“A chi serve Comune-info?”

“Di tanto in tanto capita, in questa nostra stravagante avventura “Comune”, che nei colloqui più riservati ci si chieda perplessi, forse anche un po’ imbarazzati: ma insomma chi ce lo fa fare?”

  Newsletter di Comune-info.

 

A CHI SERVE COMUNE-INFO?
Di tanto in tanto capita, in questa nostra stravagante avventura “Comune”, che nei colloqui più riservati – quelli tra gli addetti ai lavori, che (purtroppo) si contano sulle dita di una mano – ci si chieda perplessi, forse anche un po’ imbarazzati: ma insomma chi ce lo fa fare? Ma siamo proprio certi che tutta questa nostra fatica serva a qualcosa? Certo, diverse migliaia di persone aprono ogni giorno le pagine che riusciamo a inventare (con l’aiuto di molti), sul web possiamo perfino contarle: crescono ogni giorno, ogni settimana, ogni mese ma non basta. Non ci basta, perché il nostro non è un lavoro. Forse è una “milidanza” delle parole, come dice Flora in un bel commento all’articolo di Esteva, che richiede molto senso di responsabilità e perfino un certo rigore. La prima regola è rinnovare ogni giorno la domanda giusta: oggi il nostro raccontare improbabili ribellioni del fare è stato utile a qualcuno?

Oggi ci ha scritto Alessandra. Vive da molti anni in Guatemala col marito e il figlio, “che lottano – scrive – contro le miniere e contro l’Enel e le altre imprese straniere che stanno distruggendo il paese”. Sono stati anche minacciati da un ambasciatore italiano e da un dirigente dell’Enel, la Procura per i diritti umani del Guatemala ha ordinato che fossero lasciati in pace. Alessandra ha letto ieri su “Comune” un’altra lettera, quella della mamma di Mattia, uno dei quattro ragazzi, poco più che ventenni, imprigionati e accusati di terrorismo per aver danneggiato, in Val di Susa, l’immagine dell’Italia e un compressore.

Dal Guatemala, un paese meraviglioso in cui, nell’assordante silenzio dei media e delle istituzioni planetarie, è stato consumato un genocidio nei confronti di duecentomila indigeni maya, Alessandra legge Comune-info. È una cittadina italiana, trova vergognoso quel che sta accadendo in Val di Susa, cioè nel suo paese. Vuol far sapere a Mattia e a Cristina, sua mamma, che sabato 10 maggio non potrà essere a Torino ma sarà come se ci fosse. Per farlo ha scelto le nostre pagine e noi ci siamo un po’ commossi.

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CARISSIMO MATTIA, QUANTA VITA RUBATA
Forse dobbiamo chiedere scusa anche noi a Mattia e alla sua mamma, Cristina, se pubblichiamo questa lettera. Siamo stati distratti, non ci sono attenuanti. Non abbiamo la forza di raccontare tutte le ingiustizie del mondo. Nemmeno le più tremende, quelle in cui si toglie la vita o la libertà a qualcuno, a Torino o in Sudamerica non fa differenza, colpevole di difendere le sue idee, una valle fantastica e la libertà di tutti noi. Come è accaduto a Chiara, Claudio, Niccolò e Mattia, i ragazzi rinchiusi in carcere, in regime d’alta sicurezza, con la ridicola quanto micidiale accusa di terrorismo. Sono accusati di aver danneggiato l’immagine dell’Italia e un compressore. Sono accusati, cioè, di resistere alla devastazione di una terra, la Val di Susa, che tanto tempo fa le tv e i giornali, in nome e per conto di molti altri, hanno scelto di condannare sull’altare di un’inutile opera mangiasoldi e mangiamontagne. La ragione di quella condanna è semplice: le relazioni sociali costruite tra la gente che abita la valle sono un pericolo letale per chi si nutre del potere del dominio. Tieni duro, Mattia. A volte si è più liberi dietro un muro che in un deserto di indifferenza, ha scritto Stefano Benni in una lettera. Cerchiamo di tenerlo a mente, soprattutto quando ci capiterà di essere stanchi e distratti LA LETTERA COMPLETA

MILITANZE
Possiamo essere militanti solo perché sosteniamo certe idee e ci sentiamo parte di una comunità? Si può evitare di cadere nella trappola militare e di credersi depositari di una verità rivoluzionaria? Si può lottare contro il potere senza desiderarlo? C’è una militanza triste, che stabilisce frontiere e separazioni, mira alla purezza ideologica, alla competizione, alla paura, al risentimento, al sospetto. E poi c’è un’altra militanza, che ammette elementi tristi ma lascia spazi alla creatività, alla gentilezza, all’amicizia, all’amore. E’ una militanza che sperimenta, lascia entrare il mondo dentro di sé e, a volte, si abbandona al mondo, perché è capace di empatia ed è aperta all’incertezza L’ARTICOLO COMPLETO DI GUSTAVO ESTEVA

LA RABBIA VERA
Molti non si accontentano di arrabbiarsi mettendo la croce su un simbolo e neppure con la croce virtuale on-line. E si autorganizzano in modo spontaneo e senza leader. Accade ovunque, ad esempio per difendere un festival di arte di strada [L’ARTICOLO COMPLETO DI ASCANIO CELESTINI]

GLI INDISCIPLINATI DI EXPO E DI EATALY
Il video dell’azione diretta per il No Expo Days promossa a Milano, nello store di Eataly di piazza XXV Aprile, sabato 3 maggio, sta rimbalzando in rete per diverse ragioni. Perché è un’azione bella e creativa, perché la retorica dell’Expo ha convinto in pochi, perché chi ha cominciato a voler vivere la città in modo nuovo sono in tanti. IL VIDEO

 

RIBELLARSI FACENDO

MONDI DIVERSI ESISTONO. NOI PROVIAMO A RACCONTARLI 

SE I TERRITORI RIPENSANO IL LAVORO
Una raccolta di saggi e racconti di esperienze divisi per settori (beni archeologici, dissesto idrogeologico, beni culturali) con cui avviare inediti laboratori nelle comunità locali. Costruire un mondo diverso tra le rovine del vecchio L’ARTICOLO COMPLETO DI ALBERTO CASTAGNOLA

LA POLITICA DELLE LINEE ROSSE
La crisi ucraina è ormai gravissima. Gli Usa non permettono agli avversari di superare le proprie linee rosse sparse nel mondo. L’annessione della Crimea da parte della Russia dell’odioso Putin è stato un atto illegale, “non è facile trovare nulla di paragonabile in anni recenti, dato che l’invasione dell’Iraq è un crimine enormemente maggiore”, scrive Noam Chomsky. A proposito di illegalità: naturalmente “le minacce Usa violano la Carta delle Nazioni Unite, ma anche la risoluzione dell’Assemblea Generale che condanna la Russia e che gli Usa hanno appena firmato”. Il punto di vista sulla crisi ucraina dell’uomo che, ricorda The Guardian, “insieme a Marx, Shakespeare e la Bibbia, è tra le dieci fonti più citate nella storia della cultura” L’ARTICOLO COMPLETO DI NOAM CHOMSKY

UNA SCUOLA NELLA FATTORIA
Milano: orti e animali nella didattica della Rinnovata Pizzigoni, dove l’apprendimento è deduttivo e non induttivo. Per questo, ad esempio, il latte si studia visitando una stalla di un agriturismo; il pane seminando, raccogliendo, macinando e cucinando; si coltivano poi piante da orto e medicinali; si fabbrica il sapone per capire com’è fatto; ci si prende cura di un apiario per conoscere le api, il miele e la cera. Allo stesso modo la storia e la geografia si studiano viaggiando e visitando musei e monumenti

CI VORREBBE UN ORTO IN OGNI SCUOLA
 

INVALSI: L’APPRENDIMENTO COME UN CODIE A BARRE

 SPAZI ABBANDONATI? BENI COMUNI
Gestione delle pro­prietà del patri­mo­nio del comune per­ce­pite come «beni comuni» attra­verso la frui­zione col­let­tiva di asso­cia­zioni e gruppi che ne faranno richie­sta, inclu­sione nella cate­go­ria di «beni comuni» degli spazi pri­vati abban­do­nati. Que­sto l’oggetto di due deli­bere di giunta che ver­ranno sot­to­po­ste al voto del con­si­glio del Comune di Napoli. Del resto, l’articolo 42 della Costituzione è chiaro: la pro­prietà ha tutela giu­ri­dica solo se ha fina­lità sociali. Di certo, provvedimenti come questi sono la conseguenza dell’autogestione sempre più diffusa, determinata e creativa di spazi sociali e culturali in molte città L’ARTICOLO COMPLETO

LA RESISTENZA SPIEGATA AI RAGAZZI
E’ morta appena pochi mesi fa, a 101 anni. E per tutta l’ultima parte della sua lunga intensa vita ha lavorato alla memoria della Resistenza, lei che da ragazzina era stata staffetta partigiana. Giovanna Marturano, ancora un anno fa con il suo piglio ribelle e quel modo diretto di raccontare la sua esperienza quasi fosse pur con tutte le tragedie vissute una bella favola, aveva volentieri con il collettivo Todomodo, che fa produzioni audiovisive dal basso e in crowfunding, raccontato la sua vita in un documentario (con i disegni di Maurizio Ribichini) che oggi viaggia nei festival e nelle rassegne in tutta Europa e soprattutto nelle scuole per raccontare ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie e delle superiori cosa è stata la Resistenza L’ARTICOLO COMPLETO

MAI PIU’ TERRE ABBANDONATE
Puglia: norme per favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura. Del resto, sempre più persone sono convinte che il mondo si cambia anche a partire dal cibo, ovvero prendendosi cura dell’ambiente, della biodiversità, della salute delle persone, della qualità della vita di tutti. Nelle crepe del mercato globale, tra l’appiattimento dei gusti e “l’importante è consumare”, in tutte le regioni ritrova spazio il mestiere del contadino, come dimostrano gli ultimi dati Istat sull’agricoltura, in particolare quella a conduzione familiare. Per questi motivi il loro ritorno alla terra non è una semplice moda. Alcuni enti locali, tra limiti, ritardi e contraddizioni, si vedono costretti a inseguire questo ritorno, anche per affrontare quello che resta il principale problema: l’accesso alla terra LA NOTIZIA COMPLETA

POTREBBE ESSERE DELHI, SIAMO A ROMA
A volte basta infilare una stradina sterrata della periferia di una metropoli, seguendo indicazioni scritte in hindi, per scoprire pezzi di città impensabili. Un foto-reportage di Adamo Banelli per Comune-info [FOTO-REPORTAGE]

BARATTIAMO LE VACANZE
Se la Settimana del baratto ha raggiunto lo scorso novembre la sua quinta edizione, c’è un baratto che dura tutto l’anno. È quello offerto da ottocento gestori di bed&breakfast di tutta Italia, che offrono soggiorni gratuiti a chi sia disposto a concedere in cambio il proprio tempo e abilità, oppure beni di cui intende disfarsi LA NOTIZIA COMPLETA

RISTORANTE A RIFIUTI ZERO
Al Sandwich-Me-In di Chicago tutto ciò che si usa viene recuperato, riutilizzato o riciclato, dagli scarti alimentari che finiscono nel compost, alle bottiglie di detersivo, dalle stoviglie, alla carta dei vassoi. Ma soprattutto viene fatto un lavoro di riduzione dei rifiuti a monte, cucinando in casa tutti i piatti del menù, evitando qualsiasi materiale inutile, come il packaging eccessivo. Inoltre il Sandwich-Me-In si serve di energia proveniente da fonti rinnovabili e propone unicamente prodotti locali NOTIZIA E VIDEO

BIKING & WALKING IN CITTÀ
Usa: inchiesta dal basso sui progetti degli Stati per cicilisti e pedoni. Una cosa è sicura: nel paese dove più di vemt’anni fa è nata la Critical mass il numero di pendolari in bici è aumentato del 60 per cento dal 2000 LA NOTIZIA COMPLETA

“NON DISTURBATE IL CONDUCENTE”
Follie e misteri della ciclabilità alla romana. ARTICOLO E FOTOGRAFIE DI ROTA FIXA

L’UNITÀ DI MISURA DELLA BUONA SOCIETÀ
La giu­sti­fi­ca­zione pri­ma­ria di un red­dito di esi­stenza uni­ver­sale sta nella sua poten­ziale capa­cità di libe­rare l’individuo dal ricatto dell’impoverimento e rico­no­scere, così, la dignità della per­sona al di fuori dal mer­cato L’ARTICOLO COMPLETO

PERSONE
Prima di essere lavoratori (precari) alle dipendenze di qualcuno o disoccupati, ma anche prima di essere consumatori o elettori, siamo persone. Una raccolta di articoli dedicati ai lavoratori e all’universo del lavoro LA RACCOLTA COMPLETA DI ARTICOLI

 

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