“Il Codex Alimentarius, la paura alimentare di inizio decennio”

Un’inchiesta evidenzia il timore di un grande fratello alimentare, cattivo. La necessità della vigilanza dell’informazione e della chiarezza delle istituzioni.

 

Avanza la paura che un “Grande fratello alimentare”, e per di più cattivo, si stia impossessando della nostra salute, speculandoci sopra. Ad evidenziare quello che sta diventando il timore alimentare di inizio decennio, il Codex Alimentarius, è un’inchiesta di greenMe.it, quotidiano online di ecologia e stili di vita green. L’argomento, quasi totalmente ignorato dai principali organi di informazione, è montato sul web e nella blogosfera di tutto il mondo, arrivando anche in Italia con post e video allarmisti che prospettano scenari veramente inquietanti: dallo “zampino” delle multinazionali, nonché principali lobby farmaceutiche, fino ad arrivare a quello ben più visionario del genocidio alimentare.

Il tutto nel silenzio degli organi di informazione e nell’indifferenza delle istituzioni predisposte alla sua attuazione, nella fattispecie in Italia dal Comitato nazionale del Codex – presso il ministero delle Politiche agricole – il quale, interpellato dalla giornalista Rosamaria Freda, che ha condotto l’indagine per la testata online di ecologia, si è limitato a smentire, ammettendo di non essere a conoscenza di tali interpretazioni “apocalittiche” che stanno comunque generando panico tra le persone. Ma ritenendo superfluo e inutile un comunicato che tranquillizzasse ufficialmente l’opinione pubblica.

A tale scopo, qualche mese fa, erano scese in campo le associazioni dei consumatori e in particolare Altroconsumo che aveva definito le varie ipotesi sul Codex Alimentarius, “una bufala mediatica”. Ma proprio in questi giorni un’altra associazione dei Consumatori, la Codacons è intervenuta mettendo in evidenza la pericolosità delle nuove direttive previste dal Codex in materia di additivi chimici degli alimenti pubblicate dalla FAO. Norme che, effettivamente, hanno “riabilitato” a livello mondiale, sostanze fino ad oggi ritenute cancerogene, come, in parte presagito dalle teorie apparse sul Web. La Codacons ha chiesto, con una nota al Ministero della salute “che vengano riparametrate le componenti del Codex Alimentarius, attraverso la realizzazione di accordi che rispettino i prodotti naturali e la loro commercializzazione e tutelino la salute dei consumatori”.

Inoltre, l’entrata in vigore in Italia del prossimo Codice agricolo nazionale prevista per febbraio che all’art. 36 legifera sulla possibilità di colture transgeniche, senza però imporre vincoli rigidi per evitare contaminazioni alle colture tradizionali, nonché le notizie di questi giorni in fatto di OGM, sembrano proprio confermare tali timori.

Di sicuro rappresentano elementi che contribuiscono ad avallare ed incrementare le perplessità su un sistema normativo nato con l’obiettivo di creare degli standard di sicurezza alimentari validi per 181 Paesi del mondo, ma che di fatto sta diventando un vero e proprio mistero contemporaneo.

“E’ giunto il momento di affrontare in maniera trasparente il discorso del Codex Alimentarius – dichiara Simona Falasca, Direttore Responsabile di greenMe.it – perché la mancanza di informazione genera paura e permette il proliferare di teorie allarmiste che stanno alimentando dubbi e panico nella popolazione. Il fatto che non se ne parli, sta facendo acquisire sempre di più credito alla controinformazione. E in gioco c’è la salute dei cittadini. E’ per questo che chiediamo al Ministero risposte urgenti e ufficiali, e ai media di vigilare diffondendo più informazioni possibili, nel tentativo di fare luce sulle incongruenze e i “buchi neri” del Codex Alimentarius.”

Per leggere lo speciale “Il Codex Alimentarius, la paura alimentare del nuovo decennio”: http://www.greenme.it/approfondire/speciali/1534-il-codex-alimentarius-la-paura-alimentare-del-nuovo-decennio

 

Ufficio Stampa

wwwgreenMe.it

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