“Sul piede di guerra”

“La guerra è alle porte. Non arriva con l’avanzata delle bandiere nere dell’Isis ma con quelle della Nato. E si fa largo sul fronte ucraino come su quello mediterraneo. Così le forze di reazione rapida passano da tredici a quarantamila uomini”.

 

 

NEWSLETTER DI COMUNE


 

SUL PIEDE DI GUERRA
La guerra è alle porte. Non arriva con l’avanzata delle bandiere nere dell’Isis ma con quelle della Nato. E si fa largo sul fronte ucraino come su quello mediterraneo. Così le forze di reazione rapida passano da tredici a quarantamila uomini. Si prepara l’“inevitabile” intervento in Libia e s’intensifica l’utilizzo dei droni con la scusa di combattere i trafficanti di esseri umani. A fine settembre, poi, comincia la più grande esercitazione militare dal tempo della caduta del muro di Berlino. Coinvolgerà 35 mila soldati Nato, 200 aerei e 50 navi da guerra. Sarà pilotata dalla nuova base di Lago Patria a Napoli. Giochiamo in casa e giochiamo con il fuoco. Come credente nel D io della vita, scrive Alex Zanotelli, non posso accettare un sistema di morte pagato da miliardi di persone impoverite. Come seguace di Gesù di Nazareth non posso accettare che il mio paese faccia parte della Nato. A settembre, durante l’esercitazione, dobbiamo farci sentire
ALEX ZANOTELLI

IL GRIDO DELL’ACQUA
Nel luglio di cinque anni fa le Nazioni unite hanno riconosciuto il diritto umano all’acqua. Un brutto colpo, dopo anni di mobilitazione dei movimenti, per Stati e multinazionali. Che oggi reagiscono con più determinazione contro quel diritto
ROSARIO LEMBO

LA MARCIA INDIGENA SCUOTE L’ECUADOR
Mille chilometri attraverso sette province. Le confederazioni indigene rompono gli indugi e avviano ubn questi giorni, una grande marcia “per la vita, la dignità e la libertà”. Si concluderà a Quito il 13 agosto, quando i partecipanti – indigeni e non – si uniranno alla mobilitazione creata con lo sciopero nazionale dei sindacati. L’obiettivo è “prendere”, in modo simbolico e pacifico, le strade della capitale. Gli indigeni ecudoriani hanno cambiato in profondità il volto politico del paese molte volte negli ultimi trent’anni. Molto probabilmente si apprestano a farlo ancora. Rafael Correa, il presidente ipocrita e autoritario che li ha sfidati con furbizia e arroganza, gode di un ingiustificato credito democratico internazionale alimentato dalle semplificazioni e dal pressapochismo dei media. Ha abusato a lungo della proverbiale pazienza indigena, dicono i figli della Pachamama, adesso il tempo della pazienza è finito
ALDO ZANCHETTA

IL CONGEDO PARENTALE? PARLI CON IL PRESIDE
“Buongiorno, volevo chiedere un congedo parentale. So che ne ho diritto per un massimo di trenta giorni, interamente retribuiti. Così, tanto per stare un po’ di più con mia figlia. La segretaria guarda il professore con sospetto: quanti anni ha sua figlia? Tre. Tre già compiuti? Si, da qualche giorno. Allora no, non può…” UN RACCONTO
PIETRO RATTI

L’INGANNO DEL LAVORO
Il capitalismo può essere raccontato come la storia di un sistema che si è organizzato per creare disoccupazione e assicurarsi costantemente lavoro a buon mercato. Fra le strategie utilizzate, ci sono state l’estromissione dei contadini dalle terre comuni, poi la sostituzione degli umani con le macchine, infine la globalizzazione liberista. Abbiamo bisogno di convincerci che il lavoro è un falso problema: l’obiettivo resta vivere bene nel senso di avere di che mangiare, vestirsi, viaggiare, istruirsi, curarsi. La domanda giusta da porci non è come creare lavoro, ma come garantire a tutti la possibilità di vivere dignitosamente utilizzando meno risorse possibile, producendo meno rifiuti possibile e lavorando il men o possibile. Dobbiamo essere capaci di gettare il pensiero oltre il muro del sistema imperante
FRANCESCO GESUALDI

CITTADINI E CITTADINE CHE AMMINISTRANO
Aree verdi ed edifici dismessi, strade e piazze, piccole stazioni, case cantonali, aree archeologiche e monumenti: 44 comuni si sono già dotati di un regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni, altri 75 lo stanno discutendo. Cittadine e cittadini adeguatamente organizzati possono ottimamente gestire direttamente il patrimonio pubblico
PAOLO CACCIARI

L’OTTIMISMO NON È IL PROFUMO DELLA VITA
Povero Tonino Guerra, che destino crudele il suo. Deportato nella Germania nazista, scrittore e sceneggiatore di 120 film dei migliori registi italiani del Novecento, viene ricordato come “il poeta dell’ottimismo” per quello spot un po’ ridicolo che serviva ad arricchire Oscar Farinetti, allora padrone di una catena di negozi di elettronica di consumo e oggi, grande sponsor del premier Eatalyco e padrone di un’altra catena. Anzi, di un colosso della forchetta tricolore ormai lanciato a razzo alla conquista del mondo. Il pensiero positivo, tuttavia, non ha necessariamente quel bel profumo di vita auspicato dal povero Guerra. Può averne altri di odori, meno piacevoli o di tutt’altro segno. Ce lo ricorda un brillante racconto breve di Simone Ramella, la storia di un uomo che abita in una casa popolare a equo canone in un anonimo quartiere di un’anonima periferia di una qualche metropoli
SIMONE RAMELLA

ORTI, SEMI E CONTADINI: LA GRECIA RIFIUTA L’AUSTERITY
“In tempo di crisi, sono le piccole aziende agricole della Grecia a dare lavoro ai giovani disoccupati. Sono gli orti nei giardini e sui balconi che hanno permesso di mangiare alla gente di Atene, mentre le banche erano chiuse e i pensionati ridotti sul lastrico. E Peliti, nostro partner nell’Alleanza Globale per la Libertà dei Semi, ha visto aumentare la richiesta di sementi, considerato che il popolo, per poter sopravvivere a questa guerra finanziaria contro la Grecia, deve coltivarsi il proprio cibo. Eppure le banche europee vogliono distruggere proprio le piccole aziende agricole”
VANDANA SHIVA

AVETE UN NOME BEN PRECISO, SCHIAVISTI
“Dodici anni schiavo”, il film premio oscar, racconta la storia vera di Solomon Northup, nero nato libero e rapito per essere venduto come schiavo. Solomon ha trascorso la vita per l’abolizione della schiavitù, soprattutto aiutando gli schiavi a fuggire tramite la linea ferroviaria. La domanda è: ci sono davvero molte differenze fra quelli che vorrebbero la reintroduzione del reato di clandestinità, quelli che vorrebbero che la sanità pubblica non curasse chi non è in regola con il permesso di soggiorno, quelli che esultano quando un barcone affonda, e gli schiavisti del 1841, la data di inizio della storia del grande Solomon?
SAVERIO TOMMASI

DUE PENSIERI PER IL SUD
Mentre Renzi convoca un tavolo ad hoc per il sud per rispondere a un appello Saviano, c’è chi legge e vive il Mezzogiorno in modo diverso. «Se c’è una cosa che la storia della “questione meridionale” ha insegnato al Meridione (e al Settentrione) è che il paradigma sviluppista metropolitano dalle magnifiche sorti e progressive ha platealmente fallito – scrive Luigi Cazzato – …. Se c’è una cosa che la storia della “questione coloniale” ha insegnato al sud (e al nord) del mondo è che la missione civilizzatrice europea è stata la madre di tutte le menzogne …. Il binomio sviluppo/sottosviluppo va denunciato per quello che è: un disposit ivo discorsivo che ha governato i sud per l’intera modernità capitalista …. Ne sa qualcosa, adesso, tutta l’Europa mediterranea. Da quando la crisi morde, la questione meridionale italiana è divenuta, infatti, una questione continentale. A riprova del fatto che il gioco dello sviluppo e dell’arretratezza è stata la scommessa della storia del capitalismo …. La narrazione, in realtà mai dismessa, della frattura “naturalmente” esistente fra un nord avanzato e superiore e un sud arretrato e inferiore, continua. Ieri, sotto l’egida della missione civilizzatrice o modernizzante, oggi, sotto quella dell’austerità e della moralizzazione …. ». Tuttavia in tanti e tante oggi hanno smesso di credere alla fandonia storicista chiamata progresso
LUIGI CAZZATO

CONTRARIA ALL’ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO
Lei è Cristina Almici, ed è la sindaco di Bagnolo Mella, in provincia di Brescia. La signora Almici ha tappezzato la cittadina di locandine in cui dichiara che la città è “contraria all’accoglienza dei richiedenti asilo”. Cioè, lei eletta in un partito che ha votato tutte le guerre da cui i disperati scappano ora non vuole i disperati che scappano
S. T.

A NOI NON RESTA CHE ORGANIZZARE IL NOSTRO MONDO
Dobbiamo comprendere che la grave situazione in cui viviamo non è una parentesi. Niente funzionerà più come prima del 2008. È probabile che stiamo entrando in un sistema forse anche peggiore del capitalismo, una sorta di economia della rapina, più simile al modo in cui funzionano le mafie del narcotraffico che ai modelli imprenditoriali che abbiamo conosciuto nella maggior parte del XX secolo. La crisi è stata provocata da los de arriba, quelli che stanno in alto, per continuare a restarvi, a essere classe dominante. Vogliono farlo a spese dell’umanità intera e sono disposti a creare anche un’ecatombe demografica pur di togliere di mezzo o far scomparire tutto quel che limita i loro poteri e intralcia i loro piani. A noi non resta altra strada che organizzare il nostro mondo nei nostri spazi/territori
RAÚL ZIBECHI

 

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