“Come pensa la classe dominante”

Dobbiamo comprendere che la grave situazione in cui viviamo non è una parentesi. Niente funzionerà più come prima del 2008. È probabile che stiamo entrando in un sistema forse anche peggiore del capitalismo”.

 

NEWSLETTER DI COMUNE-INFO.

 

MONDI DIVERSI ESISTONO. NOI PROVIAMO A RACCONTARLI

 

COME PENSA LA CLASSE DOMINANTE
Dobbiamo comprendere che la grave situazione in cui viviamo non è una parentesi. Niente funzionerà più come prima del 2008. È probabile che stiamo entrando in un sistema forse anche peggiore del capitalismo, una sorta di economia della rapina, più simile al modo in cui funzionano le mafie del narcotraffico che ai modelli imprenditoriali che abbiamo conosciuto nella maggior parte del XX secolo. La crisi è stata provocata da los de arriba, quelli che stanno in alto, per continuare a restarvi, a essere classe dominante. Vogliono farlo a spese dell’umanità intera e sono disposti a creare anche un’ecatombe demografica pur di togliere di mezzo o far scomparire tutto quel che limita i loro poteri e intralcia i loro piani. A noi non resta altra strada che organizzare il nostro mondo nei nostri spazi/territori L’ARTICOLO COMPLETO DI RAÚL ZIBECHI

L’ADESIONE DI RAÚL ZIBECHI ALLA CAMPAGNA 2014 DI COMUNE: RIBELLARSI FACENDO

 

LA RIBELLIONE INVISIBILE DELLE DONNE
La più profonda delle crisi che stiamo attraversando, quella che definisce e segna tutte le altre, è la crisi del regime patriarcale degli ultimi cinque mila anni. Per questo la violenza e l’oppressione che si intensificano e che si manifestano in ogni dove colpiscono maggiormente le donne. Al contrario, difficilmente si percepisce la reinvenzione dal basso, quella che la gente comune mette in atto nel momento in cui riprende il controllo della propria vita e scopre che il modo migliore per resistere è quello di costruire una nuova società: in questo processo di cambiamento profondo, che tenta di riorganizzare la società a partire dalla base, le donne hanno acq uisito un ruolo sempre più importante L’ARTICOLO COMPLETO DI GUSTAVO ESTEVA
 

 

T-TIP VUOL DIRE MENO TUTELE
Il nuovo accordo commerciale Usa-Ue ha diversi obiettivi non dichiarati ma evidenti: liberare le mani alle imprese, aprendo mercati d’oltreoceano ma soprattutto intaccando quei settori che fino ad oggi si sono in parte salvati dall’aggressività del profitto (regolamentazioni ambientali, sociali e fitosanitarie; servizi pubblici; appalti pubblici); aumentare la competitività abbattendo i costi attraverso la messa in competizione non solo delle imprese, ma di interi Paesi. Sabato 8 novembre, assemblea nazionale della campagna Stop T-tip a Roma L’ARTICOLO COMPLETO DI ALBERTO ZORATTI E MONICA DI SISTO
 

 

PRECARIETÀ E FARE UTOPIA, QUI E ORA
Un laboratorio per condividere pensiero critico e progetti di trasformazioni sociale che ha come filo conduttore il tema della precarietà. Si chiama “Future Lab/Quali facce ha la precarietà?” ed è organizzato a Ferrara da Teatro Nucleo sabato 15 novembre. Future Lab fa parte della famiglia dei metodi partecipativi ed è un metodo basato sull’idea di pensare e fare utopia, insieme, ora LA NOTIZIA COMPLETA

 

I RIBELLI DEI GAP, GRUPPI DI ALLACCIO POPOLARE
Assicurare lauti dividendi agli azionisti entro fine anno, si sa, è un mestiere faticoso. La corsa al profitto di Acea, ad esempio, si fa riducendo al minimo gli investimenti necessari alla rete idrica ma soprattutto andando a “caccia di morosi” (precari, disoccupati ovviamente): ogni settimana Acea effettua a Roma distacchi per far tornare i (suoi) conti, in modo che “l’utente”, possa scegliere: saldare o morire di sete? Quello che Acea e i suoi amici non hanno previsto nei loro business plan è l’autorganizzazione dei cittadini. che resistono alla violazione di un diritto umano. “Da oggi Super Mario è tornato, per garantire il diritto all’acqua a tutte e tutti, a fianco dei Gruppi di Allaccio Popolare” L’ARTICOLO COMPLETO
 

IL PIÙ GRANDE VENDITORE D’ACQUA

CHI RUBA L’ACQUA AI PALESTINESI? ACEA

 

UN NUOVO ORDINE MONDIALE POST-STATUNITENSE
L’elettorato Usa ha punito il presidente Obama. Trionfa il populismo dei Repubblicani. Per contestualizzare e per capire quello che sta accadendo, bisogna andare oltre i dati elettorali. Come spiega Raúl Zibechi, viviamo un tempo che la storia ricorderà come il tramonto dell’egemonia indiscussa del potere degli Stati Uniti sul pianeta. Lo dimostrano crisi e conflitti come quelli esplosi in Ucraina e Venezuela (LEGGI C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA), ma anche l’annessione dell’Europa alla zona del dollaro con il T-tip fa parte di questo copione. La nascita di un ordine mondiale post-statunitense ha i suoi pilastri nel continente asiatico e sembra volersi fondare su un patto tra Cina, Russia e India (LEGGI ASIACENTRISMO)

 

FACCIAMO USCIRE LA SCUOLA DALLE AULE
Il Centro Territoriale Mammut di Scampia da otto anni si ostina a proporre attività di apprendimento attivo in strada, dal teatro alla ciclofficina alle lezioni di italiano per migranti. Il dopo non scuola del Centro Pandora, a Forte Marghera, promuove attività per adulti e bambini mirate all’educazione alla libertà e alla conoscenza delle pratiche artigiane; il centro si trova all’interno di un parco, importante polmone verde in un’area fortemente urbanizzata. L’associazione Ibby Italia si è messha si è messa in testa di contrastare la marginalità attraverso azioni di promozione alla lettura e in questi mesi prova a costruire una biblioteca di libri per bambini e ragazzi a Lampedusa, la prima dell’isola. Queste esperienze hanno almeno una cosa in comune: coltivare un modo di fare educazione che promuova ogni giorno la libertà e l’autodeterminazione del singolo ARTICOLO E RADIOTRASMISSIONE
 

APPRENDERE FACENDO / DOSSIER

PERCHÉ NON PARTECIPO ALLA BUONA SCUOLA
 

PARTIRE DALL’AULA PER SCRIVERE LA CITTÀ
Immaginare, esplorare, rallentare il tempo, e soprattutto raccontare, cioè disegnare e scrivere insieme. Provate ad accompagnare bambini e bambine a osservare piazze e vicoli, sbirciare nei negozi, conversare con una statua, un albero o una fontanella. Insomma, usciamo dalle scuola con uno zainetto carico di domande e una merenda: la città ne ha bisogno L’ARTICOLO COMPLETO DI MICHELE D’IGNAZIO
 

 

GLI ASINI VOLANO SU BORGHETTO SAN CARLO
Roma, Borghetto San Carlo, 22 ettari sulla via Cassia abbandonati e sotto scacco del costruttore Mezzaroma. Cittadini e giovani agricoltori hanno con pazienza, creatività e ostinazione sollevato il problema, immaginato alternative, raccolto firme, promosso iniziative creando poco a poco nuove relazioni sociali. All’inizio non li credeva nessuno quando dicevano: “Ci riprendiamo le terre”. Poi anche il Comune di Roma ha dovuto prendere atto delle loro idee e dei loro diritti. Nei giorni scorsi sono stati resi noti i vincitori di un bando del Comune che affida tre lotti per quindici anni. In quei lotti sono previste diverse attività: vendita diretta di prodotti a km0, fattorie didattiche e centri estivi per ragazzi, orti sociali, reinserimento lavorativo di persone “svantaggiate”, agri-ristoro e parco avventura. Una bella soddisfazione per la cooperativa Agricola Coraggio che si è aggiudicata il lotto presso Borghetto San Carlo: dopo due anni di lotte collettive per il diritto alla terra, la giovane cooperativa – che insieme ad altri ha contributo a mettere al centro il tema dell’agricoltura urbana a Roma – racconta qui la sua bella storia. “Se le terre pubbliche saranno assegnate ai giovani agricoltori … gli Asini voleranno!”, dicevano sperando … L’ARTICOLO COMPLETO
 

LA TERRA È DI CHI LA VIVE
Accade nel nord e nel sud del mondo, nelle metropoli come nei paesi. Sempre più persone sono stanche di aspettare, hanno smesso di delegare il cambiamento. Nell’agro romano, ad esempio, c’è chi ha cominciato un percorso di liberazione con un Presidio permanente popolare, mettendo in comune idee, tempo e ribellioni per una “custodia sociale” della Valle dei Casali attraverso gli strumenti degli “usi civici” e delle “comunanze”. “Se è la Terra che ci dà cibo, aria e vita – dicono quelli del Presidio – da chi vogliamo che sia gestita? Da chi finora l’ha sfruttata, distrutta e avvelenata? Da chi la vuole svendere dopo averla cementificata? O da chi quella stessa terra la vive, la cura e la difende? L’ARTICOLO COMPLETO DI TERRA RIVOLTA
 

«LA TERRA È VOSTRA. PRENDETELA!» 

GRUPPI DI ACQUISTO DI TERRENI

 

UN’ARANCIA TIRA L’ALTRA, FINO A PARIGI
Storie di agrumi che attraversano le Alpi collegando produttori siciliani, Gas italiani, cittadini e Amap francesi in un inedito e splendido incrocio transalpino di consumo critico L’ARTICOLO COMPLETO DI ANDREA SAROLDI
 

ARANCE EQUO ANIMATE

 

IL RIFIUTO CREATIVO DELL’IDEOLOGIA DEL LAVORO
La vita moderna ha per fulcro il lavoro salariato. La propaganda neoliberale ha speso molte energie per una campagna ideologica con cui fare del lavoro il centro di tutto, la strada per accedere al credito e ai beni. Malgrado questo, sempre più persone quando non sono al lavoro per soldi, sono impegnate duramente su progetti che hanno scelto, in cui possono creare e, lavorando gratuitamente, smettono di sostenere l’ideologia del lavoro. Capita, ad esempio, negli spazi di riparazione di bici fai da te, negli orti comunitari, nei progetti di software libero indipendente. E quando la vita quotidiana comincia a basarsi su “collettività orizzontali autogestite nei luoghi di lav oro, nel vicinato, nelle scuole, città”, spiega Chris Carlsson, la trasformazione sociale è enorme L’ARTICOLO COMPLETO DI CHRIS CARLSSON
 

 

RÉMI VIVE. ANCORA RABBIA IN TUTTA LA FRANCIA
Grandi mobilitazioni nello scorso week-end. Un articolo su Rémi, ucciso da una granata stordente lanciata dalla polizia a Testet, nei pressi del cantiere dove le autorità francesi vogliono costruire la mega-diga di Siviens. Nei commenti, il link sulle ultime proteste LA NOTIZIA COMPLETA
 

 

LA CRISI SIAMO NOI
Dobbiamo lavorare più velocemente, dobbiamo fare tutto più velocemente. Soltanto così riusciremo a produrre più profitto per il capitale. Oppure possiamo dire che ci sono cose più importanti nella nostra vita, possiamo mettere una barriera alla velocità che ci impone. È questa la crisi del capitale. Il nostro rifiuto si esprime in molte forme. Non solo nelle grandi proteste ma anche nelle piccole crepe in cui cerchiamo di vivere in un altro modo. Possiamo ribellarci ma fino a quando accetteremo il dominio del denaro, il capitale proverà a riappropriarsi della nostra ribellione. Come possiamo rompere quel dominio? È questa la vera sfida della crisi del mondo contem poraneo. Non abbiamo risposte ma dobbiamo continuare a cercare IL SAGGIO COMPLETO DI JOHN HOLLOWAY
 

 

CITTADINI E DISSESTO IDROGEOLOGICO
Da Carrara a Roma, da Genova a Parma, l’autorganizzazione dei cittadini nei territori resta una delle risposte più importanti e urgenti contro il dissesto idrogeologico L’ARTICOLO COMPLETO DI ALBERTO CASTAGNOLA
 

 

QUANDO NASCE LA CUCINA POPOLARE ITALIANA?
Giacomina, staffetta antifascista, ha ottantanove anni. Qui parla della sua storia fatta di dolore, orgoglio e coraggio mentre cucina la pasta rasa, piatto della bassa reggiana, madre povera dei cappelletti. “Nel fascismo non si mangiava bene, non c’era niente, non c’era caffè, non c’era olio”, dice. Quel periodo è stato di fatto una cesura per la cucina popolare italiana: anche per questo oggi viviamo l’epoca del cibo di plastica. Tuttavia, quella cucina, quello sguardo sul mondo – grazie a molti e molte, come Giacomina – è ancora in grado di cambiare il nostro rapporto con la vita VIDEOINTERVISTA
 

 

DISUMANITÀ E ILLEGALITÀ DI ITALIA E SPAGNA
Mentre i media guardano ai nuovi sbarchi in Sicilia, poco più in là a Bari, Ancona, Venezia, così come nell’enclave spagnola di Melilla, centinaia di persone vengono respinte illegalmente, ogni giorno, in Grecia oppure in Marocco ARTICOLO E RADIOTRASMISSIONE

 

I SEMI IN MANO AI CONTADINI
Milioni di contadini e contadine in tutto il mondo, spiega Vandana Shiva, tutelano la biodiversità e si ribellano alle imprese che vogliono controllare cibo e semi. Il futuro è dell’agro-ecologia: scambio di semi tradizionali, produzioni differenziate, niente Ogm e fertilizzanti chimici ma tanti agricoltori su piccoli appezzamenti di terra L’ARTICOLO COMPLETO

QUASI QUASI MI FACCIO UNA BANCA. DI SEMI

 

 

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