarli? In una scuola elementare di Pesaro pensano di sì. Hanno chiesto una mano all’università e hanno avviato una bella sperimentazione, in cui la questione del non-voto – la pagella con votazione numerica è stata sostituita da una descrizione, senza la divisione in discipline, delle caratteristiche positive con cui mettere in risalto unicità e talento – è accompagnata da una didattica differenziata, creativa e mai ripetitiva, dall’imparare facendo, da classi aperte e senza cattedra, da lezioni al parco…
GIULIO DE VIVO

LA PALESTINA SALVATA DAI RAGAZZINI
La vicenda di Ahed Tamimi, la sedicenne arrestata per aver resistito e dato un calcio a due soldati armati (e che rischia fino a quattordici anni di carcere), ha costretto alcuni media a occuparsi della Palestina ma ha prima di tutto ricordato come negli ultimi anni c’è stata una escalation di violenza militare contro i giovanissimi. Si calcola che dal 2000 oltre 10.000 minori palestinesi sono stati arrestati, anche bambini. Già nel 2013 un dossier, redatto dalla Commissione Onu sui diritti dei bambini, racconta che negli ultimi undici anni sarebbero stati arrestati, torturati e violentati settemila bambini tra i nove e gli undici anni. “Mi è venuto in mente il libro di Elsa Morante "Il mondo salvato dai ragazzini", … – scrive Alessandra Mec ozzi – Certo, sono altissimi i costi che la nuova generazione palestinese, nata e cresciuta sotto occupazione, paga per la sua innocenza consapevole, di fronte alla violenza delle armi e alla brutalità della politica israeliana… Ho pensato che la Palestina sarà salvata dai ragazzini, ma il mondo salverà questi ragazzini?”
ALESSANDRA MECOZZI
 

IN YEMEN NON C'È UN CONFLITTO ARMATO
A proposito delle armi italiane che uccidono in Yemen, un messaggio (dall'Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le politiche di difesa e sicurezza) per la ministra Roberta Pinotti: "La ministra può confermarci pubblicamente che sia «fuorviante» – come ha incredibilmente affermato il suo portavoce – sostenere che l’Arabia Saudita è impegnata in un conflitto armato contro lo Yemen? I 10.000 morti civili (nella stima più restrittiva), gli ospedali bombardati, gli oltre tre milioni di sfollati, i 7 milioni ridotti alla fame ... sono un’invenzione del New York Times e dell’Unicef o frutto della guerra tra una coalizione guidata dai sauditi e uno dei paesi più poveri del mondo? ... "
MIMMO CORTESE

LE CASETTE IN LEGNO PER FARE COMUNITÀ
«La pubblicazione del decreto “Salva casette fai da te” doveva risolvere una parte dei problemi che colpiscono la riorganizzazione della vita per molte comunità ferite dal terremoto, ma valutando la sua applicazione, c’è da chiedersi: chi ha salvato realmente quel provvedimento? Per tutta la parte del cratere colpita dal sisma del 30 ottobre (versante maceratese per capirsi) non c’è molta speranza. La fotografia degli ultimi mesi dell’Appennino ritrae un paesaggio desolante e abbandonato. I paesi e soprattutto le frazioni, numerosissime, sono ancora zone rosse con macerie da togliere e poche case messe in sicurezza. I moduli abitativi per i residenti sono ancora in fase di costruzione e solo pochissimi assegnati. In questo scenar io molti cittadini hanno cominciato ad autorganizzarsi, cercando di presiedere a tutti i costi il proprio territori, anche costruendo a proprie spese casette di legno...». Già, il terremoto. Partiti e grandi media hanno altro a cui pensare. Qui la lettera aperta completa del collettivo Mamme di Massaprofoglio da far circolare il più possibile
MAMME DI MASSAPROFOGLIO
 

CALENDARIO E CICLOCALENDARIO
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