Sud Sudan, donne e bambini vittime di attacco in campo sfollati

Non si fermano le violenze, che da dicembre 2013, insanguinano senza tregua il Sud Sudan. Donne e bambini tra le vittime dell’attacco armato in un campo sfollati.

 

COMUNICATO STAMPA 
DONNE E BAMBINI TRA LE VITTIME DELL’ATTACO ARMATO IN UN CAMPO SFOLLATI IN SUD SUDAN. L’ALLARME DI INTERSOS
 
COMUNICATO STAMPA

DONNE E BAMBINI TRA LE VITTIME DELL’ATTACO ARMATO IN UN CAMPO SFOLLATI IN SUD SUDAN. L’ALLARME DI INTERSOS

 

Non si fermano le violenze, che da dicembre 2013, insanguinano senza tregua il Sud Sudan.
Dalle prime ore di questa mattina, a Bor, nello stato del Jonglei, é stato registrato un violento attacco ai danni della popolazione civile all’interno del campo allestito per gli sfollati.
Un gruppo di giovani uomini armati, questa mattina, ha fatto irruzione nel campo, aprendo il fuoco contro i civili. Le vittime sono 48, soprattutto donne e bambini, oltre 50 i feriti.

Gabriel Hilaire, project manager per INTERSOS, al momento dell’attacco, si trovava nel campo per una distribuzione di kit d’emergenza. “Li ho visti arrivare, armati. Hanno iniziato a sparare in mezzo alla gente che aspettava: donne, bambini, anziani inermi. Non abbiamo potuto far altro che correre, ma non tutti si sono salvati” racconta, mentre ancora si sentono i colpi di arma da fuoco a poche centinaia di metri.

Lo staff di INTERSOS si trova a Bor per assistere la popolazione sfollata che vive nel campo. Quasi 5.000 persone, da mesi, vivono qui per sfuggire agli scontri e gli operatori INTERSOS portano avanti attivitá di assistenza, supporto e protezione dei gruppi piú a rischio, donne e bambini, attivitá educative e distribuzioni di beni di prima necessitá.

Tutto il personale INTERSOS adesso è al sicuro.

La situazione nel paese rimane estremamente tesa: l’attaco di oggi a Bor arriva a poche ore dalla notizia che le milizie ribelli hanno riconquistato, dopo violenti scontri con le forze governative, la citta di Bentiu, nello stato di Unity, punto nevralgico per i  giacimenti petroliferi.

A causa dell’insicurezza e delle violenze nel paese, più di 800.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, di queste circa 68.000 vivono nei campi allestiti per accogliere gli sfollati. Quasi  4,9 milioni di persone nel paese stanno subendo le conseguenze di questo conflitto.
INTERSOS esprime profonda preoccupazione per la drammatica crisi umanitaria che il perpetrarsi di queste violenze sta provocando nel paese e condanna fermamente i continui e indiscrimati  attacchi ai danni della popolazione civile, che da mesi paga in vite umane il prezzo di questo conflitto.

INTERSOS opera in Sud Sudan dal 2006 e da quando quando sono iniziati gli scontri a Juba nel dicembre 2013, ha assistito oltre 60.000 persone distribuendo kit d’emergenza con sapone, zanzariere, coperte, taniche per l’acqua, teli di plastica e portando avanti attività di educazione, promozione dell’igiene e protezione di donne e bambini all’interno dei campi di sfollati.

Si può sostenere il lavoro di INTERSOS, nell’emergenza in Sud Sudan:
– con bonifico bancario alla Banca Popolare Etica con le coordinate bancarie: Codice IBAN : IT 07 U 05018 03200 000000 555000.
– Con conto corrente postale N : 87702007 intestato a Intersos, via Aniene 26/A, Roma. 
– Con carta di credito, on line http://intersos.org/sostienici/dona-ora

Per maggiori informazioni:
Ufficio Stampa INTERSOS
www.intersos.org

 

 























CIVILIANS ATTACKED IN A CAMP FOR DISPLACED PEOPLE IN SOUTH SUDAN, MANY VICTIMS ARE WOMEN AND CHILDREN.
 
A violent attack has been reported this morning in Bor, in the state of Jonglei, against the civilian population inside the camp set up for displaced people.
 
A group of young gunmen this morning raided the camp, opening fire on civilians. Victims are 48, mostly women and children, over 50 people are injured.
 
Gabriel Hilaire, project manager for INTERSOS, was in the camp at the time of the attack, for a distribution of emergency kits. “I saw them coming, they were armed . They started shooting in the crowd: women, children, elderly were defenceless. We could not do anything but run” he says, while ha can still hear the blows of firearm at a few hundred meters away.
 
INTERSOS staff is in Bor to assist the displaced population lives in the camp. Nearly 5,000 people live here to escape from clashes. INTERSOS operators here distribute basic need items and carry out activities of education, assistance, support and protection of women and children, the most vulnerable groups.
All INTERSOS staff is now safe.
 
The situation in the country remains extremely tense: today attack in Bor comes a few hours after the news that rebel regained, after violent clashes with government forces, the town of Bentiu, oilfields hub in Unity state.
 
Due to insecurity and violence in the country, more than 800,000 people have been forced to flee their homes, of them roughly 68,000 live inside the camps for internal displaced people. Nearly 4.9 million people in the country are suffering the consequences of this conflict.
 
INTERSOS expresses deep concern about the humanitarian crisis, provoked by the perpetration of violence and strongly condemns the continuous and indiscriminate attacks against civilians, paying with their life the price of this conflict.
 
INTERSOS staff, since the beginning  of the conflict in December 2013 , has assisted over 60,000 people by distributing emergency kits with soap, mosquito nets, blankets, jerry cans, plastic sheet, and daily runs education activities, hygiene promotion campaigns, protection activities for women and children addressed to internal displaced people.
 

To support INTERSOS in the emergency in South Sudan:

  • bank transfer to Banca Popolare Etica using the following banking coordinates: IBAN: IT 07 U O5018 03200 000000 555000555000
  • Post Office current account #87702007, in the name of INTERSOS, via Aniene 26/A, Rome
  • On line credit card donations through our secure server: intersos.org/en/support-us/make-donation

 

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