Diritti Umani

Dopo la sentenza della Corte suprema del 20 novembre, che ha confermato la rielezione alla presidenza del Kenya di Uhuru Kenyatta, Amnesty International ha sollecitato il governo di Nairobi a prendere immediate misure per fermare l’escalation di violenza fra le comunità, proteggere la popolazione e assicurare l’incolumità di tutti, nel contesto delle proteste organizzate dall’opposizione.

Nel nuovo rapporto, intitolato “È tempo di ricaricare”, Amnesty International esamina se e come dal gennaio 2016 una serie di grandi aziende - tra le quali Apple, Samsung Electronics, Dell, Microsoft, BMW, Renault e Tesla - abbiano ottenuto miglioramenti nella modalità di estrazione del cobalto di cui si riforniscono.

In un nuovo rapporto sulla crisi in corso nello stato di Rakhine, in Myanmar, Amnesty International ha denunciato che la minoranza rohingya è intrappolata in un crudele sistema di discriminazione istituzionalizzata e promossa dallo stato che equivale ad apartheid. Il rapporto indaga e contestualizza la recente ondata di violenza in Myanmar, in cui le forze di sicurezza si sono rese responsabili di crimini.

Un nuovo rapporto della Clean Clothes Campaign, Europe’s Sweatshops, documenta i salari da fame endemici e le dure condizioni di lavoro nell’industria tessile e calzaturiera dell’Est e Sud-Est Europa. Ad esempio, molti lavoratori in Ucraina, nonostante gli straordinari, guadagnano appena 89 euro al mese in un Paese in cui il salario dignitoso dovrebbe essere almeno 5 volte tanto.

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