Super Pontina, Legambiente: “E’ opera superata”

“Chiediamo alla Regione Lazio di ripensare alla gara, che da mesi è in via di pubblicazione all’ANAS, la strada più pericolosa per numero di incidenti va subito adeguata e messa in sicurezza.”

 

Legambiente: è opera superata, Regione e ANAS ripensino alla gara

“La superpontina è ormai un’opera che nasce già vecchia e superata –afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, che nel pomeriggio parteciperà all’Assemblea “Autostrada a pedaggio A12-Tor de Cenci-Latina: devastante, inutile e costosa” che si terrà a Spinaceto a Largo Cannella-, se ne parla da dieci anni ma in questo quadro di crisi economica e ambientale, nel quale crollano i consumi e gli spostamenti su gomma, sarebbe ora folle tentare un project financing da 2,5 miliardi di euro, coperto con investimenti pubblici per 420 milioni, con un tempo di restituzione dell’investimento lunghissimo, previsto per 50 anni. Si rischia una gara a vuoto per fare un’inutile autostrada a pedaggio oppure una nuova Salerno-Reggio Calabria, con decenni di cantieri per non farle vedere mai la luce. Chiediamo alla Regione Lazio di ripensare alla gara, che da mesi è in via di pubblicazione all’ANAS, la strada più pericolosa per numero di incidenti va subito adeguata e messa in sicurezza.”

Dovrebbe essere questione di settimane la pubblicazione del bando per la costruzione e gestione della nuova autostrada Pontina, per la quale Legambiente da tempo contesta l’introduzione del pedaggio –che penalizzerebbe i pendolari– e auspica l’uso dell’attuale tracciato della Via Pontina al massimo delle potenzialità possibili.

“Il progetto della superpontina va poi del tutto respinto per il tratto romano -conclude Parlati-. Il progetto è abbastanza mediocre, specie il tratto autostradale di 16 km per il collegamento tra l’A12 e Tor de’ Cenci, che dovrebbe essere un enorme viadotto sopra Vitinia e la Colombo, avere un ponte lungo 1,5 km sul Tevere, continuando con una complanare alla Roma-Fiumicino per poi innestarsi sulla A12. La Regione non ci ha nemmeno mai fatto vedere il nuovo tracciato, ma le criticità ambientali sono evidenti: si abbandona per troppi tratti il tracciato attuale, con conseguente uso di nuovo suolo agricolo per circa 55 ettari, in particolare con le varianti di Tor de’ Cencia e Pomezia, ai confini del Comune di Roma; si separano con un’autostrada il Parco Regionale di Decima Malafede e la Riserva Statale del Litorale Romano.”

Ufficio stampa Legambiente Lazio

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