“Matite spuntate”

«Di tutta “La buona scuola” di questo governo poi non ho capito niente. Sono ignorante, piccola ed evidentemente vecchia, da rottamare – scrive Claudia Fanti, maestra.

 

NEWSLETTER DI COMUNE

 

MATITE SPUNTATE
«Di tutta “La buona scuola” di questo governo poi non ho capito niente. Sono ignorante, piccola ed evidentemente vecchia, da rottamare – scrive Claudia Fanti, maestra – Sono alle prese con matite spuntate, penne che si perdono, gomme mangiucchiate, litigi e paci raggiunte, pianti, urli, risate, bronci e ed entusiasmi… senza perdere di vista letture, sintassi, testi, poesie, musiche, balli, colori e forme, in un vortice di passioni, cedimenti. No, non capisco il linguaggio de “La buona scuola”, mi è lontano mille miglia quando ogni giorno sono china su ognuno e conduco la regia dei difficilissimi apprendimenti. “La buona scuola” mi parla di lustrini, di finanziamenti, di competizione, di differenziazione, di frammentazione… non mi par la di pedagogia, di pazienza, di tempi garantiti e continuativi, di lavoro collegiale, di tempo pieno. No, decisamente non capisco … ». Dopo aver reso noto nei mesi scorsi le “linee guida”, nei prossimi giorni il governo presenta la riforma completa. Ma chi vive la scuola ogni giorno non ne vuole proprio sapere di aziendalizzare definitivamente la scuola
L’ARTICOLO COMPLETO DI CLAUDIA FANTI
 

MI FIDO DI QUESTI MAESTRI, PIÙ DEI MINISTRI
Mario Lodi: “La gratifica del voto del fare perché mi dai qualcosa, oltre a essere una valutazione negativa del lavoro, potrebbe suscitare spiacevoli situazioni: il ‘bravo’ potrebbe diventare superbo, l’incerto invidioso ….”.
Lorenzo Milani: “A poco a poco abbiamo scoperto che questa è una scuola particolare: non c’è voti, né pagelle, né rischio di bocciare ….”.
Alberto Manzi: “Fa quel che può, quel che non può non fa ….”.
Sinceramente mi fido di più di questi maestri che dell’opinione dei nostri ministri ….
http://comune-info.net/2015/02/mi-fido-questi-maestri/“> L’ARTICOLO COMPLETO DI FRANCESCO TONUCCI

I PRIVATI TRA I BANCHI DI SCUOLA
Dalle grandi banche passando per Conad è cominciata la stagione delle imprese nella scuola. L’aziendalizzazione scolastica che il parlamento si prepara ad approvare è già in corso con la scuola-supermercato
L’ARTICOLO COMPLETO DI ANNA BRUNO

BRAVI DA MORIRE
Si lavora troppo o troppo poco. Non è solo una questione di tempo e denaro è anche una questione di significato: il lavoro può significare troppo, come per il protagonista di American Sniper, o troppo poco. In realtà, anche chi fa un lavoro “normale”, per scelta o necessità, alimenta il mito del lavoro
L’ARTICOLO COMPLETO DI IVANO CALAON
 

VIGLIACCHI E IPOCRITI
Accade a Torino. Violare per sette mesi una coetanea in un garage, fotografare il tutto con i cellulari, minacciarla di ritorsioni affinché non smetta di “servire” i quindici stupratori coetanei: sono atti che gli altri alunni della scuola media in cui la 13enne studiava definiscono “una cosa normale”. Secondo la presidente del comitato di quartiere “queste notizie non aiutano”. Per il preside “è un fatto gravissimo, che adesso rischia di creare dei pregiudizi verso un quartiere che sta cercando in tutti i modi di uscire dal degrado”. In sintesi, “non si doveva sapere del garage”: proprio quello che sostenevano i quindici violentatori e delle due l’una: o loro sono molto maturi e posat i, e non pare, o gli adulti intorno a loro sono dei vigliacchi e degli ipocriti. Questo tipo di violenze non saltano mai fuori all’improvviso da scoppi di follia e deliri… Qual è l’errore fondamentale che ha reso possibile la vicenda del garage e i sette mesi di silenzio? È la torpida acquiescenza degli adulti
L’ARTICOLO COMPLETO DI MARIA G. DI RIENZO

RIUSCIAMO A VEDERE LA DIFFERENZA?
Detesto quando la gente chiama “schiavitù” il proprio lavoro, perché esiste il lavoro e poi esiste la schiavitù. Riusciamo a vedere la differenza?
Proprio come il cucinare, no? Poi c’è la cottura al microonde.
C’è l’uscire insieme. Poi c’è lo scopare.
C’è “Non so”. E poi c’è il “Sì.”
C’è inebriata. E poi c’è il “Sì.”
C’è silenzio. E poi c’è il “Sì.”
C’è il sesso da ubriachi. E poi c’è lo stupro.
Vediamo come queste cose sono …. CONTINUA QUI

►  LA CULTURA DELLO STUPRO

LE DUE TRIBÙ
Isis minaccia: arriviamo a Roma. Un racconto di “Storie e notizie” a proposito della difesa dalle invasioni barbariche. C’era una volta un’isola. Sull’isola c’erano due tribù. Le due tribù erano diverse….
L’ARTICOLO COMPLETO DI ALESSANDRO GHEBREIGZIABIHER

CHI STA MANIPOLANDO LO STATO ISLAMICO?
L’organizzazione dello Stato Islamico non è il prodotto spontaneo di una nuova generazione di combattenti. Alle sue spalle ci sono gli interessi geo-politici di Arabia Saudita e Turchia, coinvolte in un pericoloso equilibrismo. Che adesso rischia di rivolgersi contro di loro. Lo Stato Islamico non prevarrà in modo definitivo nella regione perché la sua spinta sarà contenuta da attacchi militari. Non sparirà, perché molte società arabe mediorientali sostengono la sua visione religiosa ma non potrà nemmeno estendere in modo significativo lo spazio di azione territoriale. Resterà ancora molto a lungo uno strumento “diplomatico” utile a parecchi Stati, sia tra quelli che lo sosteng ono che tra quelli che lo combattono
L’ARTICOLO COMPLETO DI ALEXIS VARENDE

LO STRANO MONDO DI CHERÁN K’ERI
Dall’autodifesa all’autogoverno. Ad aprile saranno trascorsi quattro anni da quando la comunità purépecha di Cherán K’eri, nello stato messicano di Michoacán, si è sollevata per porre fine alla presenza del crimine organizzato sul suo territorio. Dopo la rivolta, gli indigeni non solo sono riusciti ad allontanare i narcotrafficanti ma hanno cacciato tutte le autorità (polizia, governo municipale, partiti politici) che appoggiavano le attività illegali all’interno della comunità. Adesso la gente sorride e si sente tranquilla, ha deciso di riprendere le forme tradizionali di autogoverno per iniziare un lungo processo di costruzione della propria autonomia. Un paio di mesi fa, poi, i giovani di Cherán, i collettivi della solidarietà e la rete dei media liberi hanno perfino dato vita a una televisione comunitaria: un mezzo piuttosto inconsueto per difendere gli usi e costumi tradizionali e per riaffermare il rifiuto netto della politica istituzionale dello Stato
L’ARTICOLO COMPLETO DI NIÑX SALVAJE

IL LUOGO DELLA SPERANZA
Ogni due ore, ogni centoventi minuti. Non bastano certo i numeri a raccontare il dolore che accompagna l’incredibile frequenza con la quale in Messico le persone vengono fatte scomparire. I soli numeri però lasciano senza parole. Anche perché oltre ai desaparecidos c’è l’infinità di vittime accertate degli omicidi e ci sono milioni di migranti ed esuli: un terzo dei Messicani è costretto ad andar via per molte e diverse ragioni tra le quali spesso c’è la minaccia di essere uccisi. Il massacro degli studenti di Ayotzinapa è parte di questa enorme tragedia. Solo che in questo caso la grande determinazione, la tenacia e la fantasia dei familiari e di chi ha scelto di sostenere la l oro ricerca della verità e della giustizia ha svegliato milioni di persone dentro e fuori il Messico. Molti non sanno cosa fare, altri affidano ancora alle istituzioni, che sono parte del problema, le speranze di cambiare ma si estende la lotta per cambiare davvero e in profondità non solo i governi ma l’insopportabile stato di cose. La lotta per affermare la dignità delle persone è un fiume che ha varcato con impeto gli argini. Non sarà facile riportarla alle ragioni di sempre, quelle di chi finge di voler cambiare tutto per non cambiare niente. Si nutre così, ogni giorno, la speranza di dare piena realtà alla nostra emancipazione
L’ARTICOLO COMPLETO DI GUSTAVO ESTEVA

LA SCHIAVITÙ DELL’IPERCONNESSO
Sempre più spesso ci ritroviamo seduti a tavola con altre persone ma con gli occhi fissi sul cellulare e a scorrere veloce sullo schermo dello smartphone. La foto della persona seduta a cavalcioni sulla barca a vela che smanetta con lo smartphone perdendosi lo spettacolo di una balena che passa davanti ai suoi occhi – foto che ha fatto il giro del mondo su web -, è la sintesi di questa tendenza. Essere raggiungibili ovunque e a qualsiasi ora ha un costo sociale
L’ARTICOLO COMPLETO DI ALESSANDRA MAGLIARO

LA SCOMPARSA DELLO SGUARDO PAOLO MOTTANA

FERMARCI È VERAMENTE IMPOSSIBILE
“Lasciare la Valle, con le certezze sulla partecipazione, era un rischio – scrivono i No Tav dopo la grande manifestazione di sabato scorso a Torino – Abbiamo scelto Torino perché volevamo un corteo che lasciasse il segno, in risposta alle condanne del maxiprocesso, per chiedere la liberazione dei notav ancora in carcere… “. Ancora una volta persone comuni, bambini, sindaci, anziani, donne e uomini hanno mostrato il volto di una resistenza straordinaria. Il movimento ha anche lanciato la campagna con ‪#‎1metrodiTav‬. ” La scommessa che avevamo fatto l’abbiamo vinta, ora lo diciamo con ancora più convinzione: fermarci è veramente impossibile!”
L’ARTICOLO COMPLETO

► UN TRENO, UNA VALLE… MARCO AIME

SENZA ACQUA
Da quanti anni esiste l’acqua? 500 milioni.
Qual è il consumo totale l’anno nel mondo? 6 milia km cubi.
Qual è il rinnovamento l’anno nel mondo? 43 milia km cubi.
Quindi non vi è alcuna mancanza di acqua.
Il problema è che non è equamente distribuita: il 60% è in soli 9 paesi, un miliardo di persone consumano l’86% dell’acqua esistente.
Qual è la potenza naturale delle acque? Il Brasile, con il 12% di tutta l’acqua dolce del pianeta. Eppure in questi mesi il sud-est del Brasile vive una gravissima carenza di acqua potabile, che colpisce metropoli come San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizont. Siamo costretti, come mai prima, a sviluppare una cultura della cura dell’acq ua, sintetizzata dalle sue famose R (r): ridurre, riutilizzare, riciclare, rispettare e riforestare. Di sicuro l’acqua va sottratta ai mercanti con tutte le nostre forze
L’ARTICOLO COMPLETO DI LEONARDO BOFF
 

PICCOLA STORIA IGNOBILE: I ROM E L’INFORMAZIONE
Uno dei due autorevoli e facoltosi quotidiani di carta stampata della Sardegna inventa di sana pianta una ridicola storia lasciando immaginare malaffare, corruzione o favoreggiamenti della Regione nei confronti dei Rom. L’Ansa, l’altro grande quotidiano locale e molti altri fanno rimbalzare con gravissima superficialità la falsa notizia. Peccato che il campo “nomade” dove sarebbero finite le roulotte che la Regione, “cliente privilegiata delle famiglie Rom”, voleva rottamare non esista più dal 2012. Si fa veramente molta, troppa fatica a credere che si tratti solo di incompetenza…
L’ARTICOLO COMPLETO DI ASCE

IL RACCONTO DELLA VENDETTA
Esiste una terza possibilità per non cadere nel buio della vendetta o in quello dell’indifferenza, che è quella di aprire lo spazio relazionale. Gli spazi relazionali non sono luoghi fatti appositamente per lo scambio e il contradditorio tra persone che la pensano diversamente. “Sono spazi aperti alla ricerca e alla libera frequentazione – scrive Luisa Muraro -, con la possibilità d’incontrarsi. Non sono cortili, ma periferie”
L’ARTICOLO COMPLETO DI LUISA MURARO

AFFINITÀ VINILICHE
Materiale plastico in cerca di riuso e condivisione, oggetto d’arredamento e veicolo d’informazioni, cultura ed emozioni, conoscitore di alterne fortune, il disco in vinile è il protagonista del Midd, Mercato del disco indipendente promosso al Sans Papiers, a Roma. Perchè un mercato indipendente del disco? “Perchè la musica è cultura, la cultura è politica e la politica è vita, è interessarsi delle cose del mondo e tutto questo lo si fa meglio con la giusta…
L’ARTICOLO COMPLETO DI DAVIDE VILLA
 

VENDITA DIRETTA: QUATTRO STRADE
Non è solo un’alternativa critica alla grande distribuzione, la vendita diretta negli spacci delle piccole aziende agricole e nei mercatini, ma anche quella dei gruppi d’acquisto e dei gruppi d’offerta resta prima di tutto un modo diverso per creare relazioni tra persone – oltre le etichette di produttori e consumatori che in fondo riducono tutto in termini economici – e per ripensare l’agricoltura (filiera corta) e il nostro rapporto con il cibo
L’ARTICOLO COMPLETO

 

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