La Chiesa sul nucleare: “Un’energia da usare (con prudenza) per lo sviluppo”

Una nostra lettrice ci ha segnalato un articolo apparso nell’inserto “Energia per il futuro” del periodico cattolico “Toscana oggi”, nel quale si evince cha la posizione della Chiesa sarebbe favorevole al nucleare civile.

Di seguito la parte dell’articolo a cui facciamo riferimento:

COSA DICE LA CHIESA: Un’energia da usare (con prudenza) per lo sviluppo
di Leonardo Salutati
Docente di teologia morale sociale
alla Facoltà Teologica dell’Italia centrale

L’attuale Papa Benedetto XVI, così come i suoi predecessori, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II, e i Padri del Concilio Vaticano II, sviluppando la dottrina sociale della Chiesa sulla questione nucleare, hanno sempre denunciato con fermezza le armi nucleari. Ma il veto della Chiesa non si estende affatto all’uso dell’energia nucleare come strumento di promozione di un equilibrato ed equo sviluppo dei popoli. L’uso pacifico della tecnologia nucleare nel settore energetico è sempre stato auspicato, a patto che i pilastri sui quali si fondi la diffusione dell’energia nucleare a livello mondiale siano effettivamente la sicurezza e lo sviluppo. Al riguardo il card. Martino, allora presidente del Pontificio Consiglio «Iustitia et Pax», ricordava in una intervista alla Radio Vaticana dell’agosto 2007 che: «L’energia nucleare non va guardata, come spesso accade ai nostri giorni, con gli occhiali del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell’intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza, accompagnate dall’esercizio sapiente della prudenza, nella prospettiva di realizzare uno sviluppo integrale e solidale dell’uomo e dei popoli».

In questo senso la posizione della Santa Sede di membro fondatore dell’IAEA, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, istituita con il mandato di «sollecitare ed accrescere il contributo dell’energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo» (art. II dello Statuto), gli consente di seguire da vicino, da un lato il processo di disarmo e la non proliferazione nucleare, dall’altro la ricerca e le possibili applicazioni pacifiche della tecnologia nucleare.

 

tratto da: http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=12393&IDCategoria=210

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