Sicurezza alimentare in Africa

Investimenti, accesso alla terra, società: I Governi e le piattaforme contadine dell’Africa discutono di sicurezza alimentare.

I due principali attori per la lotta alla fame e al land grabbing pongono le basi per un dialogo permanente, nel corso della 37ima sessione del CFS

Il futuro dell’Africa è in Africa. E passa attraverso il sostegno, con investimenti mirati, a un’agricoltura familiare, sostenibile e di piccola scala che dia spazio alle giovani generazioni e alle donne. Rinforzando il partenariato tra i governi e le rappresentanze contadine nei processi politici.
E’ questo il messaggio lanciato in occasione dell’ambito dell’incontro- evento “l’Africa può nutrire se stessa” tenutosi alla FAO nella più ampia cornice della 37 esima sessione del CFS (Commissione per la Sicurezza alimentare) a Roma.
Co-organizzato dal Gruppo dei governi africani e dall’organizzazione contadina panafricana,PAFO, con il sostegno della rete EuropAfrica il meeting ha visto discutere alla pari gli attori principali per la sicurezza alimentare in Africa: i suoi governi e i suoi piccoli produttori.
Erano presenti Josè Amaro Taty, segretario di Stato per l’Agricoltura in Angola, Elisabeth Antagana, presidentessa del PAFO e del PROPAC, Langa Zita,direttore generale del dipartimento di agricoltura per il Sud Africa, Ibrahim Coulibaly, Presidente del CNOP, Emmanuel Asate Krobea – direttore dell’agricoltura in Ghana, Mamadou Cissokho presidente onorario del Roppa, Wilfred Ngirwa, ambasciatore della Tanzania e presidente del Gruppo Africa.
“Bisogna ritrovare il legame tra economia, società, agricoltura e tutela della biodiversità nel segno di un’economia familiare – ha detto, in particolare, Mamadou Cissoko – Ma il problema, è che molto spesso le scelte economiche vengono fatte prescindendo dall’aspetto sociale, come se la crescita e la stabilità economica, politica e sociale di un paese non fossero strettamente legate”.
Secondo Ibrahim Coulibaly, invece, “ E’ necessario passare dalle parole ai fatti.
L’Africa avrebbe le disponibilità necessarie sul proprio territorio per garantirsi, da sola, la sovranità alimentare ma esiste un paradosso tra popolazione crescente, falcidiata da altissimi tassi di disoccupazione giovanile, e la privazione dell’ accesso alle risorse naturali e alle terra”.
Nello sforzo congiunto di dimezzare la fame entro il 2015, i governi africani – d’accordo con i rappresentanti contadini – attraverso la voce di Langa Zita riconoscono che l’agricoltura industriale di larga scala non può essere una soluzione, per via dei costi ecologici e sociali altissimi. Al contrario, la piccola produzione familiare genera lavoro per la maggioranza della popolazione e concorre a mantenere la pace sociale. Se il valore di questi due fattori fosse considerato nei calcoli economici non ci sarebbero dubbi su quale modello agricolo investire.
L’Africa, però, ha messo in atto i quadri e le linee guida politiche che potrebbero assicurare la sicurezza alimentare nel continente. Il problema, ad oggi, è che queste politiche non sono state attuate in maniera sufficiente. Per questo, la piattaforma di dialogo inaugurata tra i partecipanti all’incontro assume tanta importanza. Un passo in più, decisivo, per il raggiungimento della sovranità alimentare in Africa.

[1 L’evento è stato co-organizzato dai governi dell’Africa Group e dall’Organizzazione dei contadini Pan-Africani con il supporto della rete EuropAfrica e del progetto dell’Unione Europea “Awareness raising on the relation between European policies and agricultural development in Africa”.

Terra Nuova Centro per il Volontariato
www.terranuova.org

Sharing - Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *