Clamori dalla Colombia

 

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14/06 - QUANTO PATTUITO ALL'AVANA SARA’ ELEVATO AL RANGO DI ACCORDO SPECIALE http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/6505-1406-quanto-pattuito-allavana-sara-elevato-al-rango-di-accordo-speciale.html
FARC e Governo hanno annunciato in una conferenza stampa congiunta la decisione di elevare i termini dell'accordo di pace al rango di Accordo Speciale tra le parti belligeranti secondo quanto previsto dalle Convenzioni di Ginevra. Tutto ciò che viene concordato tra l'insorgenza delle FARC e il governo al Tavolo dei dialoghi dell'Avana viene considerato Accordo Speciale internazionalmente riconosciuto, il cui originale sarà conservato a Ginevra. Mediante questa figura, una volta firmato il trattato di pace, questo sarà automaticamente incorporato nel blocco di costituzionalità, vale a dire che quanto pattuito all’Avana assume il rango di norma costituzionale dello Stato, alla quale tutte le altre leggi devono riferirsi. Ciò che nella legislazione vigente risulta in contrasto con qualche aspetto degli accordi dell'Avana risulterà incostituzionale e andrà modificato. Con questo accordo FARC e governo blindano giuridicamente gli accordi di pace, sottraendo la pace stessa al margine di manovra del governo di turno e della politicheria spicciola. Ciò apre anche la possibilità, una volta firmato e ratificato l'accordo finale, di convocare un'Assemblea Nazionale Costituente che riscriva l'insieme delle norme istituzionali costruite in un paese in guerra per rendere il corpus normativo dello Stato a tutti i livelli conforme e funzionale alla pace.

11/06 - EURODEPUTATI A SANTOS: GARANTIRE IL DIRITTO ALLA PROTESTA http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/6503-1106-eurodeputati-a-santos-garantire-il-diritto-alla-protesta.html
Attraverso una lettera aperta, pubblicata ieri 10 giugno, 30 eurodeputati si sono rivolti al presidente Santos affinché si adoperi per evitare l'aggressione violenta nei confronti dei manifestanti dello Sciopero Agrario. “Dall'inizio delle proteste -si legge nel documento- ci sono state numerose segnalazioni di presunte violazioni dei diritti umani contro indigeni, afrocolombiani e comunità contadine. Queste violazioni sono avvenute nel contesto di una protesta pacifica portata avanti con i movimenti sociali per sollecitare il compimento di previ accordi con il governo, datati 2013, in merito alle riforme agrarie”. I suddetti eurodeputati sono particolarmente preoccupati per il comportamento ingiustificabile degli ESMAD (gli antisommossa del regime), autori di minacce ed aggressioni fisiche ai danni dei manifestanti, nonché di detenzioni arbitrarie; e denunciano la presenza paramilitare in diversi dipartimenti dove hanno luogo le lotte di indigeni, contadini, afrocolombiani, studenti e lavoratori. Il presidente Santos ha il dovere di garantire il diritto di manifestare del popolo colombiano, liberare immediatamente le persone arbitrariamente detenute e far sì che ai manifestanti feriti nel contesto delle proteste siano garantite cure mediche gratuite e immediate.

03/06 - CONTINUANO LE PROTESTE E MOBILITAZIONI INDIGENE, CONTADINE E POPOLARI IN TUTTA LA COLOMBIA
http://www.nuovacolombia.net/Joomla/clamoridallacolombia/6501-0306-continuano-le-proteste-e-mobilitazioni-indigene-contadine-e-popolari-in-tutta-la-colombia.html
Esplode di nuovo nelle piazze colombiane la mobilitazione popolare e la protesta sociale con la Minga indigena, contadina e afrodiscendente, e vengono ingaggiate nuove battaglie contro il neoliberismo, i trattati di Libero Commercio e la repressione governativa attuata mediante la macchina del terrore della polizia antisommossa. Le grandi mobilitazioni di questi giorni esigono il compimento degli accordi concordati da diversi anni, e ignorati dal governo Santos. Le richieste si identificano con il diritto alla libertà di espressione, di mobilitazione e di protesta contro le politiche neoliberiste del governo a favore delle grandi imprese e delle multinazionali. La protesta conta già almeno 3 morti e centinaia tra feriti e arrestati, frutto dell’assenza di una reale volontà politica da parte dell’oligarchia di aprire veri spazi democratici e di agibilità per l’opposizione sociale e politica nel paese. Il grado di intensità del conflitto sociale aumenta giorno per giorno; mano a mano che proseguono i dialoghi di pace all'Avana, risulta sempre più evidente che il superamento del conflitto armato, lungi dal condurre ad una pax romana, non significherà l’assopimento della lotta di classe.

 

 

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