Sfratti, ‘necessario sospendere per il 2015 esecuzioni forzate’

“Il governo ha accolto un ordine del giorno che impegna a rinnovare per tutto il 2015 la proroga degli sfratti per finita locazione per i nuclei svantaggiati, estendendola anche alla morosità incolpevole”.

 


Comunicato Stampa
SFRATTI: E’ NECESSARIO SOSPENDERE PER IL 2015 LE ESECUZIONI FORZATE PER FINITA LOCAZIONE E MOROSITA’ INCOLPEVOLE.
LA CAMERA APPROVA ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DALL’UNIONE INQUILINI E PRESENTATO DALL’ON. MORASSUT (PD).


Dichiarazione di Walter De Cesaris, segretario nazionale Unione Inquilini.



“In sede di approvazione della Legge di Stabilità, il governo ha accolto un ordine del giorno, da noi proposto e presentato dai parlamentari del PD, che impegna a rinnovare per tutto il 2015 la proroga degli sfratti per finita locazione per i nuclei svantaggiati, estendendola anche alla morosità incolpevole.
Parliamo di nuclei con redditi bassi, anziani ultrasessantacinquenni, malati terminali, portartori di handicap, presenza di minori, che, di fronte allo sgombero forzoso dell’alloggio non hanno alternativa allo smembramento del nucleo familiare o alla strada.
Ricordiamo che ogni giorno in Italia si eseguono con la forza pubblica almeno150 sfratti e per circa l’80% dei casi, le amministrazioni locali non forniscono alcuna assistenza, anche nel caso dei nuclei svantaggiati, che per reddito e condizioni familiare avrebbero diritto a un percorso di accompagnamento sociale, come prescrive la legge (da ultimo il comma 5 dell’articolo 6 della Legge 124 del 2013).
La condizione della sofferenza abitativa nel Paese è, infatti, assolutamente drammatica e testimoniata dal bollettino di guerra degli sfratti emessi che ogni anno registra un ulteriore incremento: dal 2008, anno dello scoppio conclamato della crisi, gli sfratti emessi sono passati da circa 40 mila a sfiorare ormai gli 80 mila l’anno.
La fotografia è impietosa. una recentissima indagine di Nomisma afferma che, a causa della recessione, gli affitti delle abitazioni si sono ridotti del 12,5% negli ultimi 5 anni. Malgrado questo raffreddamento dei prezzi, gli sfratti per morosità, però, sono cresciuti nello stesso periodo di oltre il 40% (passando da circa 50 mila a oltre 73 mila).
Anche le misure introdotte nel 2014, dopo una lunga vertenza con il governo, che hanno consentito di istituire un fondo per la morosità incolpevole e previsto la predisposizione di elenchi da inviare ai prefetti per i provvedimenti di graduazione delle esecuzioni, da un lato ha risorse del tutto inadeguate e dall’altro sono ancora largamente inapplicate in sede locale.
Un anno di sospensione degli sfratti per finita locazione e per morosità incolpevole deve servire come primo passo per una strategia di aggressione alle cause strutturali della sofferenza abitativa in Italia, che è fondamentalmente data dalla carenza di abitazioni sociali, valutata dai comuni italiani in almeno 700 mila.
Il primo passo deve essere il recupero dei 40 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, oggi non assegnati perché inagibili per predisporre infine un più ambizioso piano nazionale di incremento dell’edilizia sociale attraverso il recupero e il riuso a fini abitativi dell’enorme patrimonio pubblico inutilizzato.
Ora il governo, dopo aver detto si all’ordine del giorno, nel decreto mille proroghe di fine anno, vari la sospensione degli sfratti e permetta una boccata di ossigeno indispensabile a dare lo spazio temporale per affrontare alla radice il problema del passaggio da casa a casa per tutti i nuclei che ne hanno diritto.


Unione Inquilini – Segreteria Nazionale – Roma 1 dicembre 2015

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