“I semi di Taraba”

Mi chiamo Fatima. Sono una di Loro, una della saga delle donne più antica al mondo. Non starò a raccontarvi tutto quel che ho passato. Vi dico solo che tutta la mia famiglia è morta. Ci hanno assassinati, con i proiettili, le onde e l’indifferenza.

 

 

NEWSLETTER DI COMUNE

TAVERNA COMUNALE A CASETTA ROSSA
Raccogliere intorno a una tavola persone che leggono e fanno Comune insieme: l’ambizione delle Taverne comunali è nota e sperimentata in diversi spazi sociali romani. Domenica 6 marzo sarà Casetta Rossa, a Garbatella, ad ospitare, una nuova Taverna e offrire così un sostegno alla nostra fragile avventura di comunicazione indipendente. L’appuntamento è alle 18 con l’incontro “Il tempo del petrolio deve scadere“ per ragionare con il Coordinamento nazionale No Triv e ad altri del referendum del 17 aprile, ma anche di alternative al dominio delle energie fossili. Alle 20 tutti e tutte a t avola (evento facebook). Per partecipare alla cena viene proposta una quota/donazione di 15 euro (10 per i bambini): è indispensabile prenotarsi scrivendo a info@comune-info.net

I SEMI DI TARABA
Mi chiamo Fatima. Sono una di Loro, una della saga delle donne più antica al mondo. Non starò a raccontarvi tutto quel che ho passato. Vi dico solo che tutta la mia famiglia è morta. Ci hanno assassinati, con i proiettili, le onde e l’indifferenza. È così che siamo morti. Ascoltatemi, perché questa è la vostra storia: il vostro cibo, i campi coltivati, ci sono perché allora Loro, le donne della mia famiglia, non sono state fermate. Nessuno ha messo del filo spinato sul loro cammino, non avevano recinzioni da scavalcare. Sono state queste donne migranti che hanno portato i semi fin qui, fino a questa Europa oggi sovralimentata e tanto codarda. Lo sapevate?
GUS TAVO DUCH

IL TEMPO
Con l’Asilo nel bosco di Ostia facciamo Comune insieme già da un po’ di tempo (qui alcuni dei loro articoli, in questa pagina invece l’adesione alla nostra campagna 2016), l’ultima volta nell’incontro nazionale della Rete di cooperazione educativa. Se c’è un modo per percepire il desiderio di cambiare il mondo e non solo la scuola che nasce ogni giorno in questo pezzo di campagna romana è osservare lo stravagante orologio che suggerisce i tempi della giornata all’asilo. C&rsq uo;è il momento della brina e dei suoni attutiti della mattina, quello delle passeggiate con la pioggia o del pigro avanzare alla luce del sole, quello del cerchio di sedioline per gustare la frutta di stagione e il momento per offrire fili d’erba agli asinelli. E ancora: il momento per fare il teatrino, dipingere all’aperto, innaffiare i fiori, ascoltare una storia, andare in bici, apparecchiare. Poi ci sono i momenti per imparare a fare da soli, ad esempio sbucciare i mandarini in inverno, o per sperimentare il piacere del cooperare, quando i bimbi più grandi con pazienza infilano le calosce ai più piccoli. In estate c’è anche il tempo per riposare su un’amaca cullati dal vento o per giocare all’aria aperta fino al tramonto con mamma e papà. La lentezza, l’imparare facendo, il mettere in comune, il rispetto delle stagioni, la pazienza di costruire relazioni, l’arte di ascoltare e quella di coltivare spontaneità abitano questo luogo. “Se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi vent’anni di lavoro nelle scuole è che non esiste un modello educativo che sia efficace in ogni occasione – si legge nell’introduzione di L’asilo nel bosco (libro e dvd) – La vita è una ricerca continua e probabilmente la verità è solo un’utopia, il cercarla umilmente e appassionatamente è forse l’unica maniera di assicurarsi un felice viaggio”. Di seguito ampi stralci del capitolo “Il tempo”
SABINA BELLO

LA LEZIONE DI GIULIO
“Ho seguito ogni istante della ricerca, del tragico ritrovamento, delle indagini e del saluto finale a Giulio Regeni perché era amico di mio figlio. Ho parlato con i genitori dicendo loro che potevo essere al loro posto e ascoltando la loro rabbia, il loro smarrimento, lo smisurato dolore ho pensato che nessuna persona dovrebbe perdere il proprio figlio e ancor di più nessuno dovrebbe subire quello che ha subito quel corpo… Tutti hanno scoperto all’improvviso che cos’è l’Egitto di oggi e che l’Italia fa affari lucrosi con governi dittatoriali, oppressivi, feroci… Giulio ha preferito raccontare la verità dei soprusi quotidiani e la voglia di ribellarsi… “
ANTONIO DE LELLIS

COLPIRE LE DONNE È COLPIRE LA COMUNITÀ
Il capitalismo si è costruito sul declassamento del lavoro di riproduzione e di cura ma non è stato capace di superare l’ultima frontiera: produrre la vita al di fuori del corpo della donna. Lo ricorda, in questa lunga e densa intervista, Silvia Federici. Ci hanno convinto che la produzione è un fine in sé, che non ha rivali in termine di valore e pertanto la vita deve esservi sottomessa. Questa mostruosità ha permeato anche tutti noi, l’abbiamo interiorizzata, così riduciamo l’importanza del tempo e del rapporto con gli altri. Nella violenta offensiva contro la gestione comunitaria della terra, poi, l’attacco alle donne è fon damentale perché sono loro che tengono unita la comunità, che difendono più direttamente la vita e sono investite dal processo che la riproduce
SILVIA FEDERICI

TENERLI IL PIÙ LONTANO POSSIBILE DALL’EUROPA
Sì, certo, naturalmente si può anche continuare a far finta di non vedere o di non capire. Da tempo è piuttosto evidente, tuttavia, che le istituzioni europee non hanno alcuna intenzione di trovare e non troveranno spontaneamente le soluzioni per fermare quello che il sindaco di Palermo ha di recente definito “il genocidio del Mediterraneo”. I governi europei e i loro consigli continuano ad accapigliarsi in un macabro teatrino ma hanno a cuore un solo e preciso obiettivo prioritario: tenere i profughi e i migranti il più possibile lontani dall’Europa. Salvare le vite umane e tutelare la dignità delle persone accolte potrebbe anche essere un fatto auspicabile ma costoso, troppo i mpegnativo e in fondo secondario. Semmai sarà necessario perseguire, o almeno marginalizzare, come si è già visto a Lesbos, chi prova a far da sè, la solidarietà spontanea dei volontari e delle iniziative indipendenti. Intanto arriva in Italia SOS Mediterranee, l’associazione umanitaria indipendente per il soccorso in mare
UDO ENWEREUZOR

SCHIAVI
La loro paga non supera i 25/30 euro al giorno (in media dodici ore di lavoro), meno di 2,5 euro all’ora. Stiamo parlando di 905.000 persone che producono circa 32 miliardi di euro all’anno. Si tratta di semplice schiavitù perché da quella paga i lavoratori, in gran parte migranti, devono sottrarre circa cinque euro al giorno per il trasporto sul luogo del lavoro, l’acquisto di acqua e cibo, l’affitto di alloggi del tutto precari e, talvolta, dei medicinali. Accade da diversi anni nelle campagne italiane da cui arrivano i prodotti che finiscono sulle nostre tavole e in quelle di molti paesi europei. Ma facciamo tutti finta di niente
TONIO DELL’OLIO

COLTIVIAMO INSIEME UN MONDO DIVERSO
Sono 58 i Gas di tutta Italia che aderiscono alla iniziativa “Adesso pasta!”. In pratica i Gas programmano con largo anticipo i propri fabbisogni e assicurano una fornitura minima di 2.000 euro all’anno per confezioni familiari da 3 kg e altri formati e prodotti. In tal modo i costi di produzione, confezionamento e distribuzione possono essere ottimizzati e il prezzo dei prodotti praticato può essere contenuto. Ad esempio 500 gr di pasta integrale di semola di alta qualità (macinata a pietra ed essiccata a bassa temperatura) di grano duro bio può arrivare a 1,29 euro. Miracoli della “disintermediazione”, del confronto diretto e, soprattutto, dal rapporto di reciproca fiducia e amicizia che si è instaurato nel tempo tra i cooperatori e i gasisti. In periodici incontri informativi si discutono i piani di sviluppo, gli investimenti, l’utilizzo degli utili, le decisioni di investimento e si confrontano i bilanci gestionali. Il dogma tipico dell’economia capitalistica secondo cui vi sarebbe sempre un conflitto di interessi tra cittadino consumatore e produttore viene superato
PAOLO CACCIARI

COMUNITÀ MIGLIORI
“L’agricoltura che abbraccia la solidarietà, la biodiversità salvaguardata tramite la cucina, la cooperazione sociale che riscopre il valore della terra: cosa sono se non contatti virtuosi?… Gli importatori del commercio equo anni fa si resero conto che era necessario sposare il biologico, pena l’affievolimento dell’equità che perseguivano; la finanza etica presta denaro soprattutto alla cooperazione sociale, perché è nell’economia delle relazioni che la persona occupa il centro e non è un numero all’interno di un bilancio. Ancora: sempre più l’alimentazione si sposta verso una dieta vegetariana o vegana… Il cammino è appena iniziato: la pr ogettazione di tutti i beni e gli stessi materiali prima o poi nasceranno già con la prospettiva che tutto dovrà essere riciclato e recuperato… Pulsa ancora forte il desiderio del sogno e della speranza in una comunità migliore… “
FABIO GAVELLI

L’AGRICOLTURA CONTADINA PUÒ SALVARE IL MONDO
“Ormai non possiamo dire che non ci sono più le mezze stagioni perché non ci sono più neanche quelle intere. Eppure, a parte chi viene colpito direttamente e in modo violento da un qualsiasi evento eccezionale di turno, sembra che la cosa non ci riguardi affatto… Tutta la comunità scientifica concorda sul riconoscere che il caos climatico è provocato da un surplus di emissioni di gas serra derivanti da attività umane… La produzione industriale del cibo – ricorda Giovanni Pandolfini di Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni – è responsabile delle emissioni per una percentuale che va dal 47 al 55% delle emissioni totali… Il modello di agricoltura contadina ag roecologica costituisce una alternativa concreta all’agricoltura industriale petrolifera senza contadini ed è già realizzata in molte zone del mondo… L’agricoltura contadina con pratiche agroecologiche oltre a contribuire al raffreddamento del pianeta spezza la catena di potere che determina la stretta relazione fra crisi ambientale e crisi sociale ed è portatrice sana autodeterminazione dei territori e ricostruzione di comunità territoriali che tendono all’autogoverno dal basso e il mutuo soccorso. L’autodeterminazione alimentare attraverso l’agricoltura contadina è la vera soluzione alla crisi climatica globale… “
GIOVANNI PANDOLFINI

UN BICCHIERE DI PETROLIO
Prendete un bicchiere. Riempitelo di petrolio. Lo dareste da bere a vostro figlio? Perché il punto, in fondo, è proprio questo. Al banchetto del vivere quotidiano oggi ci sfamiamo a suon di plastica e carbone. Piatto unico, fonti fossili. Per questo il 17 aprile…
MARCO BOSCHINI

BARATTO URBANO
È possibile mettere su un mercato dove barattare oggetti con altri oppure donarli in cambio di nulla? Un mercato a partecipazione libera improntato sulla reciprocità? Un mercato promosso soprattutto da giovani?
MATILDE DE LUCA

QUANDO LA RETORICA RENDE OPACHE LE IDEE
La direttrice di Pikara, eccellente magazine basco che esprime un giornalismo di qualità con una prospettiva di genere, racconta l’esperienza contraddittoria della partecipazione a un incontro di intellettuali, artisti e movimenti sociali promosso dal governo del Venezuela alla fine del 2015. Un meeting nato per iniziativa di Hugo Chávez e Fidel Castro con l’obiettivo di vincolare personalità della cultura e delle organizzazioni sociali al progetto bolivariano. June Fernandez si è certo indignata vedendo da vicino il golpismo della destra venezuelana e le conseguenze degli abusi e delle ingerenze statunitensi, ha imparato da esperienze comunitarie concrete di teatro invi sibile, realizzazione di murales e di piani urbanistici basati sulla filosofia del buen vivir ma l’entusiasmo è stato molto mitigato dal settarismo, dal culto del leader (valga per tutti gli esempi la spilla dorata con lo sguardo del “Comandante Eterno” regalata ai partecipanti), dallo spreco di risorse e dall’autoritarismo che si respirava in un forum che avrebbe voluto tessere alternative all’ordine neoliberista
JUNE FERNANDEZ

PRESCRITTI I REATI ATTRIBUITI A MARCOS
Dopo ventuno anni un giudice federale decreta la prescrizione dei reati di terrorismo, sedizione, sommossa, ribellione e cospirazione per i quali nel 1995 fu spiccato mandato di cattura contro il subcomandante insurgente Marcos e altri componenti dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. La risposta del defunto Marcos, del SupGaleano e dell’Ezln non si è fatta attendere
EZLN

VENTI DI GUERRA
Inutile prenderci in gioco: il «governo unitario» auspicato per la Libia serve a chiedere l’intervento armato
FRANCESCO MARTONE

SAPER STARE CON I BAMBINI E LE BAMBINE
Capacità di gestire le proprie emozioni, competenze nel condurre un gruppo di bambini: sono queste, secondo Daniele Novara (Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti di Piacenza) alcune delle condizioni, troppo spesso sottovalutate, per gestire bambini e bambine. Una riflessione a proposito degli arresti di maestre di asilo nido e scuola dell’Infanzia
DANIELE NOVARA

COSTRUIRE RELAZIONI SOCIALI OGNI GIORNO
Abbiamo bisogno di mettere in discussione, a cominciare dalla scuola, quella che «lo psichiatra e filosofo franco-argentino Miguel Benasayag chiama “il mito dell’individuo” e Christopher Lasch “l’epoca dell’Io minimo”, il tempo nel quale ognuno pensa di potersi costruire da solo – scrive Alain Goussot – a prescindere da relazioni e legami. In questo senso ogni processo educativo è un processo relazionale, comunicativo e transazionale che produce conoscenza: conoscenza sul mondo, del mondo, di se stesso e dell’altro, capacità di entrare in sintonia con l’altro e con se stesso accettandosi con tutte le proprie contraddizioni… »
ALAIN GOUSSOT

LEGGERE SIGNIFICA CORRERE GROSSI RISCHI
Dicono che i teatri sono pieni ma forse dovremmo smettere di credere al valore salvifico della cultura di per sè. Del resto sappiamo che alcuni degli uomini che escogitarono e organizzarono Auschwitz avevano imparato a leggere Shakespeare o Goethe. «Non voglio dire che la letteratura e l’arte in genere non servono, che non possano cambiare nulla… – scrive Emilia De Rienzo, insegnante – ma per farlo devono stabilire un dialogo con quanto è vivo, devono far vibrare il cuore di chi legge, e smuovere le coscienze perché diventino sensibili al disumano. La lettura può diventare una “forma di azione”. Una grande poesia, un grande romanzo possono aprire le porte della nostra c oscienza. Ma dobbiamo essere noi a volerlo… ». Per questo, «quando entriamo in libreria non dobbiamo fermarci solo di fronte alle classifiche dei best-seller, ma cercare tra i libri nascosti… ». Scrive George Steiner: «Leggere bene significa correre grossi rischi. Significa rendere vulnerabile la nostra identità… »
EMILIA DE RIENZO

I DIRITTI SULLA CARTA E LA VITA DI OGNI GIORNO
La lotta dei gay in Italia è storia recente. «Io, che avevo vissuto un’adolescenza in cui “nessuno era gay”, all’università ho visto cambiare le cose. Ho vissuto il complicato coming out di amici di infanzia – spiega Manuela Salvi, scrittrice – Ho visto coppie di miei carissimi amici sfidare gli sguardi attoniti dei passanti tenendosi per mano. Ho insegnato io a mio padre a non usare la parola “ricchione” per insultare il calciatore che sbaglia il rigore… Sono solo un paio di decenni, dopo generazioni di nascondino e matrimoni di facciata. Non ci sono quasi per niente anziani che vivono questa lotta, è una folla di under cinquanta… ». Tuttavia, co me per altri cambiamenti che cercano di trasformare la società in profondità, è nella vita di ogni giorno che si gioca la partita più importante. «La vera lotta si gioca in casa, nel quotidiano. Non ha senso che venga riconosciuto il matrimonio se poi alla festa non puoi invitare tua madre perché “lei non lo sa”… Anche il Gay Pride non ha senso se poi “i miei amici non lo sanno che ci vado”. I diritti richiedono coraggio… E le donne sono per i gay la dimostrazione più lampante di come acquisire dei diritti sulla carta non significhi affatto liberarsi dai propri pregiudizi o sensi di colpa o vergogna…
MANUELA SALVI

COME SI DICE LIBERTÀ IN TURCHIA?
Per molte ragioni non amiamo le categorie e meno ancora quella dei giornalisti. Tuttavia il fatto che Reporter Senza Frontiere abbia definito la Turchia il “carcere più grande del mondo per i giornalisti” dice molto a proposito di libertà. Per questo rilanciamo volentieri un appello segnalato da Murat Cinar e Karim Metref. Nell’appello, tra l’altro, si legge: “Diversi giornalisti sono in carcere da anni e aspettano la condanna, alcuni sono in attesa di sentire e capire quali siano le loro colpe e alcuni invece vengono trattenuti per attendere l’inizio del loro processo. Le condanne richieste in alcuni casi prevedono anche l’ergastolo…”
APPELLO

NON SMETTIAMO MAI DI LOTTARE
«Un fillm, “La notte non fa più paura”, dedicato a tutte le vittime del terremoto… Per tutti quelli che, nella vita, non hanno mai mollato. Per tutti quelli che si sono rialzati dalle difficoltà e continuano a lottare. Per chi nella vita ha sofferto di brutto. Non smettiamo mai di lottare!»
CARLA VERDECCHIA

SE DONALD TRUMP DIVENTASSE PRESIDENTE
“Quindi non sai che ha vinto Trump”.
“Vuoi dire che alla fine Trump è diventato presidente degli Stati uniti?”.
“Quale fine? Quello è l’inizio… Il gran giorno è stato quando è diventato imperatore del mondo”.
“Cazzo…”
ALESSANDRO GHEBREIGZIABIHER

 

CAMPAGNA 2016 “FACCIAMO COMUNE INSIEME”

RACCONTARE IL MONDO OGNI GIORNO PER NON ABITUARSI AL DOMINIO

 

Per seguire gli aggiornamenti di Comune-info ogni giorno su facebook clicca «Mi piace» qui

Inoltre dopo aver cliccato “Mi piace”  mettete la spunta su “Ricevi le notifiche” per poter rivevere la notifica dei  nostri post sulla Vostra pagina Fb.

Seguici anche su twitter.

Sharing - Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *