“L’ossessione del governo: cancellare l’IMU a tutti, una misura che, nei grandi numeri, riguarda di più le fasce di reddito alto e certamente penalizza giovani e precari”.
COMUNICATO STAMPA
CASA E IMU. SONO ALTRE LE PRIORITA’ DELLA SOFFERENZA ABITATIVA IN ITALIA: RIGUARDANO SFRATTATI E SENZA CASA.
Dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini.
“Mentre il Paese brucia, nei palazzi del governo si inscena una macabra commedia dell’assurdo. Invece di pensare a chi una casa non ce l’ha o ne viene cacciato perché non è in grado di pagare l’affitto o il mutuo, altra è l’ossessione del governo: cancellare l’IMU a tutti, una misura che, nei grandi numeri, riguarda di più le fasce di reddito alto e certamente penalizza giovani e precari.
Ci sono 650 mila famiglie in attesa di una casa e senza risposta, solo negli ultimi 4 anni ci sono state oltre 200.000 nuove sentenze di sfratto per morosità incolpevole, ogni giorno vengono messe in strada 140 famiglie per sfratto dalla forza pubblica e 9 su 10 di questi sfratti sono per morosità. E’ stato azzerato il fondo sociale per gli affitti: le conseguenze si annunciano drammatiche, con ulteriori 350 mila famiglie gettate nel baratro della morosità, ma il governo non sembra darsi pena di cercare la modesta cifra che servirebbe a rifinanziarlo.
E’ indispensabile l’immediato blocco delle esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole o per insolvenza sui muti per la prima casa.
Serve una politica sociale della casa, cancellata dalla fine di ogni finanziamento all’edilizia residenziale pubblica e dal dissennato processo di dismissione del patrimonio degli enti, sottratti alla locazione a canoni sostenibili.
Un governo riformatore annuncerebbe e finanziarebbe un piano per almeno 500 mila case popolari a canone sociale, prioritariamente attraverso il recupero e il riuso del patrimonio già esistente (ci sono, tra l’altro, decine di migliaia di alloggi pubblici non assegnati perché dichiarati inagibili e che spesso hanno bisogno solo di piccoli interventi).
Sarebbe una grande opera pubblica socialmente utile e un investimento per la ripresa dell’economia.
Anche sull’IMU, chiediamo al governo altre scelte ai fini di indirizzare diversamente il mercato. Si può eliminare l’IMU sulla prima casa per i redditi da lavoro e da pensione, aumentando le detrazioni oggi esistenti; si deve eliminare lo scandalo dell’IMU sulle case popolari; si deve intervenire per abbassare la tassazione sulla casa a chi affitta a canoni calmierati; si deve fortemente inasprire l’IMU sulle case tenute sfitte e sull’invenduto per abbassare i prezzi di affitti e vendite che, malgrado la recessione, sono comunque tenuti artatamente alti, a causa del peso della rendita immobiliare”.
Roma, 16 maggio 2013
Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
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