Popoli liberi e sovrani

In occasione della consegna del Premio Sakharov all’opposizione venezuelana, pomposamente definita democratica, è andata in scena l’ennesima farsa, presso il Parlamento Europeo. Una rappresentazione distorta della realtà mirante ad accreditare la narrazione tossica sul Venezuela bolivariano che viene disegnato come una sorta di immenso lager caraibico a cielo aperto. 

"Le conclusioni dei rappresentanti del Pentagono sul non ritiro delle forze russe dalla Siria mostrano non solo i loro malcelati desideri che non dovremmo essere lì, ma anche che gli Stati Uniti non hanno informazioni reali su ciò che sta accadendo sul terreno". Lo ha dichiarato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo.

Le armi includevano quelle anticarro acquistate dagli Stati Uniti che sono finite in possesso dell'ISIS due mesi dalla loro fabbricazione, secondo lo studio di 'Conflict Armament Research', un'organizzazione che tiene traccia delle spedizioni di armi. Lo studio è stato finanziato dall'Unione Europea e dal governo tedesco.

L'ex-presidente e attuale senatrice dello stato argentino, Cristina Fernández de Kirchner (CFK), ha criticato la repressione di mercoledì da parte della polizia argentina contro le persone che protestavano contro il progetto di riforma pensionistico promosso da il presidente argentino Mauricio Macri.

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakhárova, ha parlato anche della situazione in Siria durante la sua conferenza stampa settimanale. Dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato la partenza di una "considerevole" parte delle truppe del suo paese dal territorio siriano, ha ricordato che Mosca mantiene la sua presenza militare nel paese araba nel quadro del diritto internazionale.

Via libera dall'Aula del Senato al provvedimento sul biotestamento. Quando il testo diventa legge un grande applauso si leva dall'Aula. Con il sì del Senato alle norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di tratta­men­to (Dat), arriva in Italia la legge sul testamento biologico. Rifiu­ta­re le terapie, comprese nutrizione e idratazione artificiali, è un di­rit­to. Vietato l'accanimento terapeutico.

Centinaia di migliaia di honduregni sono scesi ancora una volta per le strade la scorsa domenica, come sta accadendo da quando si sospetta il furto di voti nelle elezioni del 26 novembre. La responsabile dei negoziati dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Honduras, Heide Fulton, ha invitato i leader politici del paese ad accettare i risultati delle elezioni.

Negli ultimi giorni, a Roma, Milano e Bari la multinazionale svedese IKEA ha licenziato tre dipendenti con motivazioni insensate e inaccettabili. Ha licenziato Marica, perché non poteva iniziare il suo turno alle 7.00 di mattina in quanto madre separata di due figli di cui uno disabile. Ha licenziato Filippo, cardiopatico di 54 anni, perché dopo 18 anni in IKEA ha inviato con ritardo un paio di certificati di malattia.

I governanti europei – dalla rappresentante esteri dell’Unione europea Federica Mogherini, al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dal presidente francese Macron alla cancelliera Merkel – hanno preso formalmente le distanze dagli Stati uniti e da Israele sullo status di Gerusalemme. Si sta creando una frattura tra gli alleati?

È probabile che infine i vertici della Repubblica Pontificia siano arrivati alla conclusione che le elezioni politiche devono pur tenerle, anche se non controllano completamente l’esito. Comunque la campagna elettorale è già iniziata e durerà alcuni mesi. Le liste non sono ancora definitive, i raggruppamenti possono ancora cambiare, ma le tendenze sono tutte già ben delineate.

Definitivamente chiusa l'agenda della violenza e del caos promossa dai leader dell'opposizione con il sostegno e i finanziamenti delle potenze occidentali. Più di 140 morti, centinaia di feriti e danni milionari a beni pubblici e privati in diverse città, furono il risultato di quella manovra che tentò di spodestare il chavismo con mezzi incostituzionali.

Alle elezioni municipali di domenica 10, il chavismo ha vinto oltre 300 municipi su 335. Più di 9 milioni di aventi diritto (su una popolazione di oltre 30 milioni) si sono recati alle urne per scegliere il loro sindaco o la sindaca. Si è votato anche per eleggere il governatore dello stato Zulia perché il precedente - eletto per conto dell'opposizione venezuelana - era stato inabilitato.

Numerosi cittadini palestinesi e siriani sono scesi in strada per protestare e respingere la decisione di Trump su Al-Quds (Gerusalemme). La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale del regime israeliano, ha provocato diffusa ondata di rabbia tra i palestinesi e siriani.

È una giornata densa di avvenimenti, questa. Dalle proteste di Tunisi, Beirut, Malesia, Marocco, Egitto, alle dichiarazioni di Turchia, Cina Venezuela, Cuba, Bolivia, Corea del Nord, Hezbollah, Giordania, tutti contro il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele. Donald Trump ha violato il diritto internazionale e le Risoluzioni ONU che sanciscono, a più riprese, lo status di Gerusalemme.*

Vi ricordate Putin affermare sul Referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: “Se vince il no, passo indietro e addio investimenti”? E vi ricordate quei loschi centri di potere delle opposizioni italiane vicine alla Russia sostenere fake news a proposito del referendum costituzionale? Non lo ricordate? Strano perché è quello che vuole lasciare intendere l'ex vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.

Le proteste si sono svolte a Jenin, Betlemme e Ramallah, dove ha sede l'Autorità palestinese presieduta da Mahmud Abbas. Inoltre, centinaia di palestinesi si sono concentrati sulla porta di Damasco che dà accesso alla città vecchia di Gerusalemme. È stato anche riferito che un bambino palestinese è stato colpito alla testa da un colpo delle forze di occupazione israeliane durante le proteste a Ramallah.

Sabato 9 dicembre alle ore 11.00 in via Bissolati (altezza ambasciata Usa), la Comunità palestinese di Roma e del Lazio invita tutti a manifestare contro la decisione statunitense di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele in violazione al diritto internazionale. DIRETTA.

È l’anno 2050 e Israele ha realizzato la sua visione di Gerusalemme: i visitatori vedranno un centro high-tech a maggioranza ebraica in mezzo ad un mare di turisti, con una presenza minima di palestinesi. Per ottenere questa visione, Israele sta lavorando a tre master plan: uno è noto, ma due restano fuori dai radar.

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