“Svuotiamo i Bancomat. facciamo una MAG”

C’è una strana medicina che al dominio della finanza sulla vita delle persone fa molto più male di una bastonata allo sportello del bancomat. Si chiama Mutua Autogestione, noi abbiamo fatto il pane con quella di Roma.

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OGNI GIORNO  NEL SITO DI COMUNE-INFO NUOVI ARTICOLI

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SVUOTIAMO I BANCOMAT. FACCIAMO UNA MAG
La ricetta è antichissima ma non sono in molti a conoscerla. C’è una strana medicina che al dominio della finanza sulla vita delle persone fa molto più male di una bastonata allo sportello del bancomat. Si chiama Mutua Autogestione, noi abbiamo fatto il pane con quella di Roma. Perché il pane? Ma è ovvio: per divertirci insieme e per capire come colpire al cuore il sistema che umilia la dignità delle persone e la sottomette all’astrazione delle relazioni sociali dentro le cose, cose così come il denaro PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

DOSSIER/LABORATORIO: FACCIAMO IL PANE INSIEME

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CORPI RIBELLI
La resistenza contro i progetti di estrazione petrolifera nella Riserva mondiale della Biosfera dello Yasunì, in Ecuador, è alimentata ogni giorno da comunità rurali e indigene e da organizzazioni ambientaliste. La loro protesta ha fatto il giro del mondo in agosto dopo la decisione del governo di sinistra di Rafael Correa di dare il via libera alle trivellazioni. Maria Rosa Jijon, da poco nominata direttrice del Centro di Arte contemporanea di Quito, ha intervistato per Comune Miguel Alvear, artista e cineasta ecuadoriano che ha promosso la campagna di comunicazione “Unoxmil”, con le fotografie di corpi nudi, in difesa della Riserva e degli indigeni ARTICOLO, FOTO E VIDEO SONO QUI

I BAR DELLA CONVIVIALITA’
Budapest: splendidi bar, arredati con materiali di riciclo, ospitano mercati del bio o di biciclette, ma anche riunioni di associazioni, cine-club all’aria aperta e concerti PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

AVVIARE UN CAFFE’ DELLE RIPARAZIONI

L’ARCHEOLOGO DEI GIOCATTOLI
Roberto Papetti è un mastro giocattolaio. Non vende giocattoli, ma li costruisce, li studia, li ricerca e li condivide. “I giocattoli sono un bene comune, come le fiabe, non possono essere venduti, appartengono a tutti”. Fischietti, trottole, fucili, flipper, cerbottane, palle e palline, nel laboratorio di Roberto c’è ogni cosa, tutto realizzato con materiali di recupero e di scarto
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QUEL CHE RESTA DEL GIOCO

DOPO VARSAVIA. MOVIMENTI E CONFERENZA CLIMA
Il circo mediatico delle Conferenze delle Parti Onu (Cop) sul cambiamento climatico ha mostrato a Varsavia il suo punto più basso. Poche decisioni e per nulla incisive. Il grido contro dei movimenti cerca nuove forme, tra illegalità legittima e territori PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

IL CLIMA E’ FINITO NEL NOSTRO PIATTO

FACCIAMO RESILIENZA
In ingegneria la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a forze impulsive. In psicologia è la capacità della persona di affrontare le avversità della vita. In ecologia è la capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani come le città, di ripristinare il proprio equilibrio. Nella nostra società essere resilienti significa essere resistenti a un modello di sviluppo che non sta più in piedi. I resilienti, ad esempio, sono quelli che riusciranno a sopravvivere alla prossima crisi energetica, quelli che si riappropriano di gesti, saperi e abitudini che consentono di allungare la vita delle cose. Una comunità resiliente è un gruppo di cittadini e famiglie che provano a scardinare il sistema praticando, concretamente un modo di vivere diverso PER LEGGERE CLICCA QUI

NESSUNA DELEGA
“Troppe scelte vengono fatte sopra le nostre teste senza consultarci. Scelte gravi che lasciano segni indelebili sui nostri corpi individuali e sociali. Loro decidono, noi paghiamo – scrive Francesco Gesualdi – Benché nessuno ricordi di avere mai chiesto niente a nessuno, succede che governo, parlamento, Ue ci urlino in coro che il nostro unico dovere è pagare”. E ttti dicono che non ci sono alternative. “Ma davvero non abbiamo altra scelta? L’unico modo per stabilirlo è smettere di considerare il debito pubblico come un tema da tecnici. Smettere di assegnare deleghe in bianco a politici che vediamo solo in tv o a professori che spuntano fuori dal niente. Smettere di subire le loro decisioni e pretendere di dire la nostra. Dobbiamo uscire dalla logica del popolo amministrato, per recuperare quella di popolo sovrano come prevede la Costituzione” PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

RICICLA LA MODA
Redo è un laboratorio romano di sartoria che si ispira alla filosofia aperta e ribelle di Serpica Naro, il brand ideato da alcune precarie della moda di Milano. Ogni oggetto o capo creato è realizzato con stoffe che le persone del quartiere di Garbatella invece di buttare consegnano al laboratorio, per darle così una nuova vita all’interno di borse, maglie o pantaloni. Dall’anno scorso, Redo utilizza anche scarti industriali come le vele delle barche. Uno spazio, dicono loro, per una moda etica, sostenibile e collettiva. Il cambiamento passa anche per ago, filo e stoffe usate PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

COMUNE ALL’AUDITORIUM
Amiche, amici vogliamo aprire il Cam-Centro uomini maltrattanti a Roma. Mercoledì 4 dicembre alle 21 come Comune-info lo sosteniamo con la serata speciale per il Fiocco bianco all’Auditorium di Roma. Sarà piena di musica, poesia, letture. Per emozionarsi e riflettere, condividere la bellezza, il piacere, la gentilezza, l’ironia e il rispetto che vorremmo in ogni relazione. Acquistate subito qui due biglietti QUI. Diffondete, condividete, portate quanto più persone potete con voi. Vi aspettiamo all’Auditorium PER LEGGERE L’ARTICOLO CHE RACCONTA LE RAGIONI DI QUESTO APPUNTAMENTO CLICCA QUI

EPIDEMIA PATRIARCALE
“Oggi, 25 novembre 2013, per offrire il nostro piccolo contributo affinché venga cancellata la violenza contro le donne – scrive Adriano Petta, scrittore e studioso di storia della scienza e medievalista -, leggiamo ad alta voce la bellissima poesia erroneamente attribuita a Shakespeare, il cui vero autore resta anonimo: l’ho fatta tradurre nelle altre cinque lingue neolatine e in inglese, e ve le propongo qui di seguito affinché possiate diffonderle nella rete”
Per tutte le violenze consumate su di lei…
Per tota la violència que ha patit…
Por toda la violencia que ha padecido…
Por toda a violência que sofreu…
Pour toutes les violences sur elle accomplies…
Pentru toate violenţele avute…
For all the violence imposed on her…
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NON PRENDIAMO QUESTO TRENO
Guardate e soprattutto fate girare questo video divertente: lo chiede la campagna “Taglia le ali alle armi”. Fermiamo gli F-35, non aspettiamo le giornate del voto in parlamento PER GUARDARE IL VIDEO CLICCA QUI

ALLEVAMENTI INTENSIVI, LE DURE IMMAGINI DI “SAMSARA”
Un nuovo documentario mette a nudo la crudeltà degli allevamenti intensivi. La cultura del dominio e del profitto si mostra in tutta la sua spietatezza e precipita nella vita di ogni giorno, tra cibo quotidiano e sconvolgimenti climatici. Le immagini passano da gli allevamenti industriali di molti paesi alle cucine dei fast food e da qui agli scaffali dei supermercati e alle tavole dei ristoranti PER GUARDARE IL VIDEO CLICCA QUI

RICICLIAMO IL MONDO
Milioni di persone in tutto il mondo vivono della raccolta di rifiuti. Quello che fanno nelle città latinoamericane, ad esempio, consente a imprese e stati di risparmiare, ma la loro condizione resta di sfruttati. Ovunque però hanno cominciato ad autorganizzarsi in movimenti PER LEGGERE L’ARTICOLO QUI

FANTASTICO! LAVORI E NON TE NE ACCORGI
Un esempio? Twitter è quotata in borsa e il valore delle sue azioni cresce grazie all’attività di milioni di persone che non ne sono coscienti. La cosiddetta economia della conoscenza è un monopolio privato e non una ricchezza collettiva. Il reddito di base garantito appare come il solo modo per svincolare il benessere, i diritti e la capacità produttiva della società dal contesto di “crisi permanente” del capitalismo attuale. Sette argomenti per capire le ragioni del reddito di cittadinanza PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

IL GOVERNO CRIMINALE DEL TERRITORIO
In queste ore sembra che il problema dei disastri alluvionali sia nella prontezza degli allarmi con cui far scappare la popolazione da territori che sono diventati una trappola mortale. Ma chi si ricorda del nubifragio a Vibo Valentia, in Calabria, nel 2006, destinato a ripetersi, sempre con morti e danni rilevanti, ai primi di gennaio del 2010? Chi si ricorda delle frane e dei morti di Giampilieri, a Messina, i primi di ottobre del 2009? E l’alluvione, con la piena del Bacchiglione, che ha sommerso Vicenza ai primi di novembre del 2010? Abbiamo dimenticato la rovina delle Cinque terre del 25 ottobre 2011, l’alluvione spaventosa che ha colpito Genova il 4 novembre dello stesso anno? PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

IL MONDO E LA STORIA DAL “TRANVETTO” DI ROMA
“… Zeppo di gente e zuppo di odori e sudori, sferraglia tra solitudine e speranza, la sera tardi, la mattina presto. Sali e sei a Islamabad, a Lagos, a Pechino, a Bogotà, a Quito, a Casablanca, a Bucarest, a Tirana, a Kiev, in Montenegro, al Cairo, a Tunisi, in India. La via Casilina è sempre stata un teatro totale: immigrazione ciociara, abruzzese, marchigiana, calabrese e, ora, da tutto il mondo. Rastrellamenti tedeschi, bombardamenti, lotta partigiana, racconti di Pasolini e le vite da baraccati di Ferrarotti. Il Pigneto, Torpignattara, il Mandrione, Centocelle, Angela Linda Zammataro e i rom. Il ’68 e il ’77 hanno avuto qui sedi e strategie. Tutto è stato visto dai finestrini del «tranvetto»…” PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

CHE SIA SOLO L’INIZIO?
I «fatti di Genova» da sempre hanno assunto un carattere esemplare. Fin dal dicembre del 1900 quando lo sciopero generale dei lavoratori genovesi contro la chiusura della loro Camera del Lavoro – il primo sciopero di massa in Italia – determinò la caduta del governo Saracco. E poi nel luglio ’60, quando la rivolta di Genova preparò la caduta del governo Tambroni. Fino al 2001, quando a Genova si mostrò apertamente il volto feroce della globalizzazione dall’alto. Oggi da Genova si leva alto un messaggio che dice che il “servizio pubblico” è un bene comune che non può essere ridotto a mera logica di mercato PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

SBILANCIARE LA LEGGE DI STABILITA’
Il 28 novembre, per la giornata organizzata con la Campagna ZeroZeroCinque, la Campagna Sbilanciamoci! presenta il suo rapporto annuale “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente”. Ovvero rendiamo precaria la loro stabilità PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

IL MESTIERE PIU’ ANTICO
“Sentir ripetere ‘dopotutto la prostituzione – ovviamente femminile – è il più antico mestiere del mondo’ è francamente sconcertante. Per quanto riusciamo ad andare a ritroso nel tracciare le posizioni assunte da donne e uomini nella storia, sembra che il ‘mestiere’ più antico per una femmina sia questo: sciamana, viaggiatrice fra i mondi, collegamento vivente fra terra e spirito, guaritrice. erborista, lettrice di segni, colei che ritrova le cose perdute, artista e poeta. Quella frase dunque è un’enorme stupidaggine e se proprio vogliamo continuare ad usarla, dovremmo dirla così: ‘La prostituzione è uno dei più antichi mestieri dell’era patriarcale’. Che, santo cielo, è finita da un pezzo!” PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

LA FABBRICA IMPOVERITA DELLA FORMAZIONE
(Immanuel Wallerstein) Università: avrebbero dovuto essere luoghi per l’analisi della realtà, sono diventate aziende PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

LO SLOGAN DEL SOCIAL HOUSING
Social housing ha un preciso corrispettivo italiano, solo decisamente meno glamour, che nasce come rimedio alle disuguaglianze sociali: edilizia residenziale pubblica PER LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA QUI

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