“Assalire gli inferni”

“Prendere il potere o costruire la società dal basso? Un manuale per assalire gli inferni”, di Carlos Taibo, è un libro di cui c’era proprio bisogno.

 

 

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RACCONTARE IL MONDO OGNI GIORNO PER NON ABITUARSI AL DOMINIO

 

ASSALIRE GLI INFERNI
“Prendere il potere o costruire la società dal basso? Un manuale per assalire gli inferni”, di Carlos Taibo, è un libro di cui c’era proprio bisogno. Se è vero che viviamo tempi di orrore è anche vero che in tutto il mondo donne e uomini sperimentano strade diverse dall’opzione dalla democrazia rappresentativa per resistere e cambiare il mondo. L’autogestione si nutre di molte azioni diverse: secondo lo scrittore e docente universitario spagnolo si tratta di decrescere, de-urbanizzare, de-tecnologizzare, de-patriarcalizzare, de-complessizzare, sfide che ci obbligano prima di tutto “a difendere processi destituenti e non processi costituenti”
CARLOS TAIBO

Per la campagna Facciamo Comune insieme Carlos Taibo ha scritto: “Comunees un proyecto que conviene apoyar. Chiaro, no?

IN TUNISIA I SEMI DI NUOVE RIVOLTE GLOBALI
Le rivolte che hanno scosso la Tunisia nelle passate settimane potrebbero dimostrare che ogni bilancio sulle cosiddette primavere arabe è stato frettoloso, prematuro e riduttivo, quel processo va invece letto ed iscritto nel lungo termine. E poi sono le nostre rivolte. Non solo per un ideale di giustizia sociale ma anche perché potrebbero aiutare a costruire una forma di radicalismo politico più che mai urgente. C’è un enorme bisogno di un’espressione politica capace di offrire una visione di speranza per un mondo diverso che contrasti la capacità di attrazione dei fautori del terrore e delle destre razziste. Se nulla modificherà l’attuale assetto economico e politico del mondo, espressioni di violenza sanguinose, guerre tra poveri e terrorismo diventeranno il quotidiano terrificante delle nostre società
MARIO SEI

DA MORATTI A MORATTI
Alla fine il bilancio della giunta Pisapia sembra questo: da Moratti a Moratti. Pisapia era stato eletto sindaco di Milano nel maggio del 2011 sull’onda di una mobilitazione culminata nella vittoria dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali e contro il nucleare ed era stata sostenuta da una straordinaria partecipazione di base. Poi, contestualmente a quella dei referendum abrogativi nazionali, la vittoria dei referendum consultivi cittadini (trasporto pubblico, piantumazione della città, parco dell’area expò…). Purtroppo, “nessuno degli impegni previsti da quella consultazione ha trovato attuazione – scrive Guido Viale – Tutto ciò sarebbe forse giustificabi le se gli obiettivi dei referendum fossero stati sacrificati a interventi di sostegno ai servizi sociali, alla riqualificazione delle periferie, alla soluzione dei problemi abitativi. Ma non è così. Ad oggi il Comune ha ancora 9mila alloggi vuoti… In compenso si è impegnato in misura crescente nello sgombero di centri sociali e occupazioni di case”. “Il profilo morale o intellettuale di Pisapia non è in discussione. Che però, due giorni dopo il suo insediamento è volato a Parigi, nella sede del Bureau Internationale de l’Exposition, per impegnarsi nella realizzazione di expò secondo il percorso avvelenato messo a punto dalla Moratti…” Che cosa abbia significato expò è chiaro: cemento, debiti, lavoro nero e lavoro gratuito…
GUIDO VIALE

ARIA DI TERRA
“Non crediamo più alla nostra avventura su questo pianeta… Navighiamo in un mare di merci – scrive Franco Arminio – La modernità è una baracca da smontare”. Di cosa abbiamo bisogno? “Di camminare, guardare gli alberi… guardare il cielo molte volte al giorno… Per salvare una parte delle venti milioni di specie che stanno morendo ci vorrebbe l’idea che noi siamo della Terra, ci vorrebbe che a tavola, nei bar, sulle panchine delle piazze, sulle spiagge, si parlasse del nostro pianeta. La Terra deve essere fasciata, lenita, accudita con mille attenzioni… Negli uffici pubblici non ci dovrebbe essere l’immagine del presidente della Repubblica, ma quella della Terra… Dobbiamo usare i nostri corpi, camminare, abbracciarci, ste nderci al sole e sgretolarci, annusarci, danzare, suonare, salutare il sole, scrivere poesie, non ci sono altre strade, dobbiamo congedarci da ogni idea di progresso… Muoverci nel provvisorio, scatenare immaginazioni… Raccontarci storie belle, mutilare l’efficienza, l’indifferenza, sgangherare l’idea del profitto…”
FRANCO ARMINIO

DA ROMA A GAZA. L’ACQUA, IL SOLE E IL JAZZ
C’è un piccolo ospedale, a Shujjaya, uno dei quartieri di Gaza‬ City più poveri e devastati dalla furia dei bombardamenti israeliani dell’estate 2014. Si chiama Jenin e può dare lezioni al mondo intero per diverse ragioni. La prima è che è stato il primo ospedale ad abolire del tutto l’uso di combustibili fossili. In questo modo è riuscito a raggiungere una condizione di totale indipendenza da Israele assai rara in città. L’impianto fo tovoltaico che alimenta la sua energia è stato completato grazie all’incasso di un concerto del maestro Bollani tenuto in novembre al teatro Argentina di Roma. Lunedì 15 febbraio nella capitale si è ripetuto l’exploit grazie a Richard Galliano, uno dei compositori più geniali e poliedrici della scena europea ma anche uno dei migliori fisarmonicisti del mondo: Galliano destinerà l’incasso a un nuovo progetto di autonomia energetica per 700 famiglie palestinesi. Dovrebbe consentire di illuminare una strada e produrre l’energia che serve a far funzionare le pompe che forniscono l’acqua agli orti inariditi dei contadini gazawi. Patrizia Cecconi è lì, è andata all’ospedale Jenin e ci ha inviato questa nuova straordinaria storia di resistenza e di dignità
PATRIZIA CECCONI

NON SI COMMISSARIA L’AUTOGESTIONE
Immediato Stop agli sgomberi e revoca della delibera 140 per un regolamento nuovo dell’uso civico degli spazi: sono le richieste di un appello promosso da diversi spazi sociali di Roma, minacciati di sgomberi, sigilli, lettere di sfratto. Per protestare contro la repressione in corso nella città commissariata, lunedì mattina è stato occupato il dipartimento Patrimonio Sviluppo e Valorizzazione del Comune di Roma. Di seguito il testo dell’appello, che è possibile firmare in diversi luoghi della città, tra cui il Laboratorio sociale autogestito 100 celle. Nell’appello, tra l’altro, si legge: “Le esperienze che vogliono sgomberare sono nate dall’iniziativa dei citt adini, che si sono autorganizzati, restituendo alla città decine di spazi del patrimonio pubblico abbandonati e fatiscenti, facendoli diventare luoghi accoglienti, esperienze comunitarie, educative, culturali, sociali…”
L’APPELLO COMPLETO
 

È ORA DI FERMARLO
Per evitare di rimandare tutto a dopo le elezioni statunitensi, c’è il rischio che la Commissione Ue e il ministero del Commercio Usa approvino tutti in fretta… Quattro assemblee della campagna Stop T-tip
CAMPAGNA STOP T-TIP

LAVORIAMO SENZA MANAGER
Un’azienda con 10.000 dipendenti, soprattutto donne, e nessun capo
SAMI HONKONEN

E ARRIVA IL GIORNO DELLE PAGELLE
«Poi ti ritrovi a consegnare le “pagelle”, come ad ogni quadrimestre… Devi parlare con genitori, persone, vite, a cui hai valutato i figli – scrive Annachiara Piffari, insegnante – E vedi la loro mortificazione, quando i risultati si fanno attendere… Il dubbio di non essere “bravi genitori”. Poi c’è chi ti dice che in gita il figlio non lo manda, perché non ha i soldi… E poi ti ritrovi il genitore che, a fronte di un voto molto basso in comportamento del proprio figlio, scoppia a piangere e ti mette al corrente di una situazione di salute che mai avresti sospettato… E allora mi chiedo: perché dover per forza assegnare un voto, una stima, un numero?… »
ANNALISA PIFFARI

LA SCUOLA NUOVA FABBRICA DI SERVITÙ?
Negli ultimi ventitré anni, dalla riforma Berlinguer, abbiamo assistito al processo di smantellamento della scuola democratica. Vince il mercato: dalla scuola delle conoscenze a quella delle competenze. “Tuttavia cambiare questa deriva non è impossibile – commenta Alain Goussot -, le forze, le capacità, le coscienze del bene comune esistono nel mondo della scuola per ricostruirla in senso davvero qualitativo, solidale, inclusivo e democratico…”
ALAIN GOUSSOT

UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO
“Qui su al Nordoriente è successo due volte nelle ultime settimane. Prima alla Nek di Monselice (Pd), un’azienda di trattamento rifiuti, che occupa quasi esclusivamente donne e donne straniere. A dicembre si sono trovate meno soldi in busta paga. Proteste. Scioperi. Occupazioni. Licenziamenti. Sgombero. Qualche settimana dopo, a Grisignano di Zocco (Vi), dove sta un magazzino logistico della catena di supermercati Prix. Anche lì lavoratori quasi tutti migranti. Anche lì sgombero e famiglie sul lastrico. È cronaca quotidiana di molte parti del mondo – scrive Carlo Ridolfi della Rete di Cooperazione educativa -, che qui su al Nordoriente si tocca con mano e dolore. Potrebbe essere l’occasione per fare un po’ di azioni educative a scuola e in famiglia. Ci sarebbe la storia, che potrebbe esser confrontata con i fatti di tutti i giorni che anche i bambini e i ragazzi vedono sui tg. A ben vedere potrebbe starci anche un bel po’ di matematica. Quando Mario Lodi insegnava, partiva dai racconti dei contadini che spiegavano ai suoi ragazzi come il granturco raccolto andasse diviso in sacchi, tre dei quali andavano al padrone e uno solo a chi aveva lavorato la terra, scoprendo così nella matematica anche una ingiustizia sociale… “
CARLO RIDOLFI

AL CONGRESSO ANNUALE DEI SICARI
Il Ptof è davvero da leccarsi i baffi. E anche la formazione di un comitato di valutazione eletto da tutti, che dà criteri, ma non conta un cazzo, perché è il dirigente che decide, senza appello, è stato un bel colpo. Complimenti per il Ptof (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), lo sanno tutti che non vuol dire niente, tanto che si può riscrivere ogni anno, pieno di numeri senza senso. I miei capi temevano che tutti si sarebbero messi a ridere, per una schifezza del genere, e avrebbe inficiato l’intera legge, io ho garantito per voi, e abbiamo avuto ragione…Baciare la mano che chiama a lavorare, ecco una tradizione che si era dimenticata negli ultimi 60-70 anni, occorrono rispetto, devozione e sottomissione, ci siamo quasi
FRANCESCO MASALA

FUMETTANDO INSIEME A CLAUDIA
Lavorare con le immagini è importante, troppo spesso si privilegia la parola. Attraverso l’immagine si impara a osservare, a fare attenzione ai particolari, alle forme e, se per esempio, quando era bambino Loreno non ha imparato a leggere le lettere come suoni, ora impara a riconoscerle come immagini. E può finalmente riconoscere le scritte che indicano le fermate della metropolitana… Claudia racconta il cambiamento di Loreno nel libro che ha appena pubblicato e che parla della sua esperienza: lei si occupa da anni di ragazzi e adulti con problemi intellettivi. Il suo laboratorio del fumetto, a Torino, ha coinvolto Loreno, Flavia e altri ed è stato straordinario: una p iccola comunità in movimento, persone che hanno assaporato la gioia di stare e di lavorare insieme. La fretta è rimasta fuori dalla porta, ognuno ha trovato il modo e il tempo per esprimersi. Ora quel laboratorio non viene più finanziato perché i tagli sono caduti come una scure. Claudia vende il libro per autofinanziarsi il laboratorio, determinata ad andare avanti
EMILIA DE RIENZO

UN FORUM FUORI DAGLI SCHEMI
Promosso dal Gue (il gruppo delle sinistre confederate) e fortemente voluto da Podemos, si è svolto a Bruxelles il primo Forum sulle economie sociali e solidali. In quattro conferenze e nove workshop sono stati accreditati duecentocinquanta persone dei movimenti sociali, delle reti dei beni comuni, delle cooperative, delle imprese eticamente orientate assieme ai massimi studiosi del settore (tra cui Jean-Luise Laville, Euclide Mance, Jason Nardi, Guido Viale). Si tratta di un universo in grande fermento, a cui però corrisponde una certa confusione semantica e concettuale: il rischio di una sussunzione di queste attività dentro gli schemi della filantropia delle grandi fondazioni delle imprese e delle banche è enor me. Occorre salvaguardare attività in grado di generare relazioni umane fondate sugli scambi non monetari, sulla mutualità e l’auto-aiuto, sulla preservazione e sulla equa utilizzazione dei beni comuni naturali
PAOLO CACCIARI

UN FIGLIO GAY? LO BRUCEREI
Alla domanda di alcuni genitori di ragazzi omosessuali su “cosa farebbe se avesse un figlio gay?”, Giovanni De Paoli, consigliere regionale ligure della Lega Nord, ha risposto con sorriso sprezzante “lo brucerei nel forno”. Dopo alcune De Paoli, che aveva portato il gonfalone della Liguria al family day, ha ovviamente smentito dicendo di non essere stato capito, di essere stato frainteso… “Cose che capitano; in effetti, chi ogni tanto non è frainteso quando parla di persone da uccidere nei lager, soprattutto se si ricoprono cariche pubbliche – scrive Matteo Saudino – In Italia è ormai normale che uomini di stato, che giurano sulla costituzione, parlino di uccidere chi è divers o (?) o minoranza. Consiglieri comunali che su Facebook gioiscono per i barconi che affondano, che scherzano su donne stuprate e così via. È il festival dell’odio da supermercato dell’orrore…”
MATTEO SAUDINO

UNA BIRRA BUONA COME IL PANE
A Londra, nel quartiere di Hackney, è nata una gustosa idea antispreco. La birra ToastAle è fatta col pane, non più mangiabile, recuperato dalle panetterie, dai supermercati, dagli scarti della ristorazione. In attesa di risolvere il problema dello spreco alla fonte sembra davvero una buona idea. De resto, in Inghilterra è stato stimato che circa il 44 per cento del pane prodotto ogni giorno venga sprecato (con questa quantità si potrebbero tirare fuori dallo stato di malnutrizione 26 milioni di persone). In Italia il pane sprecato spopola nelle discariche, che ne accolgono circa tredicimila quintali al giorno
ECO DALLE CITTÀ

UN POPOLO IN CAMMINO
Ai piani bassi della Chiesa che celebra frati dalle inquietanti amicizie e fa la guerra al parlamento, e lontano dalle attenzioni dei grandi media e dalle istituzioni, ci sono credenti e non che gridano “basta!” alla camorra ogni giorno. Ecco cosa è accaduto nel quartiere Sanità, a Napoli, dopo l’uccisione di Genny. Un racconto appassionato di Alex Zanotelli, che in quel pezzo di periferia vive da diversi anni. Un grido di speranza
ALEX ZANOTELLI

 

 

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