“Oserà l’Ue sollevare il tema delle violazioni dei diritti umani?”

Amnesty International ha chiesto che il tema delle violazioni dei diritti umani sia al centro del summit Ue-Russia in programma lunedi’ 31 maggio a Rostov sul Don.

In una lettera inviata oggi a Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio
dell’Unione europea (Ue), e alla presidenza di turno spagnola, Amnesty
International ha chiesto che il tema delle violazioni dei diritti umani
sia al centro del summit Ue-Russia in programma lunedi’ 31 maggio a Rostov
sul Don. La lettera fa riferimento in particolare alle estese violazioni
dei diritti umani nel Caucaso del Nord e al deterioramento della liberta’
d’espressione, soprattutto dei difensori dei diritti umani.

Secondo Amnesty International, l’Ue dovrebbe rafforzare il legame tra
questi incontri con la Russia e le Consultazioni Ue-Russia sui diritti
umani, gestite attualmente come due processi distinti. Di conseguenza, le
questioni relative ai diritti umani non vengono approfondite in modo
adeguato in occasione degli incontri tra i leader russi e quelli dell’Ue.

‘Non e’ accettabile che i diritti umani siano considerati un aspetto
secondario. Il rispetto della liberta’ d’espressione, il legittimo lavoro
dei difensori dei diritti umani, il diritto a un processo equo e la
protezione dalle minacce di morte non possono essere sottoposti a
compromessi e subordinati a qualsiasi altro aspetto politico’ – ha
dichiarato Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio di Amnesty International
presso l’Ue.

Un altro tema di grande preoccupazione che i leader dell’Ue dovrebbero
affrontare e’ l’estesa dimensione delle violazioni dei diritti umani nel
Caucaso del Nord. Le frequenti operazioni antiterrorismo in Cecenia,
Daghestan e Inguscezia danno luogo ad arresti arbitrari, maltrattamenti e
uccisioni illegali. I rappresentanti delle Organizzazioni non governative
e i giornalisti che operano in questa regione vanno incontro a minacce e
intimidazioni.

‘Le violazioni in corso nel Caucaso del Nord sono la prova che la
situazione dei diritti umani in Russia deve essere oggetto di monitoraggio
internazionale e che l’Ue deve sollevare la questione in modo coerente in
ogni occasione utile. Vi sono segnali che la situazione per i difensori
dei diritti umani e gli attivisti della societa’ stia peggiorando,
anziche’ migliorare’ – ha concluso Beger.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 28 maggio 2010

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