“Dappertutto nel mondo, Global Debout”

L’appello del movimento Nuit debout, domenica 15 maggio occupiamo le piazze in tutto il mondo, rimbalza ovunque. La Globaldebout prende forma nei giorni in cui il governo francese ammette di temere la straordinaria mobilitazione, che va al di là dell’opposizione alla riforma del lavoro.

 


TUTTO ALL’ARIA!
Domenica mattina manderemo tutto all’aria: sì, ci incontreremo per creare oggetti volanti da lanciare insieme, giocheremo col vento e con le luci dell’aria, ci prenderemo il cielo e lo trasformeremo riempiendolo di colori con aquiloni, bizzarri paracaduti, elicotterini e tutto quello che riusciremo a far volare. Ci divertiremo con un laboratorio che utilizza materiali diversi di uso quotidiano per sperimentare forme e costruire oggetti in grado di sfruttare l’aria. Un laboratorio per stare insieme (bambini e bambine, 0-99 anni) attraverso il gioco, per promuovere cambiamento e partecipazione, per imparare facendo. Con noi ci sarà Delia Modonesi, che ha cominciato a giocare e a mettere in comune (con scuole, associazioni, spazi sociali, giornali improbabili) saperi e divertimento diversi anni fa e non ha più smesso. L’appuntamento è alle 10,30 di domenica 15 maggio in mezzo al verde dell’ex Lavanderia del Santa Maria della Pietà (ma c’è anche la possibilità di utilizzare locali al chiuso grazie all’accoglienza dell’ex Lavanderia). Dopo il laboratorio chi vuole può fermarsi a pranzo (proponiamo un contributo di 15 euro, 10 per i bambini): il laboratorio è gratuito per chi prenota il pranzo, 2 euro per gli altri. Prenotazioni subito: info@comune-info.net

PRENOTATE SUBITO: DOMENICA 15 TAVERNA COMUNALE
Cibo buono, oggetti volanti (vedi sopra), convivialità e dibattito (Ttip e acqua): la ricetta della Taverna comunale, ideata per offrire un sostegno alla nostra fragile avventura di comunicazione indipendente, domenica 15 maggio sarà proposta all’ex Lavanderia del Santa Maria della Pietà. Vi aspettiamo

FACCIAMO COMUNE INSIEME

 

DAPPERTUTTO NEL MONDO, ‪‎GLOBAL DEBOUT‬
L’appello del movimento Nuit debout, domenica 15 maggio occupiamo le piazze in tutto il mondo, rimbalza ovunque (anche a Roma, Milano, Padova, Napoli e Messina). La Globaldebout prende forma nei giorni in cui il governo francese ammette di temere la straordinaria mobilitazione, che va al di là dell’opposizione alla riforma del lavoro, e per questo ha deciso di ricorrere all’articolo della Costituzione che impone l’adozione di una legge escludendo perfino il voto del parlamento. Di seguito, l’appello in italiano, inglese, spagnolo e francese: “Il 15 maggio passiamo all’azione! Nei nostri quartieri, villaggi e città… Il 15 maggio, occupiamo piazze dappertutto nel mond o, per un GlobalDebout”
APPELLO

È ora di riprendersi la notte Marie Moise e Dario Firenze
Communs Isaline Bernard 
Che nessuno entri se non è in rivolta Amador Fernández-Savater
Nuit Debout contro Panama Partout David Graeber (Effimera)
Banlieues debout Isaline Bernard e Emilie Massemin
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LA RESISTENZA DEGLI ZADISTI
La ZAD, Zona da Difendere, si è formata a pochi chilometri da Nantes, dove è prevista da molti anni la realizzazione di un mega-aeroporto inutile quanto costoso, proprio nel bel mezzo della campagna, tra boschi, fattorie, orti comunitari e aree umide sotto tutela. Dal 2009, nonostante la durissima repressione del 2012, continuano a spuntare gruppi di tende o casupole in legno che ospitano per lo più persone che hanno scelto di sostenere la lotta contro quella grande opera. Non è un caso se la più importante lotta di resistenza francese è tra le più citate nelle assemblee del movimento‪ ‎Nuit debout‬. Reportage dalla ZAD
MARINO FICCO

MI CHIAMO PAOLO SIGNOR INVALSI E HO LE LENTIGGINI
“Io mi chiamo Paolo e domani mi hanno detto che dovrò fare le prove Invalsi. Non ho capito tanto a quello che servono, ma hanno detto che sono importanti… Io mi chiamo Paolo faccio la terza media… e non mi piace essere un numero da catalogare e valutare solo se metto una crocetta nel posto giusto… Io mi chiamo Paolo e le mie insegnanti mi hanno insegnato tante cose che non troverò su quella carte del Ministero. Io non so neanche cosa sia il Ministero, non è mai venuto nella mia Scuola, non mi conosce… Con i miei insegnanti ho scoperto la Musica, a scendere le scale insieme a Montale, ho parlato di Peppino Impastato e Pasolini, ho imparato ad amare le cause perse, le vite nascoste… Mi ha nno insegnato che la Scuola rende liberi… I signori Invalsi che non sono mai venuti nella mia Scuola e non sanno che mi chiamo Paolo, che ho le lentiggini e una famiglia onesta, non sanno che il fallimento è uno zoppicamento salutare dell’efficienza della prestazione. E io sono giovane e questo è il mio tempo per zoppicare, per sbagliare… Le mie insegnanti fanno sciopero perché credono in me e in tutti i loro allievi. Perché l’unica possibilità di rinascere è scoprire, per fortuna, di essere unici e diversi nel fallimento che si chiama amore…”
CLAUDIA PEPE

APRIRE LE SCUOLE AL TERRITORIO
Da Milano a Roma passando per diverse città, c’è chi fa della “scuola condivisa” la chiave con cui aprire ogni giorno gli spazi degli istituti pubblici ad attività extrascolastiche rivolte non solo ai singoli studenti ma all’intera comunità. Sì, c’è bisogno di dare significati a nuovi a territorio, apprendimento e beni comuni
MICHELE MANFRINI

L’INFERNO DI FORT MC MURRAY
Una città di 90.000 abitanti completamente evacuata per le fiamme inarrestabili, provocate dai cambiamenti climatici. La situazione è fuori controllo. Fort Mc Murray, una delle località del Canada con la maggiore concentrazione di raffinerie, è vittima delle sue trivellazioni. Le temperature sono più elevate del normale, la vegetazione è secca, non piove da tanto, l’inverno anche qui è stato caldo come non mai. Le fiamme si sono propagate in fretta e la gente non ha avuto il tempo di prepararsi per abbandonare la città. A un certo punto anche l’autostrada era avvolta da fiammate, giunte anche ad ottanta metri di altezza. I residenti parlano di scene di guerra. Il cielo è arancione, nero, grigio. Non più azzurro. “È l’antipasto di quello che ci aspetta: eventi naturali – scrive Maria Rita D’Orsogna – che diventano estremi a causa dei cambiamenti climatici dovuti principalmente all’uso di fonti fossili…”
MARIA RITA D’ORSOGNA

FERMATE IL TURISMO VERSO L’EGITTO
Le organizzazioni civili ostili al governo del generale al Sisi vengono messe al bando con l’accusa di legami con il terrorismo, ai difensori dei diritti umani noti viene proibito di lasciare il paese, gli arresti, le incarcerazioni arbitrarie e le aggressioni violente si moltiplicano, così come le persecuzioni amministrative per presunta ricezione di fondi esteri. La situazione si fa sempre più grave. Il governo italiano che, legittimando il golpe di al-Sisi ha creduto di tutelare l’Italia dalla minaccia terroristica e di assicurare all’Eni un business energetico rilevante, deve decidersi non a chiedere ma a prendere misure concrete a sostegno del ripristino della democrazia e del rispetto dei diritti civili, politici e umani in Egitto. Il pronunciamento dell’Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale in difesa degli attivisti egiziani è netto e chiede con fermezza degli impegni concreti: per esempio una sospensione temporanea dei flussi turistici verso l’Egitto attraverso il meccanismo dello «sconsiglio» governativo
AOI-COSPE

LO SCIOPERO DELLA FAME DELLE VITE DI SCARTO
“Vite di scarto è un libro di Zygmunt Bauman che racconta come la modernità produce rifiuti umani. ‘Vite da scarto’ è il nome che abbiamo dato alla nostra battaglia – scrivono quelli di Action diritti in movimento – contro chi vorrebbe fare di Roma una discarica umana, trasformando l’emergenza abitativa in una emergenza umanitaria… Come Action abbiamo deciso di attuare una forma di lotta che non abbiamo mai utilizzato: lo sciopero della fame. Ventitré di noi da oggi hanno cessato di alimentarsi e continueranno finché la Delibera Comunale numero 50 (l’atto firmato dal Commissario Tronca, che invece di dare attuazione al Piano Straordinario sull’emergenza abitativa elenca gli stabili occupati da liberare…) n on verrà ritirata…”
ACTION DIRITTI IN MOVIMENTO

FINCHÉ LA BARCHÉTA VA…
Siamo a Venezia, città piena di storia, tradizioni e cultura. Una “cultura galleggiante”, come l’hanno chiamata i ragazzi e le ragazze de Il Caicio, associazione nata nel 2005 per promuovere ogni tipo di attività culturale e ricreativa, purché svolta galleggiando sull’acqua, e recuperare barche tradizionali veneziane. Niente a che fare con le gondole dedicate ormai solo ai turisti. Niente a che fare con l’ossessione della velocità. Distribuiscono prodotti dell’orto bio, promuovono presentazioni di libri e spettacoli teatrali galleggianti, portano pacchi e pacchetti per gli amici, condividono barche e insegnano a vogare. Ora hanno bisogno di una mano…
ELIANA CARAMELLI

UNA MATTINA CI SIAMO SVEGLIATI
Nonostante le inchieste sugli intrecci perversi tra vertici militari, portuali e petrolieri e i dati sull’inquinamento crescente di aria, acqua, terra (con altissimi livelli di mortalità per cancro), ad Augusta c’è chi impone ricette note, fatte di petrolio, cemento e commercio (mentre il mercato mondiale del trasporto marittimo via container va in crisi). Il modello è quello della Grande opera, con nessun coinvolgimento dei cittadini. Eppure, la rada di Augusta potrebbe facilmente diventare “un’oasi d’approdo internazionale per canali umanitari regolari via traghetto (tra Africa ed Europa) che salverebbero da morte certa migliaia di vite umane – scrive Gianmarco Catalano -, Un laboratorio mediterraneo di accoglienza, multicu lturalismo, cittadinanza attiva, scambio e interazione tra popoli…”. Serve insomma un nuovo ciclo storico dove lo sviluppo venga ricordato “come quel terribile incubo da cui una mattina ci siam svegliati…”
GIANMARCO CATALANO

ORA È CERTO: GP DI FORMULA1 A ROMA!
La gara si svolgerà su Lungotevere Dante (nota per la costruzione di una delle “piscine-scandalo” per i mondiali di nuoto del 2009). La notizia ha raggiunto… SEGUE QUI

NEOLIBERISMO, RIPRODUZIONE E COMUNITÀ
“La gente incomincia a scoprire che è importante attivare relazioni senza passare per il mercato e che questi scambi disegnano reti di amicizie, conoscenze, rompendo la solitudine e l’isolamento… “
SILVIA FEDERICI

 

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