“La sconfitta elettorale del KKE in Grecia”

In molti di noi ha destato sorpresa il quasi dimezzamento dei voti del KKE, il partito comunista greco, alle ultime elezioni politiche. Già nelle elezioni precedenti, quelle tenutesi a breve distanza, c’erano stati segnali non confortanti.

 

 

La sconfitta elettorale del KKE in Grecia

 

In molti di noi ha destato sorpresa il quasi dimezzamento dei voti del KKE, il partito comunista greco, alle ultime elezioni politiche. Già nelle elezioni precedenti, quelle tenutesi a breve distanza, c’erano stati segnali non confortanti. Il crollo dei socialisti e di nuova democrazia non aveva portato risultati al KKE che era avanzato solo di alcuni decimi in percentuale. Già questo stava a dimostrare che qualcosa non aveva funzionato. Il dimezzamento dei voti rappresenta però qualcosa di qualitativamente diverso. Se la mancata avanzata non modificava lo zoccolo duro dei tradizionali elettori del KKE, stavolta è proprio questo zoccolo duro a ridursi di quasi un 50%.

Noi non pretendiamo di dare lezioni, tantomeno a un partito che ha la storia del KKE, ma delle domande dobbiamo necessariamente porcele e confrontarle con le analisi che il partito fa del voto. Certamente gli interrogativi non possono riguardare la posizione politica del partito sulla la campagna contro i provvedimenti imposti dalla UE e condivisi dagli attuali partiti di governo. Tutti noi abbiamo ancora di fronte l’immagine dello striscione esposto in cima al Partenone, scritto in inglese e rivolto ai popoli europei perchè si mobilitassero contro l’UE.

Allora come mai il partito che ha guidato la protesta è stato penalizzato dalla maggioranza degli elettori che ha assicurato invece un grande successo per la lista che viene definita di sinistra radicale, Syrizia?

Noi sappiamo che su scala europea alcune liste ‘radicali’ vengono coccolate dalla borghesia che cerca di limitare i danni e di creare obiettivi illusori, in Francia come in Germania, e ora in Grecia. Sappiamo anche però che quando esiste un partito ben organizzato e una situazione favorevole non si può registrare una sconfitta cosi clamorosa. Allora si tratta di indagare, a nostro parere su altre questioni: sulla scelta degli strumenti che non assicurano il risultato per cui ci si batte, sui rapporti con settori giovanili dinamici, su una strategia di alleanze che possa inchiodare l’avversario in cerca di facili e false alternative.

Erregi

24 giugno 2012

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