“Il tempo è ora”

“La situazione in tutta Europa è in grande movimento e mutamento. La vittoria di Syriza in Grecia contribuisce in modo decisivo a questo processo”.

 

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Il tempo è ora
3 febbraio, 2015

La situazione in tutta Europa è in grande movimento e mutamento. La vittoria di Syriza in Grecia contribuisce in modo decisivo a questo processo. Una alternativa alle politiche della Trojka non è più solo una ipotesi sbandierata da forze di opposizione, ma programma concreto di un Governo. I primi provvedimenti varati da Tsipras, così come le prime dichiarazioni del Ministro delle Finanze, lo confermano.

A meno di una settimana dalla vittoria greca, a Madrid, Podemos porta in piazza centinaia di migliaia di persone. Tra pochi mesi in Spagna si vota e se il risultato confermasse gli attuali sondaggi questo movimento vincerebbe le elezioni.
La condizione drammatica in cui la crisi economica capitalistica, che dura dal 2007, sta gettando milioni di persone, sembra trovare uno sbocco a sinistra. Il fatto è straordinariamente importante poiché fino a pochi anni fa questo sbocco sembrava che si orientasse esclusivamente a destra. Certo, il rischio non è affatto superato. Il FN di Le Pen in Francia e la Lega di Salvini in Italia sono in crescita. La stessa Alba Dorata in Grecia, pur non avendo sfondato grazie alla presenza di Syriza, è comunque diventata la terza forza politica del Paese.
Il fatto nuovo e positivo è che finalmente si intravede in Europa una alternativa di sinistra capace di vincere e di essere nuovamente attrattiva. È un fatto di portata storica.
Tuttavia il processo è solo all’inizio, ha bisogno di consolidarsi e di estendersi ad altri paesi. Impresa non facile, ma sulla quale occorre investire senza incertezze. Il tempo è ora!

Qualcosa si sta muovendo anche nel nostro Paese. È importante non sbagliare e, soprattutto, non perdere tempo. La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori promossa dalla Fiom e dalla sinistra sindacale è stata finalmente assunta da tutta la Cgil. La manifestazione del 25 ottobre e lo sciopero del 12 dicembre (promosso anche dalla Uil), hanno riportato al centro del dibattito politico a sinistra la questione sociale. E hanno dimostrato che il Pd di Matteo Renzi guarda altrove. Gli ultimi mesi hanno anche confermato una crisi di prospettiva del M5S, incapace di trasformare la protesta in proposta. Lo spazio a sinistra del PD è quindi sostanzialmente vuoto e le attuali forze organizzate che oggi esistono (Sel, Prc, Pdci, Verdi…) hanno dimostrato di non essere in grado di occuparlo. Le elezioni in Emilia Romagna lo hanno confermato clamorosamente: i 700.000 elettori che hanno deciso  di non votare più il Pd e che hanno scelto l’astensione anziché le varie liste della sinistra sono un segnale evidente. Con questa considerazione non si intende dire che i partiti, il loro consenso, la loro capacità organizzativa non siano importanti, anzi. Si intende però dire che, così come sono, non sono sufficienti a costruire l’alternativa che oggi serve.
È una considerazione che gli stessi gruppi dirigenti hanno compreso dando vita in questi mesi ad esperienze unitarie come l’Altra Europa per Tsipras che, nelle intenzioni, non doveva essere solo un cartello elettorale.  Come sappiamo questa esperienza oggi vive un momento di difficoltà e anche di divisioni interne. L’incontro di Bologna non ha risolto questa situazione, anzi. Tuttavia ha fatto emergere una proposta positiva, contenuta nel  documento di Revelli, in cui si esprime  la volonta’ di aprirsi ad altri soggettività politiche ed esperienze sociali con un approccio unitario.
La stessa assemblea promossa da Sel, Human Factor, ha dato un contributo importante in questo senso. Sinistra Lavoro vi ha partecipato e ha condiviso le proposte conclusive che ne sono emerse. La costruzione, attraverso un coordinamento, di un percorso che porti ad una unica formazione unitaria e plurale della Sinistra ci convince. Ci impegneremo in questo processo portando il nostro contributo in particolare sui temi del lavoro.
Oltre a ciò si sono susseguite in questi giorni importanti interviste di Rodotà, Landini, Cofferati, dove si ribadisce l’urgenza e la necessità di costruire qualcosa di nuovo a Sinistra. I contenuti e le proposte sono in parte diverse, ma è sbagliato leggervi una contrapposizione con gli altri progetti unitari che sono in campo. Sarebbe un suicido oltre che una follia immaginare che ciò che si sta muovendo non confluisca in un unico percorso. In queste interviste vi sono sollecitazioni giuste che tutti dobbiamo cogliere: la convinzione che una alternativa non si può costruire mettendo assieme quel che c’è a sinistra, e la necessità di partire prioritariamente dalla costruzione di una mobilitazione sociale, dal basso, che coinvolga i territori. Tutto questo, per essere credibile, come alternativa vera, deve anche sapersi presentare con volti nuovi.
Non è solo una questione generazionale. È una questione di credibilità.


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