Volontariato

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Ahlam è una bambina bella, dallo sguardo magnetico, i capelli neri e al collo una collanina di Hello Kitty. Sul suo letto è appoggiato un peluche gigante, un coniglio. Il letto però non è quello di casa sua, ma quello del nostro Centro di riabilitazione a Sulaimaniya, in Iraq. A soli dodici anni, Ahlam ha perso entrambe le gambe quando una bomba ha colpito casa sua a Mosul.

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Ieri Gino Strada, fondatore di Emergency, Rossella Miccio, presidente, Gabriele Rabaiotti, Assessore Lavori Pubblici e Casa, Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche sociali, Salute e Diritti e Filippo Del Corno, Assessore alla cultura hanno tagliato il nastro della nostra nuova sede: Casa Emergency. 

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Il Comune di Milano ha deciso di riassegnare ad Emergency un immobile pubblico in disuso, così da farlo rivivere, dove organizzare una serie di eventi e attività per coinvolgere e informare i milanesi sulle attività dell'organizzazione umanitaria, sui temi dei diritti umani e il diritto alla salute. Milano, da venerdì 15 a domenica 17 settembre.

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MSF ha inviato una lettera aperta ai leader degli Stati membri e alle istituzioni dell’Unione Europea per denunciare le atroci sofferenze che le loro politiche sulla migrazione stanno alimentando in Libia.

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Il terremoto ha distrutto case, strade, ma soprattutto ha minato la stabilità emotiva delle comunità di diversi comuni del centro Italia. È per questo che fin dalle prime ore dopo il sisma, INTERSOS e gli psicologi di PSY + onlus sono intervenuti per fornire assistenza psicologica agli sfollati. Dal 25 agosto 2016 ad oggi, senza alcuna interruzione.

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“Il mondo dovrebbe essere al contrario Mr. Kohler” si dice ad un certo punto del film. Prima gli uomini, la loro dignità, i loro diritti e poi il resto". Il film intenso e rigoroso di Andrea Segre ci offre la versione di Corrado, poliziotto in missione in Libia per conto del governo italiano con il compito di far funzionare per davvero gli accordi italo-libici per il contrasto dell’immigrazione illegale.

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Ieri mattina le strade si sono nuovamente trasformate in un campo di battaglia quando un’autobomba è esplosa in città, vicino alla Kabul Bank. L’esplosione ha coinvolto anche gli alunni di una scuola vicina. Sono stati colpiti molti bambini e qualche donna: una di loro è incinta e sta lottando per la sua vita e quella del suo bambino.

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La processione di gente che entra in pronto soccorso per poi distribuirsi nei reparti sembra una catena di montaggio impazzita, a tratti frenetica, velocissima, che fai fatica a stargli dietro come Chaplin su Tempi Moderni, per poi rallentare di botto, come se il nastro di pezzi stesse finalmente per finire, e invece riprende di nuovo, più forte di prima, carica di altri pezzi.

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I numeri delle ultime settimane sembrano evidenziare, se non un arresto, una drastica riduzione del flusso migratorio dalla Libia verso l’Italia. L’accordo italo-libico, sostenuto dall’Unione europea, produce i suoi primi effetti lasciando intrappolate decine di migliaia di migranti subsahariani, e non solo, nel territorio del paese nordafricano.

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Il codice di condotta per le ONG che operano nel Mediterraneo mette a rischio la vita di migliaia di persone e costituisce un attacco senza precedenti ai principi che ispirano il lavoro delle organizzazioni umanitarie. Emergency ritiene inaccettabile il codice di condotta imposto dal Governo Italiano alle organizzazioni umanitarie impegnate nelle azioni di SAR.

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Pur condividendo lo sforzo di coordinamento e sistematizzazione che il Viminale sta portando avanti, le organizzazioni innanzitutto sottolineano che più che di “codice di condotta” - che implicherebbe il pieno coinvolgimento delle parti interessate, fin dalla sua formulazione – si dovrebbe parlare di disposizioni amministrative unilaterali.

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"C’avrà 28-30 anni al massimo, manco lui sa dirtelo se glielo chiedi, credo lavori qui da sempre, la sua ID card reca il numero “137” se non sbaglio, praticamente il 137esimo assunto da Emergency a Lashkar-gah. Uno di quelli che vorresti sempre in turno, uno di quelli che quando ti chiedono le ferie ti viene male, che vorresti dirgli “ma ce devi proprio andà in ferie?”. 

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Lo scorso 11 luglio, Medici per i Diritti Umani ha scritto alla Sindaca di Roma Virginia Raggi e al Prefetto Paola Basilone, segnalando la grave situazione umanitaria in cui si trovano centinaia di migranti nei pressi della stazione Tiburtina. Anche quest'anno le istituzioni sembrano essersi dimenticate dei migranti più vulnerabili che giungono nella capitale.

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"Quando sono arrivata, nel 2000, Emergency era una piccola associazione che già allora aveva progetti straordinari. Oggi, 17 anni dopo, nei nostri ospedali in giro per il mondo siamo arrivati a curare oltre 8 milioni di persone. In questi anni ho avuto il privilegio di poter lavorare per far crescere i nostri progetti in Afghanistan, in Sudan, in Sierra Leone..."

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Teresa Mannino parla agli studenti (ma anche ai più grandi) e smonta uno a uno 7 stereotipi sui migranti che arrivano in Italia.

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Dopo le minacce italiane di chiudere i propri porti alle navi che trasportano migranti e di istituire un codice di condotta per le Ong, si teme che nuove misure possano limitare la loro azione nel mar Mediterraneo, spostando l’attenzione, dalla mancanza di solidarietà tra gli Stati membri, alle organizzazioni della società civile.  

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Da anni la Siria è travolta da una guerra che ha causato la peggiore catastrofe umanitaria degli ultimi decenni. In questo contesto, abbiamo scelto di sostenere come sempre la società civile. Attraversando i confini con l’Iraq, e portando con noi quello che abbiamo imparato in questi 25 anni, abbiamo costruito un rapporto di fiducia con la Mezzaluna Rossa Curda.

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In questi mesi Ong e associazioni impegnate nell’asilo e accoglienza dei profughi e migranti hanno inviato appelli, posizionamenti e proposte al Governo italiano chiedendo incontri per un confronto e hanno sensibilizzato le reti sociali della solidarietà europea perchè chiedessero un impegno dei loro Paesi a fianco dell’Italia nell’affrontare la crisi umanitaria.

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Lo sbarco di ieri mattina al porto di Pozzallo è stato molto difficile. Sono arrivate 673 persone, tra di loro 100 minori, bambini di ogni età, molti completamente soli. Erano molto provate dal viaggio. In banchina i nostri medici hanno affrontato diverse situazioni gravi: ci siamo preoccupati per le condizioni di un ragazzo, affetto da una grave astenia, tachicardia e in deficit respiratorio.

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Lo scorso 20 giugno è ricorsa la Giornata Mondiale del Rifugiato che ci ricorda come dovremmo riconoscere l’umanità in ogni persona, rispettare e valorizzare le differenze, valori purtroppo mai come oggi minacciati anche da muri fisici, politici e culturali. INTERSOS continua la sua battaglia culturale per rimettere i valori umanitari al centro delle scelte politiche e del dibattito pubblico.

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