Egitto, ‘mai così grave la situazione dei diritti umani’

Nel solo mese di aprile il Nadeem ha documentato 46 esecuzioni extra-giudiziali, 67 casi di tortura e maltrattamenti in carcere, 53 casi di trattamenti medici impropri nei confronti del detenuti.

 

 

Mai così grave la situazione dei diritti umani in Egitto

La testimonianza del Centro Nadeem sulla tortura e i diritti umani in Egitto

 

 

Alberto Barbieri, coordinatore generale  di Medici per i Diritti Umani ha intervistato la scorsa settimana  la collega Aida Seif Al Dawla, medico psichiatra, fondatrice del Nadeem  Centre, uno dei pochissimi e certamente il più importante centro indipendente per la riabilitazione delle vittime di tortura in Egitto. L’incontro è avvenuto  presso la sede del Centro Nadeem al Cairo, attualmente sotto minaccia di chiusura da parte delle autorità egiziane. La limpida testimonianza di Aida Seif Al Dawla mostra in tutta la sua gravità la diffusione  della tortura e il grado di compromissione dei diritti umani oggi in Egitto. Nel solo mese di aprile il Nadeem ha documentato 46 esecuzioni extra-giudiziali, 67 casi di tortura e maltrattamenti in carcere, 53 casi di  trattamenti medici impropri nei confronti del detenuti. Inoltre è stata rilevata la sparizione forzata di 87 persone che solo in 33 casi sono poi successivamente ricomparse. L’analisi del Nadeem Centre aiuta anche a far luce sul contesto e sulle dinamiche che hanno portato alla tragica morte di Giulio Regeni, indicando con chiarezza la responsabilità di un intero sistema di repressione.

LEGGI L’INTERVISTA

 Roma, 23 maggio 2016

 

Medici per i Diritti Umani (MEDU) gestisce a Roma il Centro Psyché per la cura e la ricerca contro la tortura e collabora dal 2014 con il Nadeem Centre del Cairo.

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