La cittadina che ha sconfitto Nestlé

La nota multinazionale voleva imbottigliare e commercializzare l’acqua di un fiume di Cascade Locks, nell’Oregon. Non aveva fatto i conti con un gruppo locale di donne, in grado di promuovere una campagna monumentale. E di vincere.

 

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LA NOSTRA CAMPAGNA 2016

 

LA CITTADINA CHE HA SCONFITTO NESTLÉ
La nota multinazionale voleva imbottigliare e commercializzare l’acqua di un fiume di Cascade Locks, nell’Oregon. Non aveva fatto i conti con un gruppo locale di donne, in grado di promuovere una campagna monumentale. E di vincere
MARIA RITA D’ORSOGNA

SILVIA STA VINCENDO ALESSIO DI FLORIO

MONSANTO POTREBBE ANDARSENE AL DIAVOLO MARCO CALABRIA

LA PIENA DELLE ACQUE
Se nel terzo millennio oltre due terzi della popolazione che abita il pianeta ha ancora drammatici problemi per l’accesso all’acqua, abbiamo il dovere e la responsabilità di pensare un modo diverso per concepirla. È più che mai necessario impedirne la mercificazione, dobbiamo renderne impossibile l’appropriazione da parte di gruppi e imprese speculativi e garantire sistemi di approvvigionamento non ispirati da logiche capitaliste e predatorie. Sedici anni dopo la “Guerra” che abbiamo vinto a Cochabamba, dice Oscar Olivera, il suo protagonista più autorevole, possiamo ricordare quella resistenza come una grande lotta che sembrava impossibile e che invece ha saputo unire le campagne e la città, ricostruire un tessuto sociale lacerato, rec uperare la dignità, la reciprocità, la fiducia, l’armonia con la natura e la terra e tutti gli altri valori che i nostri padri ci avevano insegnato. L’autogoverno, l’autodeterminazione e una nuova forma “comunale” della politica sono le sole vie che possiamo seguire per difenderci
OSCAR OLIVERA

ABITO A DUE PASSI DAL LUOGO DEL CROLLO DI FIRENZE
“Gentile redazione, mi chiamo Sara e abito a due passi dal luogo del crollo di Firenze. Finalmente anche l’opulento consumistico centro di Firenze sperimenta cosa vuol dire non potersi lavare i denti con l’acqua che scorre a oltranza. Anni di amministrazioni dell’uovo oggi per stragi di galline domani (in fila, come le auto franate di lungarno Torrigiani) presentatisi tout d’un coup alla cassa… SEGUE QUI
SARA MORAN

UNA SOCIETÀ RADICATA NELLA TERRA
Viviamo numerose crisi, a cominciare da quella provocata dai cambiamenti climatici. Abbiamo bisogno di liberarci dalla dipendenza dal lavoro, scegliere cibo sano, ricomporre relazioni sociali, riscoprire il contatto con la natura
ALBERTO CASTAGNOLA

LA CASA COMUNE
È in corso da diversi anni un processo epocale di riavvicinamento tra ambiti disciplinari (alimentazione, salute, ambiente…). Da qui nasce il bisogno di una conversione ecologica e, prima ancora, di una vera consonanza con tutto il vivente. “La concezione intorno a cui è andato producendosi questo avvicinamento reciproco di approcci precedentemente separati può essere individuato nel concetto di Terra (o Madre Terra, o Pacha Mama, o Gaia) intesa, in senso olistico, come un tutto organico che ci include come esseri umani, nei cui confronti dovremmo cercare di promuovere una convivenza, e possibilmente una consonanza, senza contrapporci ad essa per sottometterla… Possiamo senz’altro includere anche gli sviluppi e la diffusione del femminismo tra i fattori fondamental i che hanno contribuito e contribuiscono a quel cambiamento di prospettiva…”
GUIDO VIALE

C’ERA UNA VOLTA, NEL BOSCO CAFFARELLA…
Accanto alla Roma che non si vende, a quella che crea spazi di economia liberata, alla Roma che accoglie e che non aspetta elezioni o norme per creare una città diversa, ci sono sempre più spesso anche pezzi di città che ripensano l’apprendimento. Del resto, i nostri amici dell’asilo nel bosco di Ostia lo hanno spiegato molte volte in questi mesi: perfino abitare un bosco, uno spazio rurale, un cortile, scegliere di farne il proprio contesto privilegiato di esperienza educativa, possono diventare scuola a tutti gli effetti. Come raccontano in “L’asilo nel bosco”, l’obiettivo resta non solo connettere i bambini e le bambine co n la natura e l’educazione con il mondo, ma soprattutto favorire idee e progetti di cambiamento. Il progetto “Bosco Caffarella”… SEGUE QUI

SPAZI PER UN’ECONOMIA LIBERATA
L’”economia sociale solidale” è basata innanzitutto sulla valorizzazione delle relazioni tra i soggetti, un’equa ripartizione delle risorse, il rispetto e la tutela dell’ambiente, il perseguimento di finalità sociali
RICCARDO TROISI E MONICA DI SISTO

GUERRA SOTTO TRACCIA
Mentre in parlamento si “discute” il decreto missioni, arriva la conferma della presenza di militari italiani in Libia. Sarà una presenza sottotraccia, magari con qualche forza speciale a presidiare “obiettivi sensibili” (al profitto?). Eppure le alternative non mancano
FRANCESCO MARTONE

IL MONDO IN UNA TENDA
“Quel pezzo di marciapiede e di parcheggio dove abbiamo montato la tenda e dove stiamo tutto il giorno ce lo sentiamo un po ‘casa’, il nostro spazio… lo curiamo, lo puliamo, tendiamo ad abbellirlo e renderlo gradevole perché ci ‘abitiamo’. Intendiamoci, non l’abbiamo privatizzato, mantiene il suo uso collettivo… Forse è questa la cosa più importante che sto imparando alla Tenda degli scioperanti, come l’utilizzo collettivo delle cose abbia la capacità di cambiare il senso comune, di inventarne un altro… la nostra lotta è diventata una piazza, trasformando un marciapiede anonimo in un luogo in cui persone, storie, realtà, aspirazioni si incontrano, si intrecciano, si rincorrono… Dovremmo ricordarcene quando tutto questo fini rà. Perché prima o poi vinceremo noi e riprenderemo a mangiare, questo è certo… ” (Fabrizio Nizi, Action diritti in movimento, 16° giorno di sciopero della fame; ‪Tendone di Via Santa Croce in Gerusalemme 55, Roma)
FABRIZIO NIZI

LA SCUOLA NON È RISCHIATUTTO!
I test Invalsi banalizzano la conoscenza e ripropongono l’arcaica idea di una scuola fatta di contenuti da mandare più o meno a memoria. Si tratta di una modalità superata. Che bisogno abbiamo di valutare sulla base di una singola prestazione? Ogni alunno va considerato a partire dai suoi specifici punti di partenza piuttosto che dal giudizio sulla base di una prova identica per tutti. “Occorre chiedere una scuola che offra agli insegnanti una formazione regolare e sistematica, una scuola aperta alle metodologie attive e maieutiche – scrive Daniele Novara -, una scuola che valorizzi il gruppo classe e sappia sviluppare le risorse degli alunni piuttosto che fare la guerra ai loro inevitabili errori…”
DANIELE NOVARA

ESCE DALLE MENSE IL POLLO NUTRITO DA OGM
Finalmente il Comune di Genova riconosce che dai pasti che consumano i bambini a scuola non va escluso solo il pollame transgenico ma anche quello che viene alimentato con mangime Ogm. Una bella vittoria ottenuta dalle mamme della Rete Commissioni Mensa di Genova dopo quasi un anno di lotta per garantire un’alimentazione sana per tutti, a cominciare dai bambini
RETECMG

IL PALAZZOLO DEI LIBRI SCAMBIATI
Possiamo mettere in discussione il dominio del profitto nella vita di ogni giorno in molti modi: anche con una vecchia cabina del telefono e una casetta degli attrezzi
MARCO BOSCHINI

Umiliazioni di ogni sorta: botte, abusi, furti, ricatti sessuali. Tutto per pochi euro l’ora, fino a 14 ore di lavoro quotidiano. Poi un giorno, quella comunità mite di raccoglitori di pomodori, zucchine e cocomeri, nota per i turbanti colorati, ha detto basta: occupazioni pacifiche, proteste, presidi, il grande sciopero del 18 aprile, assemblea ogni domenica. Con loro non solo sindacati e associazionismo, ma l’intera collettività locale. Da circa un mese i braccianti sikh della Pontina (sì, siamo nel Lazio, non in India) hanno trasformato la loro mitezza in rabbia e solidarietà. E non hanno nessuna intenzione di fermarsi
ILARIA DE BONIS
 

IN VIAGGIO. UNA STORIA CONTEMPORANEA
Un viaggio, forse lo stesso viaggio, che forse comincia in uno stesso luogo e forse si ferma in una stessa isola. Seguono la medesima rotta, il ragazzo e l’uccello, però in cielo non ci sono frontiere. Chi poi volesse scoprire dove si va a parare in questa storia, potrà saperlo solo da Valentina Paravano, insegnante e scrittrice, che lo racconta sabato 28 maggio alle 15,30 nel corso di una grande festa per assaggiare il gusto di un mondo nuovo alla scuola Pisacane di Roma. Possiamo anticiparvi, però, che si tratta di un dialogo. Certo non può essere che un dialogo piuttosto speciale quello che può cominciare tra un ragazzo, un uccello e un’isola. In fondo, però, come spiegava Calvino, il problema è capi rsi…
VALENTINA PARAVANO

SI CHIAMA FAVOUR
“Stasera ho letto la Pimpa a Caterina. Poi Caterina ha letto la Pimpa a me. Poi ha chiesto l’acqua e gliel’ho portata, nel suo bicchiere di plastica preferito, quello con la Peppa Pig disegnata sopra – scrive Saverio Tommasi – Caterina mentre beveva si è buttata mezzo bicchiere d’acqua sulla maglia, io le ho detto di stare attenta e lei ha riso, allora io ho fatto la faccia seria e lei ha smesso di ridere, poi mi ha detto che aveva ancora sete. Allora ho sorriso io e sono tornato a prenderle l’acqua e Caterina ha bevuto due gocce. Così ho riportato il bicchiere quasi pieno in cucina e sono tornato per darle la buonanotte. Ora Caterina dorme nel suo letto, serena e senza problemi di disidratazione. La bambina nella foto si chiama Favour, ha nove mesi, &egrav e; nigeriana ed è arrivata a Lampedusa oggi, leggermente disidratata; è arrivata da sola… SEGUE QUI

QUEL MERCATINO DEI SENEGALESI
Le aree delle stazioni di grandi e piccole città sono sempre più soltanto vetrine per grandi marchi e alberghi. No, non ci può essere spazio per un mercato autogestito da migranti, come dimostra lo sgombero avvenuto a Pescara (naturalmente di notte e con trecento agenti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza…)
MARCELLO GOUSSOT

QUESTA È UNA TAVERNA COMUNALE
Domenica 15 maggio, lo abbiamo già scritto, è stata una bella giornata: la Taverna comunale promossa all’ex lavanderia del Santa Maria della Pietà di Roma era cominciata con il laboratorio che ha riempito il cielo di colori con aquiloni, paracaduti ed elicotterini costruiti insieme ai più piccoli utilizzando materiali diversi di uso quotidiano. Per il pranzo sono stati tanti e tante a mettere in comune piatti buoni e sani (e stoviglie in mater bi, naturalmente). Ma a fare la differenza, anche in questo caso, è stata soprattutto l’accoglienza di chi ha creato dal nulla questo spazio sociale con un’occupazione ormai dieci anni fa – qui, per la cronaca, trovate il bar Tatawelo aperto ogni giorno, la Ciclofficina, il bellissimo T eatro pubblico, le serate di tango, un parco … e la lotta per garantire l’uso pubblico e culturale di tutto il Santa Maria della Pietà – e il clima conviviale tra gli oltre settanta partecipanti. Un caffè ha chiuso la giornata: sì, faremo molta altra strada insieme all’ex lavanderia. Di seguito, un racconto fotografico di Nilde Guiducci (se avete voglia di promuovere insieme alla redazione di Comune una Taverna… non esitate, info@comune-info.net)

 

 

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