Clamori dalla Colombia

 31/10 - SCIOPERO DELLA FAME NEL CARCERE DI ACACIAS PER PROTESTARE CONTRO LA MANCANZA DI ASSISTENZA MEDICA <http://www.nuovacolombia.net/> Solidaridad Jurídica, organizzazione di difesa dei diritti umani, ha reso noto che i prigionieri politici del carcere di Acacias, nel dipartimento del Meta, hanno iniziato lo scorso 27 ottobre uno sciopero della fame per protestare contro le gravi carenze a livello di cure mediche per i detenuti. In particolare, viene denunciato con forza il caso del prigioniero politico Víctor Díaz Mancera, che si trova in grave stato di salute nella misura in cui le autorità carcerarie gli hanno ripetutamente negato l’accesso ad una assistenza medica adeguata. I prigionieri politici ricordano inoltre il caso di Pedro Rosas Pérez, morto lo scorso 14 febbraio per non aver ricevuto le cure mediche necessarie. Oltre diecimila, tra prigionieri politici e di guerra, in questa come in altre carceri colombiane ricevono un trattamento indegno, che rappresenta una forma di tortura nei loro confronti; o, peggio ancora, una pena di morte non dichiarata ma istituzionalizzata. Il tenebroso INPEC (Istituto Nazionale Penitenziario), istituzione che dovrebbe essere preposta, fra l'altro, alla tutela dei detenuti, da decenni fallisce nel suo compito, subissata dagli scandali di corruzione, violenze, violazione dei diritti umani, torture, collusione col paramilitarismo, ecc, in cui sono coinvolti i suoi massimi dirigenti, ma anche i quadri intermedi e moltissime guardie. Rappresenta senz'altro una delle declinazioni dello Stato fascista colombiano da disarticolare, affinché la pace con giustizia sociale non resti una chimera. 

27/10 - ELEZIONI REGIONALI CONFERMANO RICOMPOSIZIONE DEL BLOCCO DOMINANTE <http://www.nuovacolombia.net/> Lo scorso 25 ottobre si sono tenute le elezioni amministrative in Colombia. Per sgomberare il campo dagli equivoci, diciamo che come molti analisti nelle ultime settimane avevano previsto, i risultati elettorali confermano che le elezioni, lungi dal rappresentare le democratiche aspettative del popolo colombiano, sono state utilizzate dall’oligarchia per ricomporre il blocco di potere controinsorgente dominante in Colombia. Gli elementi per svuotare di significato la tornata elettorale, come d'abitudine, ci sono stati tutti: la corruzione, il voto di scambio, la sparizione di schede, la manipolazione sfacciata dei sondaggi, la guerra sporca mediatica e la guerra “legale” del fascistissimo clerico-procuratore Ordoñez agli oppositori di sinistra. Pochi giorni prima del voto, 21 rappresentanti dell'oligarchia colombiana, fra i più coinvolti e impegnati nella lotta controinsorgente, avevano redatto e pubblicato un inquietante documento che attesta le loro bellicose intenzioni in caso di post accordo. Le contraddizioni fra le diverse componenti dell'oligarchia vanno superate, e la sconfitta elettorale degli uribisti, che riduce il loro boss a più miti consigli, sembra andare in questa direzione. La classe dominante colombiana ricompone i ranghi e si prepara ad una nuova, lunga battaglia. E’ la lotta di classe, implacabile e durissima. E così come la fanno i padroni e gli oligarchi, anche il popolo deve condurla senza cedimenti.

22/10 - MISURE IMMEDIATE PER LA RICERCA, LA LOCALIZZAZIONE E LA CONSEGNA DEI RESTI DI PERSONE SCOMPARSE <http://www.nuovacolombia.net/> Lo scorso sabato 17 ottobre i rappresentanti dei paesi garanti al Tavolo dei Dialoghi dell'Avana, Cuba e Norvegia, hanno annunciato che il governo e l'insorgenza rivoluzionaria delle FARC sono giunti ad un accordo in merito a misure immediate per la ricerca, la localizzazione e la consegna dei resti di persone scomparse durante il conflitto armato. Il capo della delegazione delle FARC, Iván Márquez, ha dichiarato che il governo e l'insorgenza lavoreranno in funzione di accelerare il lavoro di ricerca con l'appoggio della Croce Rossa, sottolineando la forte partecipazione delle vittime nelle diverse entità che si creeranno per raggiungere questo scopo. Le delegazioni hanno inoltre concordato la creazione di una Unità speciale di alto livello, a carattere transitorio ed eccezionale, con l'obiettivo di risalire ai fatti che hanno portato alle sparizioni come conseguenza di azioni di agenti dello Stato, integranti della guerriglia o di qualunque organizzazione che abbia partecipato al conflitto. Si tratta di un ulteriore passo avanti nella costruzione di meccanismi volti all'acclaramento della verità ed al ristabilimento di una memoria condivisa relativa alle tante vittime del lungo conflitto colombiano.

17/10 - FARC: GIURISDIZIONE SPECIALE E' IL PIU' GRANDE RISULTATO DEL PROCESSO DI PACE <http://www.nuovacolombia.net/> In un articolo pubblicato lo scorso 15 ottobre, il Comandante Ricardo Téllez, membro del Segretariato e della Delegazione di Pace delle FARC-EP all'Avana, analizza i risultati della firma dell'accordo sulla Giurisdizione Speciale per la Pace. Nell'articolo si legge che tale accordo “rappresenta il più grande risultato raggiunto dal processo di pace fino ad ora”, poiché “avvicina alla soluzione di uno dei principali motivi di discrepanza fra governo ed insorgenza”. Per mezzo di quanto accordato, chiarisce, “si garantisce il riconoscimento delle responsabilità ed il massimo di verità possibile. Tutti, assolutamente tutti coloro i quali, in un modo o in un altro, abbiano partecipato, in qualunque forma, al conflitto interno, hanno l'obbligo di apportare tutta la verità su quanto è successo, nei casi in cui sono imputati o sono stati coinvolti”. Il ristabilimento della verità storica, attraverso le commissioni paritetiche, e di quella giuridica, ottenibile attraverso la Giurisdizione Speciale, rappresentano un passaggio ineludibile affinché si possa costruire una pace duratura. In questo accordo vince il popolo colombiano, e ci rimettono solo quanti hanno potuto finora godere della totale impunità per i crimini commessi dal terrorismo di Stato.