“Rabbia e pazienza radicale”

” La diffusione, la determinazione, la creatività, il coraggio delle proteste contro le impunità della polizia, che si sono moltiplicate negli ultimi mesi negli Stati Uniti, non hanno molti precedenti”.

NEWSLETTER DI COMUNE-INFO.

 

RABBIA E PAZIENZA RADICALE
Forse sta per succedere qualcosa di nuovo, qualcosa che abbiamo sognato da tempo. La diffusione, la determinazione, la creatività, il coraggio delle proteste contro le impunità della polizia, che si sono moltiplicate negli ultimi mesi negli Stati Uniti, non hanno molti precedenti. Questo è un movimento di tartarughe che si ostina ad andare avanti passo dopo passo attraverso quella che Chris Carlsson chiama radical patience. Non è la pazienza dell’attesa o dell’essere passivi, ma la pazienza di chi ha capito che si tratta di uno sforzo di lunga durata, che cambia la società in profondità, Qualcosa che nasce dalla rabbia, la rabbia contro il razzismo, l’impunità, la militar izzazione, l’iniqua distribuzione delle ricchezze, le devastazioni ambientali. Per dirla con Raúl Zibechi, è la rabbia ciò che ci può far superare la soglia dell’impossibile, non il programma né la lucida analisi. È la rabbia la forza motrice delle lotte in ogni angolo del mondo. Risuonano la parole che giungono in questi giorni da uno stravagante festival nel sud del Messico, “sempre di più ci unisce il dolore ma anche la rabbia“. A differenza dal movimento Occupy, che ha creato degli spazi fissi, questa nuova ondata di proteste comprende molte azioni mobili, tattiche di colpisci e fuggi, azioni dirette nonviolente, pianificate e disciplinate in modo impressionante. M igliaia di persone comuni, ad esempio, hanno imparato a bloccare le strade. “La rabbia sta montando e la pazienza, quella di tipo radicale, sarà ciò che manterrà alta la pressione… Il 2015 sarà proprio interessante” L’ARTICOLO COMPLETO DI CHRIS CARLSSON
 

CREPE E RIVOLTE Chris Carlsson e John Holloway
 

 

ELOGIO DEL TEMPO PERSO
Smettiamola di rubare il tempo ai bambini. Abbiamo tutti bisogno di un tempo diverso: libero, creativo, lento, all’aria aperta, durante il quale creare insieme giochi, oggetti, ricette. Un tempo per cambiare il mondo L’ARTICOLO COMPLETO DI SANDRA DEMA

CITTÀ E SCUOLE SENZA OROLOGI Gianluca Carmosino

QUEL CHE RESTA DEL GIOCO Franco La Cecla

CI VUOLE IL TEMPO CHE CI VUOLE Luciana Bertinato

APPRENDERE FACENDO
 

 

LUCI DI RIBELLIONE E DI RESISTENZA
“Tutto quello che vogliamo come popolo dobbiamo costruirlo tra di noi. Proprio come stanno facendo i familiari degli assassinati e desaparecidos di Ayotzinapa che costruiscono la ricerca di verità e giustizia… – scrivono gli zapatisti – La speranza non sta in un uomo o una donna individualmente, come vorrebbero farci credere quelli che ci dicono ‘Vota per me’ oppure ‘entra in questa organizzazione perché noi vinceremo’. Bisogna costruire e far crescere l’organizzazione in ogni luogo in cui viviamo… La guerra mondiale del capitalismo, in tutto il mondo incontra persone che si ribellano e che resistono e si organizzano secondo i propri modi di pensare, secondo il luogo, secondo la storia, a modo loro … Come si rialza chi cade? Come si costruiscono la democrazia, la giustizia e la libertà? Non c’è un sola risposta… Adesso, e anche da un po’ di tempo, vediamo che in tanti angoli del mondo si accendono luci. Luci di ribellione e resistenza. A volte piccole come la nostra. A volte grandi. A volte flebili. A volte sono un fulmine che si spegne rapidamente. A volte continuano e continuano senza spegnersi nella memoria. In queste luci si avvicina il domani che sarà molto diverso… ” [LO STRAORDINARIO INTERVENTO DEL SUBCOMANDANTE MOISES AL PRIMO FESTIVAL MONDIALE DELLE RESISTENZE E DELLE RIBELLIONI CONTRO IL CAPITALISMO]
 

UNA DANZA COMUNE DELLA DIGNITÀ Gustavo Esteva

 

LA CASA DEL SAPONE
Nella Casa del sapone di Seravezza (Lucca) si erogano detersivi bio completamente sfusi per la pulizia della casa e per l’igiene personale. In questo comune di 13.500 abitanti cittadini e amministrazione hanno preso molto sul serio la sfida della sobrietà: la raccolta differenziata porta a porta è arrivata al 72 per cento, la mensa scolastica utilizza solo prodotti bio di stagione e a filiera corta, i bambini bevono l’acqua del sindaco (rigorosamente in caraffa), ci sono anche il Piedibus e il mercato contadino. E il nuovo Piano dell’illuminazione comunale consente di abbattere i consumi e la bolletta energetica. Il cambiamento, da queste parti, non è una bolla di sapone L’ARTICOLO COMPLETO DI MARCO BOSCHINI
 

 

L’ERA DEL LAVORO OSSESSIVO
Le persone sono sovraccariche di lavoro, stabile o precario. In una cultura organizzata su lunghi orari di lavoro difficilmente c’è spazio per i legami sociali. Il lavoro impedisce di organizzarci per una società diversa, megliore, per una ridistribuzione più equa del potere politico e della ricchezza … e anche del tempo. Tempo da dedicare ai nostri cari, a costruire comunità. Non c’è tempo, dopo il lavoro, per fare null’altro che prendersi del cibo da asporto: la società del lavoro è la società dei consumi e del cambiamento climatico. Dobbiamo abbandonare al più presto l’era del lavoro ossessivo. I mezzi politici per cominciare includono la condivisione del lavoro, una riduzione dell’orario lavorativo, il reddito di cittadinanza, la distribuzione della ricchezza L’ARTICOLO COMPLETO DI PREETI KAUR
 

BUON LAVORO Paolo Cacciari

LAVORARE MENO E VIVER MEGLIO Florent Marcellesi

NON È IL LAVORO CHE LIBERA LE DONNE Silvia Federici

SMETTIAMOLA DI PREOCCUPARCI DEL LAVORO Francesco Gesualdi

RIPENSARE LA SOCIETÀ DAL LAVORO, PROPOSTE Alberto Castagnola

 

PAESI INVISIBILI, DOVE NESSUNO SPINGE IL TEMPO
Benvenuti a Moriso. La cosa strana di questo paese è che le piante di ulivo ogni tanto diventano piante di mandorlo …. A Mupazza è bello vedere come le persone camminano, come si parlano, come stanno nel tempo che passa, senza spingerlo in avanti …. L’occidente, a Solomita, è dietro le spalle, è un sogno a cui qui nessuno ha mai creduto veramente. Oggi c’è una gran voglia di coltivare, di fare il pane …. Benvenuti a Montecane. Il sindaco è completamente pazzo e apre ogni seduta del consiglio con la lettura di una poesia …. PER LEGGERE IL LIBRO COMPLETO DI FRANCO ARMINIO, I PAES I INVISIBILI, CHE RACCOGLIE QUESTE E MOLTE ALTRE CARTOLINE BASTA PROPORRE UN BARATTO

ABBIAMO BISOGNO DI CONTADINI, DI POETI, DI GENTE CHE SA FARE IL PANE” F. A.

 

IL BARATTO DEI SAPERI
Un sistema di apprendimento basato sul baratto, senza scambi di denaro. Sono queste le Trade School, scuole nate a NewYork e ora diffuse in tutto il mondo L’ARTICOLO COMPLETO
 

 

UN PENSIERO CRITICO PER L’EXPO
Logiche di mercato, città-vetrina, debito, cemento, precarietà, sponsor imbarazzanti (Nestlè, Dupont, Coca Cola), criminalizzazione del dissenso, green washing. Tuttavia, ci sono anche cittadini e movimenti, non solo milanesi, che non si nutrono di Expo, protestano, sperimentano altro. E si preparano ad accogliere il megaevento a modo loro, a cominciare dal Primo Maggio. ARTICOLO E APPUNTAMENTO (17 GENNAIO)
 

 

LA CITTÀ DI TUTTI
Una scala, un sopralzo, un attraversamento, un marciapiede, una porta. Sono moltissimi gli ostacoli che possono rendere impossibile o estremamente difficoltosi l’accesso ad edifici e la mobilità in città di persone con disabilità, anziani, bambini, genitori e nonni con il passeggino, donne in dolce attesa. Agli amministratori locali basterebbe poco: girare la propria città nelle condizioni di chi ha difficoltà deambulatorie. Percorrendo in sedia a rotelle lo stesso tragitto casa-municipio che si compie tutte le mattine, ci si renderebbe conto di come sia difficile superare un gradino, scendere da un marciapiede, affrontare la difficoltà una breve salita o la pericolosità di una rampa in discesa con pendenza superiore all’8 per cento. Andando in posta con gli occhi bendati o con gli occhiali che simulano l’ipovisione si capirebbe quanto siano importanti i segnali acustici, la presenza di corrimano e l’assenza di piccoli dislivelli sulla strada. Una volta affrontato questo “safari” a caccia delle barriere architettoniche sarà poi sufficiente rileggere l’articolo 3 della Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che …. ” L’ARTICOLO COMPLETO DI DOMENICO FINIGUERRA
 

 

VELENO. CIÒ CHE PENSO DEI VIGILI URBANI ROMANI
Rotafixa: “Non ho mai visto un vigile urbano romano passare dalla cassa del bar in cui ha fatto colazione/pranzo. Per la cena non so, non entro nei bar …. “. UN’OPINIONE DI ROTAFIXA
 

 

ARANCE, FILIERA CORTA E PENSIERO CRITICO
Abbiamo bisogno di filiere corte e autoproduzioni, certo, ma prima di tutto, di un modo diverso di pensare, abbiamo bisogno di ribellioni contro lo sfruttamento dei lavoratori delle campagne, di consumo critico e di solidarietà. L’articolo di Paolo Cacciari (autore di Vie di fuga per Marotta&Cafiero) sulle arance solidali siciliane che raggiungono la Francia e sulla filiera corta che “non si misura in chilometri, ma nella qualità delle relazioni che si creano tra le comunità dei produttori e quelle dei consumatori” fa discutere. ARTICOLO E DIVERSI COMMENTI
 

VIE DI FUGA Paolo Cacciari
 

 

QUALCHE LIBRO PER LA CALZA DEL 6 GENNAIO
Nella calza della Befana destinata ai più piccoli, tra mandarini, noci e cioccolatini, magari possono trovare spazio anche alcuni classici, da Favole al telefono di Gianni Rodari a Robin Hood di Alexandre Dumas, passando per Cipì di Mario Lodi. Ecco una lista ragionata di 30 libri imperdibili da regalare e leggere L’ARTICOLO COMPLETO
 

 

C’È QUALCOSA CHE NON VA SE SI CHIUDONO LE SCUOLE PER TROPPO SMOG
Accade a Teheran, una delle città più inquinate del mondo, con i suoi 12 milioni di abitanti e 4 milioni di automobili: negli ultimi giorni il livello delle polveri è stato talmente alto da richiedere il ricovero di 392 persone a causa di crisi respiratorie e cardiache. Le autorità di Teheran hanno dato ordine di chiudere le scuole e istituire le targhe alterne per alcuni giorni. Secondo i dati del governo soltanto nel 2012, in tutto il paese, l’inquinamento ha contribuito alla morte prematura di almeno 80 mila persone LA NOTIZIA COM PLETA
 

 

I VIOLENTI NON SONO PSICOPATICI
La violenza nelle relazioni, in special modo la violenza da parte di un partner, è la forma di violenza più comune. Nelle vite delle donne, in tutto il mondo, supera la prevalenza di ogni altro tipo di abuso fisico e sessuale. Troppo spesso quando ragioniamo su questi temi sentiamo rimbalzare queste tesi: la violenza è una malattia, la violenza è una “perdita di controllo”, la violenza è un ciclo, la vittima della violenza fisica provoca l’aggressore verbalmente. Ciò che manca in tutte le teorie menzionate è il riconoscimento che chi è violento all’interno di una relazione lo è prima di tutto con lo scopo di ottenere il controllo sulle az ioni, sui pensieri e sui sentimenti del partner. La violenza si impara: è il risultato logico di relazioni sociali basate su dominio e diseguaglianza, nonché delle giustificazioni culturali, tradizionali, religiose, economiche, politiche che noi diamo a tali relazioni sociali. Quindi non si tratta solo del desiderio di un marito di controllare la moglie, o di un padre o una madre di controllare i figli, si tratta del modo in cui come società umana costruiamo le relazioni tra persone, all’interno e all’esterno dei nuclei familiari L’ARTICOLO COMPLETO DI MARIA G. DI RIENZO
 

 

COSTRUIRE UN FORNO IN TERRA CRUDA
Costruirsi un forno è facile, intuitivo, alla portata di tutti, economico. E, soprattutto, è ecologico: i materiali usati sono la terra argillosa dei nostri giardini, la paglia e i rami flessibili di alberi come noccioli, salici, olmi, ovviamente l’acqua e qualche mattone che si può recuperare ovunque. Abbiamo rivolto alcune domande a Saverio Inti Carrara, che da due anni insegna l’autocostruzione dei forni in terra cruda L’ARTICOLO COMPLETO

 

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