In pericolo salute e patrimonio culturale a Roma causa smog

Dopo il Colosseo tocca a San Pietro in Vincoli: smog e fattori climatici accelerano deterioramento, pedonalizzare siti principali.

 


Legambiente Lazio – Comunicato stampa

Roma, 17 maggio 2012


Dopo il Colosseo tocca a San Pietro in Vincoli, guarda caso si trovano a trecento metri l’uno dall’altra, nell’area più inquinata del centro storico, dove la salute nostra e dei monumenti è più a rischio, come gli ultimi studi dell’ISPRA e dell’ISCR avevano evidenziato chiaramente -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. In questo caso, si tratta di distacchi di intonaci, ma in generale il lento e progressivo deterioramento dei materiali dei monumenti, soprattutto calcarei, viene accelerato dai fattori climatici e dall’inquinamento atmosferico. Via dei Fori Imperiali e Via Cavour non hanno alcuna limitazione del traffico, per fermare i processi di erosione occorre subito almeno vietare il transito alle automobili, ai pullman, ai camion intorno ai siti monumentali più importanti della città, istituendo nuove immediate pedonalizzazioni, ma anche allargare gli orari della Ztl. Questo scempio va fermato subito, cosa sta spettando il Comune dopo gli appelli della Soprintendenza di Roma? Il Colosseo ha già perso più pezzi, stavolta tocca a San Pietro in Vincoli, ma l’elenco è purtroppo ancora lungo.

Così Legambiente interviene dopo il crollo a San Pietro in Vincoli, ricordando i dati del recente studio condotto da Ispra e Iscr (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) che aveva analizzato 77 monumenti nella Capitale, lanciando un chiaro allarme sugli effetti nocivi di azoto e polveri sottili al patrimonio culturale e artistico di Roma. Tra i siti più a rischio San Marco, San Martino ai Monti, San Tommaso in Parione, San Filippo Neri e Santa Cecilia in Trastevere. I monumenti del centro storico analizzati presentano una media di erosione compresa tra i 6 e i 6,2 micron all’anno, valore preoccupante se confrontato con quello cosiddetto “accettabile di erosione” fissato per convenzione in 8 micron all’anno.

Ufficio stampa Legambiente Lazio

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