Roma, aumento delle voragini nelle strade

Sono state ben 72 le voragini di consistente diametro e profondità rilevate nel corso del 2012 sulle vie di Roma. A queste si aggiungono 28 “altri dissesti” per un totale complessivo di 100 segnalazioni.

 

 

CONSUNTIVO DI VORAGINI.IT, SITO CHE RACCOGLIE I DATI SUGLI SPROFONDAMENTI URBANI

 

Nel 2012 sulle strade di Roma

impressionante aumento delle voragini:

se ne sono aperte ben 72

 

Manutenzione nulla, prevenzione insufficiente: un’emergenza sottovalutata

 

Roma, 20 gennaio 2013

Sono state ben 72 – a fronte delle 44 del 2011 (+61%) – le voragini di consistente diametro e profondità (non dunque semplici “buche” stradali) rilevate nel corso del 2012 sulle vie di Roma. A queste si aggiungono 28 “altri dissesti” (allagamenti, avvallamenti e cedimenti) per un totale complessivo di 100 segnalazioni.

È quanto emerge dal monitoraggio svolto dal sito Voragini.it, nato per documentare i sempre più frequenti eventi di apertura di Sinkhole (voragini e sprofondamenti di origine antropica) che si verificano nella Capitale e nelle altre città italiane. Obiettivo del sito è quello di far conoscere la gravità del fenomeno, per convincere le istituzioni a prenderne coscienza e adottare le dovute misure di studio e manutenzione del sottosuolo urbano, per prevenire dissesti che possono provocare gravi tragedie con danni e vittime.  

Statistiche

Municipi di Roma con maggiore frequenza di voragini nel 2012 sono stati il XVI (Monteverde) con 14 segnalazioni, il XVIII (Aurelia) con 12, il XIX (Monte Mario) con 9 e il VI (Prenestino) con 7. Seguono con 5 segnalazioni il Municipio I (centro storico) e il Municipio XIII (Ostia); poi con 4 segnalazioni il Municipio II (Parioli), con 3 segnalazioni i Municipi V (Tiburtina) e IX (San Giovanni), con 2 segnalazioni i Municipi III (Nomentano), XV (Portuense) e XX (Cassia); infine con una segnalazione i Municipi IV (Montesacro), VII (Centocelle), VIII (Tor Bella Monaca) e XVII (Prati).

Nel corso del 2012 – a differenza di quanto era avvenuto nel 2011 – non risultano per fortuna feriti in conseguenza di cadute nelle voragini.

Sono stati però una decina gli automezzi “finiti in buca”: un camion impegnato nei lavori della rete del gas a Monteverde Vecchi, sprofondato il 27 aprile 2012 in via Daniello Bartoli (strada colpita da un’altra voragine l’11 giugno 2012); un secondo camion rimasto incastrato il 22 maggio 2012 in via del Viminale e un mezzo Ama finito con una ruota in una voragine di tre metri il 24 settembre 2012 in via San Francesco a Ripa. Quanto alle auto: due sono finite parzialmente dentro una voragine il 10 settembre 2012 in via Augusto Dulceri; una (con a bordo Alessandra Mussolini) è rimasta incastrata il 17 settembre 2012 in una voragine che si è aperta sul marciapiede di via Spallanzani; una Bmw X5 in sosta è precipitata dentro la voragine che si è aperta il 29 ottobre 2012 in piazza Albina all’Aventino; infine almeno tre auto sono rimaste coinvolte nello sprofondamento con allagamento avvenuto il 2 dicembre 2012 in via Duccio Galimberti.


 

Tra le voragini più imponenti del 2012 spiccano quelle che si sono aperte:

Ø    il 6 febbraio 2012 in via Tarcento nel Municipio VI: una perdita d’acqua ha provocato lo scivolamento nel garage di un muro del palazzo al civico 14;

Ø    il 12 giugno 2012 in via Leone XIII nel Municipio XVIII: il cedimento di una fognatura – che 15 giorni prima aveva creato un avvallamento, solo transennato – ha spalancato una voragine di 12 metri per 6, con pesanti ripercussioni sulla viabilità;

Ø    il 10 settembre 2012 in via Augusto Dulceri nel Municipio VI: per una perdita d’acqua ha ceduto il marciapiede tra i numeri civici 62 e 79 (la stessa strada ha poi visto il crollo di un villino il 27 dicembre 2012);

Ø    il 9 ottobre 2012 in Corso Duca di Genova ad Ostia: con chiusura al traffico di un tratto di 150 metri in prossimità dell’incrocio con viale delle Repubbliche Marinare;

Ø    il 29 ottobre 2012 in piazza Albina all’Aventino: si è aperta una voragine di 10 metri per 3, profonda 5 metri;

Ø    il 2 dicembre 2012 in via Duccio Galimberti nel Municipio XIX: con allagamento di centinaia di metri di strada.

Sono da evidenziare alcune voragini che si sono aperte incredibilmente in strade appena sottoposte a lavori o interventi di manutenzione: è il caso di via Nizza, nel Municipio II, che ha visto una prima voragine il 17 febbraio 2012 (la strada era stata riaperta al traffico nell’ottobre 2011 dopo più di tre mesi di lavori che avevano riguardato il manto stradale e la rete del gas) e una seconda voragine il 27 novembre 2012; in via Enrico Fermi, nel Municipio XV, il 10 marzo 2012 si è creato un avvallamento nel punto dove era stato eseguito un sondaggio archeologico per la realizzazione di un parcheggio interrato; il 7 giugno 2012 è toccato a via Federico Patetta, nel Municipio XVIII, dove si è aperta una voragine profonda tre metri (a maggio 2012 era stato rifatto il manto stradale).

Ripetuti ed estesi anche gli “allagamenti”, a partire da quello che il 12 marzo 2012 ha interessato la zona di piazzale Clodio, nel Municipio XVII, per la rottura di una grande conduttura idrica; il 23 luglio 2012 in via Monte Favino, nel Municipio IV, si è verificato un ringonfiamento del manto stradale con fuoriuscita di acqua mista a fango e schiuma con bolle (il Comitato di quartiere Valmelaina ha chiamato in causa i vicini lavori della Metro B1, che però ha smentito ogni coinvolgimento); il 17 agosto 2012 l’acqua ha inondato il marciapiede di via Nomentana (Municipio II) tra i civici 231 e 233; il 29 agosto 2012 è esplosa una condotta idrica in via Cislago (Municipio XIX); infine il 21 novembre 2012 si è allagata l’aiuola centrale di piazza Sant’Emerenziana (Municipio II), dove il pavimento si è sollevato a poca distanza dal pozzo di areazione della Metro B1. 

A livello territoriale, nel 2012 si è palesata la recrudescenza degli sprofondamenti nell’area del Municipio IX che comprende via Todivia Costamagna e via Otricoli. È stata particolarmente bersagliata anche la zona di Ostia Ponente nel Municipio XIII. Da segnalare, inoltre, il riproporsi cronico e irrisolto di voragini in via Mario Fani (Municipio XIX) e via Giannetto Valli (Municipio XV). Una segnalazione merita la voragine di Parco Rabin (Municipio II)  pericolosamente aperta a poca distanza dall’area giochi per bambini.


 


 

Analisi e riflessioni

 

Quel “buco” che crea le buche

L’aggravarsi del fenomeno delle voragini nel 2012 è da mettere in relazione con il peggioramento della situazione economica degli enti locali – e nel caso specifico di Roma Capitale – che hanno lasciato scoperta l’ordinaria cura della città. È stato lo stesso assessore capitolino ai Lavori pubblici, Fabrizio Ghera, ad ammettere che con le attuali risorse a disposizione non potrà essere avviata alcuna manutenzione straordinaria delle strade, quella ordinaria sarà ridotta al lumicino e il Campidoglio dovrà limitarsi “solo ai piccoli interventi urgenti”. Del resto nel bilancio di crisi che è stato varato sono previsti per i cantieri pubblici di manutenzione ordinaria sulla grande viabilità di Roma (800 km sul totale di 6.000 km di strade) poco più di 20 milioni di euro (dai quali vanno tolti l’Iva e gli oneri per la sicurezza, con una riduzione finale della somma che tocca il 40%). Inutile, con questi chiari di luna, sperare nell’avvio di interventi complessi e delicati di riqualificazione del sottosuolo come quelli irrinunciabili – solo per fare due esempi – al Portuense (zona Villa Bonelli) e all’Aventino. Gli effetti della crisi hanno colpito anche le aziende dei servizi, con un preoccupante allentamento della supervisione dei condotti sotterranei che infatti con sempre maggiore frequenza presentano rotture e cedimenti.

 

 

Troppe “ferite” aperte

Nel 2012 si è aggravato il fenomeno dei tempi lunghissimi per gli interventi di ripristino post-voragine che – come già segnalato nel consuntivo 2011 – in diversi casi arrivano a superare i 100 giorni, con disagi insostenibili per i cittadini. All’origine dei ritardi: farraginosità burocratiche, sovrapposizioni e conflitti di competenze che si risolvono in uno snervante scaricabarile. A ciò ora si aggiunge l’assenza di fondi. Così, se da un lato qualcosa finalmente si sta muovendo per portare a soluzione l’incredibile vicenda della voragine di via Comparini (aperta da anni nel Municipio XX) e si sono trovati in extremis i soldi per la voragine di via Dulceri (Municipio VI), nel 2012 si sono evidenziati i cantieri “lumaca” di via Daniello Bartoli, via Marco Simone, via Fani, via Otricoli e via Lanciani (tanto che alcuni sono ancora fermi alle semplici transenne e le reti in plastica arancione sembrano essere il nuovo simbolo di Roma). Per non parlare di strade ormai “cancellate” da anni dalla viabilità cittadina: come via Giannetto Valli, via Columella e via San Giosafat.

 

 

Uno stillicidio che pesa sulla città

L’apertura di una voragine stradale in ambito urbano sconvolge l’ordinato svolgimento della vita e della mobilità in una vasta area circostante; costringe alla deviazione di linee del trasporto pubblico e comporta l’interruzione di altri servizi essenziali (dalla raccolta dei rifiuti alla fornitura dell’acqua). Lo stillicidio di voragini ha un peso economico e sociale rilevante. È dunque indispensabile attuare una seria opera di studio e prevenzione, a partire dalle aree storicamente e geologicamente più fragili, con regolari interventi manutentivi. Si assiste, invece, ad una rincorsa delle emergenze, quando non addirittura alla messa in opera di scavi maldestri – valga per tutti l’esempio dei Pup, i parcheggi sotterranei – che amplificano l’entità del rischio. Già nel consuntivo 2011 ci chiedevamo che fine avesse fatto il Piano regolatore del sottosuolo annunciato da decenni dal Campidoglio e dove fosse finito l’Ufficio che avrebbe dovuto coordinare il caotico sovrapporsi delle aziende dei servizi che scavano come talpe impazzite, ricoprono malamente e talvolta riscavano di nuovo. Domande rimaste inevase.


 

Nuovi strumenti scientifici rimasti inutilizzati

Nel corso del 2012 qualche novità incoraggiante c’è comunque stata: è stata presentata infatti la Carta della “suscettibilità agli sprofondamenti antropogenici” di Roma, elaborata da un gruppo di lavoro – coordinato dalla ricercatrice Stefania Nisio – con esperti dell’Ispra (Dipartimento Difesa Suolo), del Cnr (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria), del Dipartimento nazionale della Protezione Civile e del Dipartimento Urbanistica di Roma Capitale. La carta – basata su un data base georeferenziato e una successiva analisi geostatisica – ha individuato i quartieri a più alta “probabilità” di apertura delle voragini: Casilino, Prenestino, Appio-Latino e Tuscolano (in generale la zona Est di Roma). Il consigliere capitolino del Pd, Dario Nanni, ha presentato una mozione per chiedere che la Carta della suscettibilità agli sprofondamenti sia assunta tra gli strumenti urbanistici del Campidoglio per programmare le attività di prevenzione e le priorità negli interventi di risanamento (sia per quanto riguarda la pianificazione che per eventuali prescrizioni edilizie). In particolare la mozione chiede che venga predisposto un Piano per la messa in sicurezza del sottosuolo e si proceda ad una graduale revisione degli interventi urbanistici – programmati e in fase di attuazione – con lo stop al cemento nelle aree più fragili. Il Campidoglio riuscirà a fare tesoro di questo importante strumento scientifico o rimarrà chiuso nei cassetti di qualche ufficio? Una cosa è certa: la scusa-alibi dell’imprevedibilità degli sprofondamenti ora non ha più ragion d’essere.

 

 

Roma Capitale: i geologi passano da uno a cinque

La seconda buona notizia del 2012 è la pubblicazione della graduatoria definitiva per l’assunzione da parte di Roma Capitale di quattro geologi, nell’ambito del famoso e tormentato “maxi-concorso”. Sino ad ora il Campidoglio aveva un solo geologo in organico per tenere sotto controllo gli oltre 1.285 chilometri quadrati del suo territorio. Adesso si spera che quanto prima i quattro nuovi rinforzi – seppure ancora del tutto insufficienti – possano entrare in servizio.

 

Invito alla collaborazione

In conclusione il sito Voragini.it rilancia l’invito a tutti i romani a collaborare attivamente nell’opera di costante monitoraggio della situazione, inviando prontamente segnalazioni e fotografie all’indirizzo mail: voragini@gmail.com

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