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Popoli liberi e sovrani

E' un massacro! 52 palestinesi uccisi dall'esercito israeliano

Scritto da Administrator.

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40 martiri e almeno 2000 feriti. A Gaza è una carneficina. L'Onu parli ora o resterà imbavagliato per sempre


Oggi, giornata della Nakba per i palestinesi, Trump ha reso, col suo appoggio da vecchio padrino, ancor più violenta la reazione di Israele alle giuste richieste di rispetto della legalità internazionale portate avanti in Palestina.

In particolare, in Cisgiordania, le proteste riguardano il tentativo di "rapina" di Gerusalemme, e lungo la Striscia di Gaza la  rivendicazione del diritto al ritorno (Risoluzione Onu 194 ignorata da Israele) e la rottura dell'illegale assedio israeliano.

La giornata lungo la STRISCIA DI GAZA è iniziata così: BRUCIANDO I VILLAGGI simboleggiati dalle tende degli accampamenti. Infatti stamattina poco dopo l'alba Israele ha mandato i suoi "aquiloni". Ma non erano innocui né ironici aquiloni con la codina in fiamme. Erano piccoli aerei carichi di benzina con i quali ha volutamente dato fuoco alle TENDE DI ALCUNE FAMIGLIE della marcia. Sei feriti per cominciare. Ed era solo da poco passata l'alba.

Al momento, dopo la preghiera di metà giornata, si contano 40 martiri e la cifra è in continuo aggiornamento. Vogliamo ricordare che per i palestinesi si tratta di martiri e non semplicemente di vittime, e questo ha un significato che in ogni azione o guerra di resistenza nel mondo ha lo stesso significato: dare una spinta in avanti alla lotta e aggiungere coraggio e determinazione nei superstiti. I feriti al momento sono oltre 2000 e i carri armati stanno sparando colpi di mortaio all'interno della Striscia, nella zona a nord di Beit Lahia.

Intanto il portavoce israeliano delle forze armate, Avijaa Adraei,  ha comunicato in TV che se le proteste non cesseranno verrà bombardata Gaza con l'aviazione militare.

Davanti a una dichiarazione pubblica di tale criminale portata ci si aspetta una presa di posizione dell'ONU. Sulla base delle esperienze passate pensiamo che una presa di posizione arriverà e sarà un rimprovero a Israele per l'esagerata reazione alle proteste. Tutto qui.

Questo non risolverà ma probabilmente aggraverà il problema, perché il problema ha un nome preciso, anzi due: assedio e occupazione.
Se l'ONU mostrerà ancora una volta di essere impotente oltre che inefficace rispetto alle violazioni ed ai crimini israeliani, il mondo tutto, e non solo il Medio Oriente, ne pagheranno il prezzo. La legalità internazionale verrà ad essere concretamente quel che al momento è solo  una percezione  che però si alimenta sempre più di prove concrete, cioè diventerà carta straccia e il mondo sarà solo una giungla.

Intanto a Gaza un gruppo di giovani ha tagliato la rete dell'assedio ed è entrato, disarmato, in territorio israeliano. Questi giovani vogliono dimostrare che la libertà è un bene supremo e la gabbia in cui vivono da 11 anni deve essere rotta.

Ora ci sono davvero gli scontri, quelli che per un mese e mezzo non ci sono mai stati nonostante le parole scritte o pronunciate da giornalisti ignari e lontani da Gaza, erano solo omicidi e ferimenti di dimostranti pacifici. Ora ci sono scontri e sono molto duri. Da una parte la resistenza, dall'altra l'occupazione. Da una parte il desiderio di libertà, dall'altra la forza delle armi. Gli ospedali di tutta la Striscia non hanno più posti e si stanno attrezzando tutti  gli ambulatori, le cliniche, i centri medici per ospitare i feriti per l'emergenza.

Si parla per la prima volta di centinaia di giornalisti internazionali entrati per fornire le loro testimonianze. Al momento sappiamo che solo pochissimi sono realmente sul campo e saranno quelli, se l'onestà professionale avrà la meglio sulla censura, a testimoniare che se i Gazawi della "Grande marcia" seguiteranno ad essere coesi e al di sopra delle divisioni politiche dei vari leader, questo bagno di sangue segnerà una pagina di storia nel difficile percorso dell'indipendenza della Palestina. Sempre che i potenti della terra, in primis gli USA capiscano che è più conveniente scegliere la legalità internazionale piuttosto che la legge del più forte.

Patrizia Cecconi, 14 maggio 2018

da: www.lantidiplomatico.it

 


 

 ‘Terrible massacre’: Israel kills 52, injures 2,410 Gaza protesters as US embassy opens in Jerusalem

Protests against the US embassy move to Jerusalem and ahead of the 70th anniversary of Nakba at the Israel-Gaza border on May 14, 2018. REUTERS/Mohammed Salem / Reuters


Fifty-two Palestinian protesters have been killed by Israeli fire during demonstrations ahead of the US embassy inauguration in Jerusalem, the Palestinian health ministry said Monday.

More than 2,400 protesters have been injured in Gaza so far on what has been the most violent day of the six week long Great March of Return. Those wounded on Monday include 122 children and 44 women, according to the ministry.

The Palestinian government denounced Monday’s violence as a “terrible massacre” perpetrated “by the forces of the Israeli occupation”, and called for an immediate international intervention to prevent further deaths.

There are around 35,000 protesters gathered at the border fence and thousands more within half a mile of the vicinity, according to Israeli Defence Forces.

Clashes have also reportedly broken out between protesters and the Israeli Defense Forces in Bethlehem.

The first of Monday's deaths was 21-year-old Anas Hamdan Qudeih, killed east of Khan Yunis, a spokesperson for the ministry said. A 29-year-old man, Mosaab Yousef Ibrahim Abu Laila, was later killed east of Jabalya. Some of the dead have yet to be identified. At least six children under the age of 18 are among the fatalities.

Amnesty International has called the Israeli violence in Gaza “an abhorrent violation of international law & human rights.”

Around half of all injuries were caused by live bullets while hundreds more were targeted with teargas, according to the ministry. The Palestinian Health Ministry claims that Israeli forces are directly targeting emergency services and journalists and are calling on citizens to urgently donate blood to help save the lives of those wounded.

Six journalists have reportedly been injured while covering Monday’s demonstrations, according to the Journalist Support Committee.

Meanwhile, the IDF said Israeli Air Force planes targeted Hamas posts near Jabalya after its soldiers came under fire in the area.

The latest deaths bring the number killed since the Great March of Return protests began six weeks ago to 97.

Dr. Mkhaimer Abuseda, professor of political sciences at Alazhar University in Gaza, told RT that the relocation of the US embassy from Tel-Aviv to Jerusalem is “a very sad day for the Palestinians, reminding them of their first Nakba some 70 years ago.”

“It seems to me that the Palestinians have decided that the US is no longer an honest broker in the MidEast peace process between the Palestinians and Israelis,” he said, adding that it will likely lead to further Palestinian rage and resistance.

Scuffles have reportedly broken out outside the new US embassy in Jerusalem as the inauguration ceremony took place inside.

Turkey’s Deputy Prime Minister Bekir Bozdag has condemned Monday’s violence, claiming the US, as well as Israel, is responsible for the “massacre” because of their “unjust decision” to move the embassy.

Tuesday marks the commemoration of Nakba Day, a term which Palestinians use to describe their forced mass exodus from their homes during the establishment of the State of Israel. It is celebrated among Israelis as Independence Day. Thousands of people have gathered near the border to take part in Monday's protests.

Huge demonstrations are expected to mark the May 15 event, which brings to a close the six-week Great March of Returndemonstrations.

The IDF dropped leaflets warning people in Gaza to stay away from the security fence ahead of Monday’s protests. Demonstrators in North Gaza brought down an IDF drone that was allegedly dropping fire bombs on tents, according to the Great Return March movement.

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