Preoccupazione per i team medici di emergenza che operano a Gaza

Medici per i Diritti Umani-Israele ha ricevuto segnalazioni preoccupanti da fonti della Mezzaluna Rossa palestinese riguardo le crescenti difficoltà che stanno affrontando i sanitari e gli operatori di  primo intervento nei loro tentativi di evacuazione e di trasporto delle vittime e dei feriti.

 

 

Medici per i Diritti Umani: preoccupazione  per i team medici di emergenza che operano a Gaza

17/11/2012

 

medici diritti umaniLa sera del terzo giorno dell’attacco alla Striscia di Gaza, 16.11.12, Medici per i Diritti Umani-Israele (Physicians for Human Rights – Israele) ha ricevuto segnalazioni preoccupanti da fonti della Mezzaluna Rossa palestinese riguardo le crescenti difficoltà che stanno affrontando i sanitari e gli operatori di  primo intervento nei loro tentativi di evacuazione e di trasporto delle vittime e dei feriti.
Ostacolare e danneggiare le squadre di soccorso, oltre che infliggere danni su cliniche e ospedali è in contraddizione con il principio di neutralità medica. Infliggere questo tipo di danno ignora chiaramente la speciale protezione a cui hanno diritto i servizi medici. Medici per i Diritti Umani-Israele teme che se il danno continua o si intensifica, le capacità di assistere, evacuare i feriti in modo tempestivo, e salvare vite umane saranno compromesse.
Il dottor Murad Bashar, direttore dei servizi di emergenza e di soccorso della Mezzaluna Rossa a Gaza, ha riferito ai rappresentanti di Medici per i Diritti Umani Israele  circa le difficoltà e i rischi che incontrano le squadre di soccorso: “anche se non c’è un danno diretto ai servizi e ai centri di emergenza, la vicinanza ai bombardamenti, in particolare a quelli verificatisi in prossimità delle zone aperte di  Jabalia, vicino a un  centro di emergenza, provoca gravi danni. Pesanti  schegge e frammenti taglienti – alcuni del peso di 5 kg – hanno colpito il centro. Senza alcun preavviso, non vi è alcuna possibilità di evacuazione prima del bombardamento. “
“Come risultato dei bombardamenti in corso, le strutture e i centri di emergenza della Mezzaluna Rossa palestinese come ad esempio l’Ospedale El Quds nella zona di Tel Elhawa hanno subito danni di media entità. La maggior parte delle finestre sono andate in frantumi,  parti del tetto interno ed esterno sono crollate o sono state parzialmente danneggiate a causa delle onde d’urto dei bombardamenti (non a seguito di un colpo diretto). L’edificio del centro di emergenza e di pronto  soccorso a Jabalia è stato anch’esso danneggiato ed in particolare  le sale per i  trattamenti,  il centralino per le emergenze e gli uffici. Tutte le finestre sono andate distrutte ed anche  l’esterno dell’edificio è stato danneggiato. Molti dei pazienti si sentono in pericolo ed hanno paura in un luogo dove sono giunti per sentirsi curati e sicuri. “
“La distruzione delle infrastrutture e delle strade sta causando difficoltà e ritardi nel raggiungere i feriti. In alcuni casi, le strade bloccate a causa delle buche provocate dai bombardamenti o edifici danneggiati ostruiscono il libero passaggio delle ambulanze. Gli operatori sanitari  sono stati costretti a camminare e trasportare i feriti in spazi aperti, con grande rischio per la loro vita e quella dei feriti. In queste situazioni il tempo è fondamentale  e potrebbe significare la differenza tra la vita e la morte. “
“Una delle situazioni più a rischio si verifica quando un luogo viene bombardato per la seconda volta, dopo che le squadre di soccorso sono già arrivate sul posto. In un caso del genere, due operatori sanitari sono stati effettivamente feriti da schegge di bombe mentre evacuavano sotto il fuoco alcuni residenti feriti.”
E ‘importante ricordare che durante l’operazione Cast Lead (“Piombo fuso”) (dicembre 2008-gennaio 2009), membri del personale medico sono stati feriti mentre fornivano cure mediche ed evacuavano i feriti. Individui feriti che necessitavano di immediata evacuazione sono stati lasciati per molte ore abbandonati nelle loro case poiché il personale medico non era in grado di raggiungerli. A seguito degli eventi di “Piombo Fuso” le Forze militari israeliane si sono dette d’accordo nel consentire al personale sanitario di lavorare in modo sicuro e veloce, in modo da poter svolgere pienamente i propri  compiti.
Medici per i Diritti Umani-Israele ribadisce l’obbligo di applicare la lezione di “Piombo fuso”. E ‘importante chiarire che i militari non devono ritardare le cure mediche in un modo che potrebbe danneggiare i feriti e i  malati, che i militari devono consentire la libera circolazione del personale sanitario e non devono sparare contro di loro.
 
I comunicati e gli aggiornamenti in italiano  di Medici per i Diritti Umani Israele (Physicians for Human Rights  Israele) sulla situazione a Gaza e in Israele sono reperibili sul sito e sui social network di Medici per i Diritti Umani (MEDU).

 

Medici per i Diritti Umani (MEDU) e Physicians for Human Rights –Israele, organizzazioni partner, fanno parte dell’International Federation of Health and Human Rights Organisations (IFHHRO) e collaborano dal 2009 in progetti sanitari nei Territori occupati palestinesi.

 

--  La salute è un diritto di tutti.  Medici per i Diritti Umani onlus www.mediciperidirittiumani.org
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