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Popoli liberi e sovrani

Mattanza Gaza, i nomi dei 55 palestinesi assassinati dal regime di Tel Aviv

Scritto da L'Antidiplomatico.

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Mattanza Gaza. I nomi dei 55 palestinesi assassinati dal regime di Tel Aviv

Questo non è uno dei venerdì cui Israele ci ha abituati. Questo è un lunedì. Ed è il giorno in cui il governo americano, a braccetto con quello israeliano, ha scritto una delle pagine più criminali della sua storia. Oh, a questo siamo abituati! Israele ed USA sono immuni da qualsivoglia tipo di rispetto di norme, convenzioni internazionali, legalità, risoluzioni ONU, e chi più ne ha, più ne metta.

L'amministrazione Trump ha oggi celebrato, alla presenza degli assassini sionisti, lo spostamento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme est, Palestina Occupata, ILLEGALMENTE.
RISOLUZIONE ONU 242 del 22.11.1967 : l’ONU ingiunge ad Israele di ritirarsi dai territori conquistati militarmente;
RISOLUZIONE ONU 273  del 1949 : Israele viene ammesso all’ONU e si impegna a rispettare le risoluzioni  dal momento della sua ammissione all’ONU stessa.

RISOLUZIONE ONU 338 del 1973 : il consiglio di sicurezza dell’ONU chiede nuovamente ad Israele di applicare la risoluzione 242.
RISOLUZIONI ONU 476  del 30/06/1980 e 478 del 20/08/1980:  l'annessione di Gerusalemme viene definita una violazione del diritto internazionale ed un serio ostacolo al raggiungimento della pace in Medio Oriente.
La Corte Internazionale di Giustizia ha confermato nel 2004 che i territori occupati dallo Stato di Israele oltre la "Linea Verde" del 1967 continuano ad essere "territori occupati" e dunque con essi anche la parte est di Gerusalemme.
 
Forse Trump e Netanyahu dovrebbero rileggere un po' di cose. Forse dovrebbero capire che esistono organi di competenza superiore ai singoli stati, i cui dettami gli stati tutti sono tenuti a rispettare. Forse sarebbe l'ora che il mondo, la cosiddetta "comunità internazionale", tipo l'UE oggi,  e l'ONU da troppi anni, smettesse di stare semplicemente a guardare, come se il non prendere parte a certe azioni la assolvesse dalle proprie responsabilità. Abbiamo tutti, nessuno escluso, le mani sporche di sangue palestinese. L'equidistanza aiuta da sempre il più forte, e questo Netanyahu e Trump lo sanno perfettamente. Tutti gli stati che non daranno una risposta ferma, decisa e di condanna a quanto è avvenuto oggi, non saranno meno responsabili di USA ed Israele. Ci impongono embarghi immotivati a Russia, Iran, Siria, Venezuela e noi, bravi cagnolini scodinzolanti, aspettiamo il biscottino di ricompensa. Che schifo! Che vergogna!
Netanyahu e Trump vanno denunciati alla Corte Penale Internazionale altro che embargo! Sono due assassini, due mandanti di killers di professione, due criminali di guerra. Il diritto internazionale è stato da loro sostituito con l'uso della violenza.
Questo non è un lunedì da dimenticare, ma da ricordare per sempre. Perché da ciò che succederà da oggi in poi capiremo se c'è una sola speranza di salvare un'umanità alla deriva.
E perché oggi, accanto alla vergognosa rappresentazione andata in scena a Gerusalemme, PALESTINA, ed alla mattanza di Gaza, è il giorno che precede la Nakba. Settanta anni fa, circa 750.000 palestinesi venivano illegalmente espulsi dalle loro terre, mandati a morte o destinati a diventare profughi. Oggi è il giorno in cui, 70 anni fa, David Ben Gurion autoproclamava, unilateralmente, la nascita dello stato d'Israele. Nascita controversa anche se si dovesse tener conto della Risoluzione ONU 181, il cosiddetto Piano di partizione della Palestina. Ma di questo scriverò domani.
Invece torno a Gaza. Nessun ministro, capo di stato di questo mondo potrà mai piegare Gaza.
Gaza è da sempre la spina nel fianco di Israele. Non è mica un caso se due milioni di persone vivono da undici anni sotto embargo! Non è mica un caso se in 10 anni ci sono state tre violentissime offensive contro la popolazione inerme e disarmata di Gaza!
Ma per i gazawi è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio e non si fermeranno. Dovranno ucciderli tutti, gli eletti. E poi, venirci a parlare di Shoah.
I numeri di oggi sono quelli di una guerra. No, non più scontri e/o battaglie, ma guerra tra due eserciti, più o meno parimenti armati. Invece no. 55 palestinesi uccisi e 2771 feriti da una parte, nessun israeliano dall'altra. Cosa non quadra? I palestinesi manifestavano, ancora una volta, pacificamente ed hanno tentato di attraversare il recinto di filo spinato che li separa dalla loro terra. Perché, chiamatela come vi pare, ma quella è e sempre sarà, Palestina Occupata. In questo caso, i Territori del '48, vale a dire la parte di Palestina occupata dal nascente stato sionista nel 1948.
No, non venitemi a dire che erano armati, non ci sto. Io non ero lì, ma se anche i bracci armati delle varie fazioni fossero scesi in campo a difendere la loro gente, come riportato da qualche fonte, i numeri non quadrano. Non quadreranno mai. E no, non venitemi a dire che Israele deve difendersi da quei terroristi di Hamas. E non parlatemi affatto di terrorismo, che sia Hamas o chi per esso, non ci sto.

Come ho già avuto modo di scrivere, ben due risoluzioni ONU, la 3246 e la 3070, stabiliscono che ogni popolo ha diritto a resistere in qualsiasi modo di fronte alla barbarie colonizzatrice e criminale, inclusa la resistenza armata. È un diritto inalienabile. In particolare, l'articolo 2 della Risoluzione 3070, "ribadisce inoltre la legittimità della lotta dei popoli per liberarsi dal dominio coloniale straniero e dall’influenza esterna con tutti i mezzi a loro disposizione, inclusa la lotta armata", priva di qualsiasi legittimità tutte le accuse di “terrorismo” con cui si tende a bollare le azioni difensive del popolo palestinese di fronte alle continue incursioni e invasioni dell’esercito dello Stato di Israele.
Come al solito, mi tocca l'arduo compito di scrivere i nomi dei palestinesi assassinati a sangue freddo dai cecchini israeliani. Nomi di persone, di vite spezzate dalla furia omicida, dalla barbarie che prevale su ogni altro istinto, sentimento, ragione, diritto. E dare qualche numero.
Ad ora, sono 43 su 55 i martiri identificati :
1. Azzeddin Musa Mohammed Al-Sammak, 14 anni
2. Fadel Fazat Izzat Sheikh Khalil, 15 anni.
3. Ahmad Adel Mousa Al-Sha’er, 16 anni
4. Said Mohammed Abu al-Khair, 16 anni
5. Ibrahim Ahmed Zarqa, 18 anni
6. Emad Ali Sadeq Al-Sheikh, 19 anni.
7. Ziad Mohammed Hassan Omar, 19 anni
8. Mu’tasim Fawzi Abu Luli, 20 anni
9. Anas Hamdan Salem Qudeih, 21 anni
10. Mohammed Abdel-Salam Haraz, 21 anni
11. Yehia Ismail Ragab Al-Dakour, 22 anni
12. Mustafa Mohamed Samir Mahmoud El Masry, 22 anni
13. Azzedine Nahed Al-Aweiti, 23 anni
14. Mahmoud Mustafa Ahmed Assaf, 23 anni
15. Ahmed Fayez Harb Shehada, 23 anni
16. Ahmad Awadallah, 24 anni
17. Khalil Ismail Khalil Mansour, 25 anni
18. Mohammed Ashraf Abu Stah, 26 anni
19. Bilal Ahmed Abu Daqqa, 26 anni
20. Ahmed Majid Qassem Attallah, 27 anni
21. Mahmoud Rabah Abu Muammar, 28 anni
22. Mus’ab Yousef Abu Lailiya, 28 anni
23. Ahmad Fawzi al-Tatar, 28 anni
24. Mohammed Abdulrahman Miqdad, 28 anni
25. Salem Salem Farhan, 30 anni
26. Jihad Al-Farra, 30 anni
27. Fadi Hassan Abu Salmi, 30 anni
28- Bassam Kamel al-Nuno, 31 anni
29. Mohammed Riyad Abdel Rahman Al-Amoudi, 31 anni
30. Jihad Mohammed Osman Musa, 31 anni
31. Shaher Mahmoud Mohammed Al-Madhoun, 32 anni
32. Musa Jaber Abdel Salam Abu Hassanein, 35 anni
33- Mohammed Mahmoud Abdel-Moati Abdel-Al, 39 anni
34. Ahmed Mohammed Ibrahim Hamdan, 27 anni
35. Ismail Khalil Ramadan Al Dahouk, 30 anni
36. Ahmed Mahmoud Mohammed Rantisi, 27 anni
37. Anwar Ahmed Al-Khatib, 28 anni
38. Mahmoud Yahya Abdel Wahab Hussein, 24 anni
39. Ahmed Abdullah Al-Adini, 30 anni
40. Sa’adi Saeed Fahmi Abu Salah, 16 anni
41. Ahmed Zuhair Hamed Al Shawa, 24 anni
42. Mohammed Hani Hani Al-Najjar’, 33 anni
43. Fadel Mohamed Atta Habashi, 34 anni
L'età media? Calcolatela da soli. Almeno sei martiri avevano meno di 18 anni, il più "anziano" 39, gli altri tra i 18 ed i 30.
Tra i 2771 feriti vi sono 225 bambini e 79 donne. 54 persone sono in gravissime condizioni, 76 in condizioni gravi, gli altri tra moderate e lievi.
Israele ha colpito :
1359 persone con proiettili veri
14 con proiettili di metallo rivestiti di gomma ( rubber bullet )
155 con schegge
980 con lacrimogeni
230 con altro
Israele ha mirato :
alla testa ed al collo (90 persone)
agli arti  superiori (192 persone)
al  petto ed alla schiena (62 persone)
all'addome ed al bacino (54 persone)
agli arti inferiori (1218 persone)
con i lacrimogeni (980 persone)
 altro (175 persone)
Colpiti 17 paramedici e 12 giornalisti. Da fonti gazawe risultavano essere circa 600 i giornalisti stranieri presenti nella Striscia per documentare gli eventi.
Danneggiate anche 5 ambulanze. Naturalmente, gli ospedali sono al collasso.
E, per non farsi mancare nulla, i poveri, piccoli, terrorizzati israeliani, hanno pensato di bombardare il nord della Striscia con tre missili prendendo di mira un gruppo di giovani uomini che stavano cercando di attraversare la recinzione a Beit Hanoun, Jabalya. Naturalmente, hanno dichiarato di aver attaccato diverse postazioni di Hamas dopo che le forze palestinesi avrebbero sparato razzi contro le truppe israeliane al confine tra la Striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati.
Ogni volta che sono stata in Palestina, ogni volta che ho chiesto ad un palestinese cosa avrei potuto fare io per loro, mi è stato risposto "Parla per noi, parla di noi, sii la nostra voce. Tu puoi, noi no". Mi sentirete urlare finché avrò un po' di voce ed un briciolo di fiato.
 
Grazie a Basman Elashi per il prezioso contributo dalla Striscia di Gaza.

Paola Di Lullo
 
FONTI : Ma'an News Agency in arabic - The Palestinian Information Center

da: www.lantidiplomatico.it

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