Emergenza Ebola, in Sierra Leone epidemia fuori controllo

In Sierra Leone l’epidemia di Ebola è fuori controllo. Secondo i dati ufficiali al primo ottobre, in Sierra Leone oltre 2.070 persone hanno contratto l’Ebola e ogni giorno ci sono più di 30 nuovi malati.

SIERRA LEONE: EMERGENZA EBOLA
EMERGENZA EBOLA: IL LAVORO DI EMERGENCY
AL CENTRO DI LAKKA IN SIERRA LEONE
Lo staff del Centro di EMERGENCY per malati di Ebola a Lakka (Sierra Leone) al lavoro
In Sierra Leone l’epidemia di Ebola è fuori controllo.
Secondo i dati ufficiali al primo ottobre, in Sierra Leone oltre 2.070 persone hanno contratto l’Ebola e ogni giorno ci sono più di 30 nuovi malati.
Nel Centro per i malati di Ebola che abbiamo aperto a Lakka lo scorso 18 settembre ci sono al momento 13 pazienti ricoverati.
Anche un membro del nostro staff internazionale è risultato positivo al virus Ebola. Il nostro collega, un pediatra ugandese che lavora da tempo con noi, ha iniziato il trattamento presso il Centro di Lakka ed è stato trasferito giovedì in Germania per proseguire le cure.

“Per evitare la diffusione del virus e la contaminazione, tutto il personale impiegato nel Centro ha seguito una formazione specifica sui protocolli di protezione, sull’utilizzo dei dispositivi di protezione personale e sul corretto movimento nei percorsi obbligati all’interno del Centro“, spiega Luca, coordinatore di Emergency in Sierra Leone. “Tuttavia, nessun intervento sanitario durante un’epidemia di questo genere può essere considerato totalmente privo di rischi“.

Tutto lo staff, nazionale e internazionale, è impegnato a far fronte a una gravissima crisi umanitaria che non ha precedenti, assicurando le cure necessarie ai malati nel Centro di Lakka e nel Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, che da due mesi è l’unico ospedale funzionante in tutta l’area di Freetown.

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OGNI GIORNO È 3 OTTOBRE
“Un anno fa, 368 tra uomini, donne e bambini morivano annegati al largo della spiaggia dei Conigli di Lampedusa. Di quella giornata ricorderemo sempre la straziante fila di sacchi di plastica allineati in un hangar grigio, le lacrime dei soccorritori. E dolore, rabbia, polemiche, promesse. Poi, come troppo spesso accade quando si parla di migranti, è tornato il silenzio. Fino alla strage successiva, fino a quella dopo ancora. E magari la prossima strage la chiameremo ancora ‘tragedia’: per non dover affrontare il problema, per non ammettere che ogni giorno è il 3 ottobre. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, infatti, nel 2014 sono 3.072 le persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Ogni giorno che passa senza trovare una soluzione rischia di essere un nuovo 3 ottobre“.

Cecilia Strada
Presidente di Emergency

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