“Scup è ovunque”

“Giovedì 7 maggio. Mancava appena qualche giorno. L’occupazione di via Nola, nel popolare quartiere romano di San Giovanni, si apprestava a festeggiare il terzo compleanno”. Ma le ruspe hanno distrutto tutto.

 

 

 

 NEWSLETTER DI COMUNE

 

SCUP È OVUNQUE

Giovedì 7 maggio. Mancava appena qualche giorno. L’occupazione di via Nola, nel popolare quartiere romano di San Giovanni, si apprestava a festeggiare il terzo compleanno. Sono arrivate, come sempre, la mattina presto, e hanno cominciato a distruggere tutto, con una violenza inaudita. Parliamo delle ruspe, mandate a liberare la strada della grande speculazione, a rimuovere la fastidiosa trincea di resistenza della società che si è messa in movimento a San Giovanni. Una società che evidentemente non cessa di far paura. La gente del quartiere, in primo luogo: anziani, bambini, ragazze e ragazzi che usano una palestra o una biblioteca che hanno imparato presto a considerare uno spazio pubblico, aperto, comune. E poi molte altre realtà, da quelle che hanno vissuto e abitato le stanze di Scup per promuovere alcune delle attività più significative fatte in città in questi tre anni alle person e che discutono e provano ogni giorno a immaginare le pagine di  Comune-info. Sì, anche la stanzetta dove si pensano, scrivono e impaginano queste nostre pagine adesso è un cumulo di macerie. Tuttavia, intorno a quelle macerie è nato nel tardo pomeriggio un grade corteo cittadino di solidarietà con Scup che ha attraversato il quartiere. Il corteo si è fermato in un altro stabile abbandonato, un ex capannone Fs, per restituirlo alla città. Le Ferrovie non hanno chiesto lo sgombero e la polizia è stata costretta ad abbandonare i manifestanti in festa. Ci sarà molto da lavorare, ma non sono riusciti ad abbattere Scup. Ha vinto la voglia di resistere e di creare un mondo nuovo, la voglia di ribellarsi alla speculazione immobiliare e alla violenza, il desiderio di fare sport e cultura popolare: Scup è in via Nola e ora anche in via della Stazione Tuscolana, Scup è a volto sc operto nelle strade di Milano, è nelle aule che rifiutano la scuola azienda e nella scuola rurale di Ayotzinapa, è tra gli ulivi secolari, è sui barconi dei migranti, ovunque ARTICOLO E FOTO 

LETTERA DI UNA MAMMA DI SCUP
“Sono la mamma di un bambino con diagnosi di autismo e rappresento con questa comunicazione anche alcune importanti associazioni di familiari e professionisti che operano in questa città. Le ruspe hanno demolito Scup. Lo spazio autogestito che ha accolto i nostri figli in attività culturali e sportive, che ha permesso a persone con autismo di essere incluse in contesti neurotipici, quelli che abitualmente ci vengono negati. Arturo ha quattro anni, non frequenta la scuola materna perché il Comune di Roma non è stato in grado di predisporre per lui un piano di inclusione scolastica. Frequenta Scup. Il 13 giugno avrebbe preso la cintura verde di capoeira insieme ai suoi coetanei. Per la prima volta l’ attività (low cost tra l’altro) non aveva bisogno di un mediatore o di un’insegnante di sostegno …..” LA LETTERA COMPLETA

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EXPO A MILANO O A LAMPEDUSA?
João Pedro Stédile: “Ci sono nel mondo più di un miliardo di persone che soffrono la fame tutti i giorni. Nessuno di loro sa dove stia Milano nella carta geográfica. Ci sono nel mondo più o meno 50 transnazionali che controllano il commercio mondiale di cereali, latticini, alimenti in generale, oltre a controllare veleni, fertilizzanti chimici e supermercati. Loro sono a Milano…” L’ARTICOLO COMPLETO DI JOAO PEDRO STEDILE

L’EXPO, IL CIBO E L’AGRICOLTURA DEL BELPAESE
Un Expo che si occupa del tema di “nutrire il pianeta” non dovrebbe dimenticare che il cibo si ottiene dalla terra e che è la sua mancanza alla base della fame di milioni di famiglie: quella terra sottratta ai contadini dai possessi latifondistici, come accade in America Latina, dagli scavi minerari e dalle dighe, come accade in India e in Cina, dagli inquinamenti petroliferi, dall’agricoltura industriale, dalla desertificazione, e ora dalle guerre in Africa e in Medio Oriente. Un Expo che si occupa del tema di “nutrire il pianeta” non dovrebbe dimenticare che dalle nostre parti tra il 1982 e il 2010 sono scomparse 1,5 milioni di aziende dalle campagne: abbandonano i campi i piccoli produttori e resistono le grandi aziende. Un Expo che si occupa del tema di “nutrire il pianeta” non dovrebbe dimenticare che i contadini, quelle figure che alla fine consentono a tutti noi di vivere, che sono ancora oggi la base primaria e imprescindibile delle nostre società, sono i peggio remunerati fra tutti i ceti produttivi esistenti; spesso sono in condizione di schiavitù, come a Rosarno L’ARTICOLO COMPLETO DI PIERO BEVILACQUA
 

L’AUTOEDUCAZIONE DELLE COMUNITÀ
Il movimento di massa che si è espresso il 5 maggio è stato gioioso e combattivo. L’esperienza che vivono insieme insegnanti, genitori e studenti è un atto pedagogico importante. Può essere l’inizio della costruzione di nuove comunità territoriali L’ARTICOLO COMPLETO DI ALAIN GOUSSOT

LA BUONA PIAZZA
Insegnanti, collaboratori, studenti, genitori, bambini: cortei partecipatissimi in tutta Italia contro la Buona Scuola del governo. Chi la vive ogni giorno rifiuta la trasformazione della scuola in un’azienda. Un atto di pedagogia ribelle ARTICOLO E FOTO

LETTERA DI UNA MADRE A NON RESTARE INDIFFERENTI
«Se la scuola che desiderate per i vostri figli e per le vostre figlie è quella modello azienda, dove si cerca di “risparmiare” razionalizzando, quella che cerca gli sponsor perché lo Stato non la sostiene, dove i responsabili sono i “dirigenti” che sulla base di criteri arbitrari, potranno decidere di distribuire gli insegnanti come e dove gli pare, dove i “profitti” degli alunni sono valutati con i test, dove il profitto va a braccetto con la “competizione”, dove chi è già bravo va avanti e chi ha più difficoltà resta indietro, beh allora restate a guardare, indifferenti, perché la cosa non vi riguarda ….». 5, 6 e 7 maggio: è il momento di far sentire la nostra voce, è il momento, per chi costruisce ogni giorno una scuola diversa, del grido-contro L’ARTICOLO COMPLETO DI UNA MAMMA
 

INVALSIONI DI CAMPO
Ignorano le scuole fatiscenti, la pioggia che entra, i banchi rotti, le lavagne senza pennarelli, le fotocopie a pagamento delle famiglie o degli insegnanti. Ignorano i mediatori culturali e linguistici cancellati, i supplenti che non ci sono, i precari a vita. Ignorano che un bambino su tre è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Eppure stanziano milioni e milioni di euro per l’accanimento valutativo fatto di crocette, di vero e di falso. Un accanimento che cancella tutte le altre dimensioni dell’apprendimento, che cancella i bambini con disabilità, con “dsa”, gli stranieri di prima generazione, che annulla il gioco di squadra promosso ogni giorno nelle classi, fatto di errori che creano e costruiscono la co noscenza. “Per questo nei giorni delle “invalsioni di campo” – scrive Rosaria, maestra – io sciopero” L’ARTICOLO COMPLETO DI ROSARIA GASPARRO
 

ALFABETO INVALSO
√ A come ansia, come accanimento, come apprendimento da accertare
√ B …
√ C come crocette e cheating per chi copia, come codice a barre del competitivo
√ D …
√ E come evita l’errore, è questa l’etica e l’educazione
√ L come lettura con cronometro, le lente lumache non ce la fanno, è solo per le lepri il traguardo
√ M come misurazione e merito …… L’ALFABETO COMPLETO

IMPARARE FACENDO, IN UNA MALGA
Provate a tirare fuori i bambini dall’aula, accompagnateli in montagna, magari in una malga. Vi troverete a ragionare di cibo, di latte, di razze, comincerete a discutere di ricette genuine e a disegnare. Vi sorprenderanno quei bambini che passano dall’essere alunni talvolta in difficoltà. Poi vi metterete in testa di fare un picnic. E scoprirete il mondo L’ARTICOLO COMPLETO DI VALENTINA GUASTINI

IL TEMPO DELL’ASCOLTO
26 Settembre 2014, Iguala, Guerrero, Messico: 43 studenti della scuola Normal Rural di Ayotzinapa vengono sequestrati e fatti sparire. “Fue el Estado”, urlano i primi cori di piazza, “è stato lo Stato”. “Abbiamo viaggiato molto, abbiamo gridato le nostre ragioni – raccontano oggi i familiari dei 43 studenti – Non ci fidiamo più della loro democrazia… È importante riconoscere che i problemi stanno nelle relazioni: non vogliamo diventare come loro, riprodurre quelle stesse relazioni che ora danneggiano il Paese. Dobbiamo insegnare, sempre e ostinatamente, la possibilità di criticare e di ribellarsi, in ogni momento della vita…”. L’Eurocarovana per Ayotzinapa a Roma. Appunti di un incontro straordinario, tra condivisione, ascolto e agire comune L’ARTICOLO COMPLETO DI ELEONORA E ALVISE

SIAMO UOMINI NON CAPITALI
L’economia sociale e solidale in Francia è riconosciuta anche dalla legge. Il movimento, nato come contr’altare allo sviluppo del capitalismo industriale, è oggi volano di circuiti corti, commercio equo, riduzione dei trasporti, riuso e riciclo L’ARTICOLO COMPLETO DI MICHEL ABHERVÉ

CONSUMARE CON LENTEZZA
L’angolo bar di Come un albero non è un locale qualsiasi. È piuttosto una casa, all’interno della quale focacce e tisane sono servite con precisione e cura. Così come con attenzione sono considerati i lavoratori di questa realtà nel cuore di Roma ARTICOLO E RADIOTRASMISSIONE

LA LETTERA CHE NESSUNO LEGGE
«Dobbiamo morire, sì; ma non essere assassinati …». Comincia così la lettera alle istuzioni di Palmiro Prisutti, prete, che si ostina a denunciare l’olocausto industriale in nome del lavoro e dello sviluppo di Augusta, in Sicilia. Inquinamento di aria, acqua, terra: Augusta ha una mortalità per cancro del 30 per cento superiore alla media nazionale, con mille bambini nati malformati negli ultimi dieci anni e mare non balneabile. Qui ogni cittadino ha perso un parente a causa del cancro. Ma bambini nati con leucemie e carcinomi non fermano la macchina economica. Non l’hanno mai fatto. Perché quando si è malati, la voce è flebile L’ARTICOLO COMPLETO DI DOMENICO FINIGUERRA

GLI ALBERI DEL MIGRANTE SPUNTANO OGNI GIORNO
I primi due alberi sono stati piantati al Parco delle Energie, all’Ex Snia-Viscosa di Roma, luogo di incontro e di ribellione: sono due ulivi. Poco dopo, un altro piccolo olivo è spuntato in Molise, per celebrare il 25 Aprile. Poi, a Caltanissetta, è stata una delegazione di migranti che ha piantato un albero nel cortile di un liceo. È toccato poi agli studenti del Csf di Orvieto seminare il proprio ulivo, mentre qualcuno, giorno dopo, ha scelto un albero di amarene, per ricordare la strage del 19 aprile. Negli ultimi giorni, sono spuntati noccioli, ciliegi, nespoli, tutti fotografati e condivisi in rete. L’iniziativa è nata in nata in modo spontaneo in rete. Un grido di vita contro indifferenza, mercant i e razzismo istituzionale LA NOTIZIA COMPLETA

RIPARTIRE DALLA CANAPA
Non tutti hanno idea di quali e quanti possono essere gli utilizzi della canapa L’ARTICOLO COMPLETO MARTA ALBÈ

L’ITALICUM E IL MATCH PER L’EXPO
L’Italicum, dice Renzie, impedirà alle minoranze di porre il veto sulle decisioni della maggioranza di turno. Una democrazia rappresentativa poneva già seri problemi a definirsi tale se decideva a suon di maggioranza. Figuriamoci ora… Perchè quel che conta è decidere, possibilmente da soli e in fretta. Si realizza il grande sogno di Gelli e Craxi. La democrazia è già perduta, ne restano il nome e gli ultimi scampoli. Non è più compatibile con i diktat delle banche centrali e della finanza. Le elezioni ricordano sempre più la partita di lunedì notte a Milano; delle vecchie glorie, imbolsite e calve, che giocano per fare beneficienza ai bambini poveri, sotto l’egida dell’Expo. Dei mil ionari che giocano per dei miliardari per il bene dei poveri L’ARTICOLO COMPLETO DI ENRICO EULI

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