Case popolari all’asta, ‘il decreto sarò modificato’

Dopo le mobilitazioni di queste settimane la Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini ha avuto un incontro, lungo e approfondito, presso il Ministero della infrastrutture.

 

Comunicato Stampa – 26 novembre 2014

VENDITA ALL’ASTA DELLE CASE POPOLARI: IL DECRETO VERRA’ MODIFICATO.
L’UNIONE INQUILINI: SI TRATTA DI UN RISULTATO IMPORTANTE DELLA MOBILITAZIONE. RAGGIUNTO IL PRIMO OBIETTIVO: DI FATTO, IL DECRETO E’ CONGELATO E SI RIAPRE LA PARTITA ANCHE CON LE REGIONI E LA CONFERENZA UNIFICATA.
Dichiarazione di Walter De Cesaris – segretario nazionale Unione Inquilini.

“Dopo le mobilitazioni di queste settimane, che hanno visto una fortissima partecipazione degli assegnatari, questa mattina la Segreteria Nazionale dell’Unione Inquilini ha avuto un incontro, lungo e approfondito, presso il Ministero della infrastrutture, con il Dott. Novara, capo della segreteria e il Dott. Seta capo segreteria tecnica del Ministro Lupi, appositamente delegati. L’Unione Inquilini ha ribadito il merito delle critiche avanzate allo schema di decreto applicativo dell’articolo 3 della Legge 80 del 2014, in particolare per i rischi e le conseguenze connesse al meccanismo introdotto della vendita all’asta degli alloggi; la mancanza di una tutela assoluta e generalizzata a rimanere nell’alloggio, per tutti coloro che hanno diritto per reddito e condizione a stare in una casa popolare, anche se non si acquista; il riferimento ai prezzi di mercato. I rappresentanti del Ministro hanno annunciato che le questioni sollevate sono condivisibili e che sono in corso approfondimenti che stanno già portando a modifiche del testo.
Ne consegue che, nei fatti, il testo su cui si era definita l’intesa nella Conferenza Unificata è superato. Ogni modifica, infatti, deve di nuovo essere oggetto di intesa con Regioni e Comuni. Le proteste e le mobilitazioni di queste settimane hanno pertanto prodotto il risultato fondamentale di rimettere in discussione una materia che sembrava già essersi conclusa, con conseguenze molto pesanti, secondo noi, per il futuro del comparto dell’edilizia residenziale pubblica e più in generale per il diritto alla casa e la coesione sociale. Dal “congelamento” di fatto del decreto che era stato presentato e licenziato ad ottobre dalla Conferenza Unificata, dobbiamo passare a un altro testo che preveda nero su bianco la tutela assoluta che un nucleo familiare che ha il diritto a stare in una casa popolare deve poter restare, in ogni caso, nell’alloggio e non può essere posto in una condizione di precarietà abitativa. Ancora non è stato trasmesso alla Conferenza Unificata, invece, il decreto sul piano di recupero degli alloggi ERP in degrado o peggio vuoti perché inagibili (sono circa 40 mila). Come Unione Inquilini, abbiamo chiesto che questo intervento, i cui tempi di esecuzione sono già scaduti, venga accelerato.
L’Unione Inquilini ritiene che la priorità oggi è l’aumento dell’offerta di alloggi a canone sociale e non le vendite che vanno sospese, prioritariamente occorrerebbe intervenire almeno per recuperare gli alloggi che sono disponibili ed è uno scandalo che siano vuoti in una condizione di fabbisogno sociale così pesante.”
Sul decreto si riapre la partita anche con le Regioni e gli enti locali che, dopo aver improvvidamente dato il proprio consenso a un testo socialmente molto negativo, adesso stanno ponendo maggiore attenzione alla questione.
Già due importanti Regioni, come la Campania e il Lazio si sono mosse, e non a caso a seguito di mobilitazioni dell’ Unione Inquilini. La mobilitazione, pertanto, continua.
Nelle assemblee che abbiamo già convocate per i prossimi giorni, assumeremo le conseguenti decisioni.”
 

 

Unione Inquilini – Segreteria Nazionale
 

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