“Communia”

Omnia sunt communia, cioè “tutti i beni in comune”, è un’espressione biblica che oltre a descrivere una pratica di vita degli oppressi nel periodo dell’Impero Romano, è anche lo slogan della massiccia rivolta contadina dell’Europa del 1500, ed è ora il titolo di un straordinario nuovo libro di Massimo De Angelis.

 

NEWSLETTER DI COMUNE
 

 

COMMUNIA
Omnia sunt communia, cioè “tutti i beni in comune”, è un’espressione biblica che oltre a descrivere una pratica di vita degli oppressi nel periodo dell’Impero Romano, è anche lo slogan della massiccia rivolta contadina dell’Europa del 1500, ed è ora il titolo di un straordinario nuovo libro di Massimo De Angelis. “Un libro profondo e sorprendente che lo ha imposto come una voce importante nella discussione mondiale sui commons – scrive Peter Linebaugh, il principale storico dei beni comuni – Come Marx o Spinoza c’è una terminologia che in un primo momento è novella e presto apre per vedere orizzonti chiari e pratici alla trasformazione al post-capitalismo…”. Un testo di cui torneremo a occuparci: intanto in questo saggio Linebaugh ragiona su come Stati uniti e Gran Bretagna hanno avuto origine con l’esproprio violento dei beni comuni per preparare il terreno per le piantagioni (con i loro schiavi) e per la fabbrica (con i primi schiavi salariati): una storia nutrita dal monopolio del modo di fare denaro e di fare la guerra. Ieri come oggi. Tuttavia, la lotta dell’acqua di Cochabamba o le cliniche sanitarie auto-organizzate in Grecia, passando per movimenti come Occupy e 15M, mostrano oggi nuove forze sociali in grado di cambiare il mondo
PETER LINEBAUGH
 

CREARE BENI COMUNI E MONDI NUOVI G. CAFFENZIS E S. FEDERICI

OLTRE IL MITO DEL POPOLO
“La crisi delle istituzioni, la loro sempre più debole capacità di «rappresentare» gli interessi e le spinte al cambiamento di una maggioranza di cittadini, pur nella diversità delle loro condizioni sociali e ideali politici, sembra essere l’elemento inquietante di convergenza tra populismi di destra e di sinistra. C’è chi agita il mito del popolo sovrano – scrive Lea Melandri – per scardinare la democrazia e chi, al contrario, spera di allargarne le maglie, facendo crescere le opportunità di partecipazione”. Tuttavia, da Genova 2001 a Occupy Wall Street, dagli Indignados fino a Nuit Debout (nella foto di Francis Azevedo, Primo maggio a Parigi), i movimenti che raccolgono le esigenze radicali di ogni passaggio storico e tentano di darvi una risposta con azioni dal basso dimostrano che, nonostante la repressione, è possibile creare mondi diversi
LEA MELANDRI
 

UN ANNO DOPO LORÈNE LEVOCAT

LA TRANSIZIONE CHE NON VEDIAMO RAÚL ZIBECHI

NEOLIBERISMO O POPULISMO, C’È ALTRO CHIRS CARLSSON

RASTRELLAMENTI E DEPORTAZIONI A MILANO
Imponente operazione delle forze dell’ordine alla stazione centrale di Milano contro i migranti. A poche settimane dall’approvazione della legge Minniti, ai proclami di Salvini e Di Maio la guerra ai più poveri è cominciata
OSSERVATORIO SULLE REPRESSIONE

SONO IO QUELLA RAGAZZA
“Sono io quella ragazza sola che deve essere difesa dal degrado in stazione centrale. Negli ultimi anni ho preso più treni che tram e ho attraversato la stazione all’alba e a notte fonda… E l’ho vista cambiare: prima sono arrivati i militari, poi le barriere ai binari, poi i cancelli. Mi sono vista passare tutti i controlli forte della mia pelle bianca e dei miei vestiti borghesi, mentre dietro di me ragazze nere venivano fermate e apostrofate malamente perché non parlano italiano (e per favore, non ditemi che questo non è razzismo); mi sono sentita fischiare dietro dai militari e sono stata aiutata a rialzarmi da una caduta sulla bici da un ragazzo arabo che giocava a carte; ho ricevuto un’offerta di erba e due proposte di matrimonio; ho assistito a una rissa e ho visto due fratelli eritrei guardare con gli occhi sgranati mia sorella che cercava di capire se avessero la scabbia…. Sono io quella ragazza sola e non vi permetterò di usare il mio corpo come paravento per operazioni come quella di martedì 2 maggio…”
CARLOTTA COSSUTTA
 

GESTI DI DISOBBEDIENZA
Quello che è accaduto a Milano e a Roma in questi ultimi giorni è alimentato da un consenso dei cittadini molto alto. “Il consenso si misura dal silenzio di tanti. Il consenso si pesa con la paura, poco importa che sia ingiustificata e irrazionale. Il consenso è un tipo speciale di indifferenza… Il compito principale di chi ritiene inaccettabile tutto ciò è ridurre, prosciugare, questo disperato consenso… Non è una cosa che si dice e si fa. È una scelta che si intraprende. Sono azioni che si costruiscono. Sono gesti che si imparano…”. Di fronte al razzismo istituzionale servono gesti di disobbedienza
MIMMO CORTESE

LA LEZIONE DI SULLEY MUNTARI
L’affaire Muntari ci parla innanzitutto di una società che tende sempre più a banalizzare e sminuire gli atti di discriminazione razziale. Nessuno vuole paragonare l’ex giocatore del Milan a Rosa Parks o a Tommy Smith detto jet, ma la sua uscita volontaria dal campo, dice Matteo Saudino (insegnante di filosofia a Torino), “deve essere insegnata agli studenti come gesto di educazione civica, che vale più di mille test invalsi….”
MATTEO SAUDINO

LI VOGLIONO MORTI
Secondo l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani dall’inizio dell’anno in Colombia sono stati uccisi 41 attivisti e leader locali, quasi uno ogni tre giorni. Una situazione che in molti fanno risalire a un disegno chiaro volto a eliminare, attraverso nuove formazioni paramilitari, ogni forma di resistenza all’avanzamento dell’industria estrattiva in territori lasciati liberi dalle milizie delle Farc. La Colombia e l’Honduras sono sempre in cima alla tragica classifica dei numeri di attivisti e difensori e difensore dei diritti umani uccisi o minacciati su scala globale. A questi temi sono dedicate le iniziative della nuova rete “In Difesa Di” promosse nei prossimi giorni a Milano e a Roma con Michel Forst, relatore Speciale Onu per i difensori dei diritti umani
FRANCESCO MARTONE

RIPARTIRE DALLE COMUNITÀ DI DISTRETTO
Dare sostegno ai principi cooperativistici e solidali, mettere al centro le comunità territoriali, coinvolgere reti e associazioni locali, sostenere le sperimentazioni (farine, pane, pasticceria; canapa per il tessile; riciclo e riuso; sistemi informatici con condivisione dei data-base) già avviate. Ecco perché quella del Friuli è una buona legge sull’economia solidale
PAOLO CACCIARI

DISINNESCO DIDATTICO DEI TEST INVALSI
Piovono testi Invalsi in questi giorni nelle scuole. E impongono il loro delirio di individualismo, rapidità, risposte predeterminate, nessuna discussione. È la scuola azienda che non ama il pensiero autonomo e critico. Tuttavia insegnanti e genitori possono provare a costruire una didattica critica di questi test. Da dove cominciare? Uno: togliere le risposte. Due: lavorare in piccoli gruppi. Tre: discutere. Quattro: lasciare tutto il tempo necessario. Cinque: valorizzare le risposte non previste. Sei: incoraggiare il disegno, le simulazioni, l’uso degli oggetti. Sette: per le maestre e i maestri, scioperare il giorno della prova…
GIANLUCA GABRIELLI

AL COMPLEANNO DELLA SCUOLA DEI FALSI
Gli Invalsi sono ormai un treno ad alta velocità. In pochi hanno scioperato. Scrive Rosaria Gasparro: “Eravate davvero tanti, grazie. Si dice così degli auguri dei compleanni. Eravate davvero pochi, mercoledì 3 maggio. A dire no al rito di maggio, al compleanno della scuola dei falsi. Invasati. Finalmente posseduti, dominati dalla forza dei test. Sai, io sciopererei se lo facessimo tutti. Sì, io sciopererei se fossimo almeno un gruppo. Sai, io sciopererei se non fossi al corso di aggiornamento. Inutile questo sciopero, tanto è lì che sta andando la scuola.Ma tutti i percorsi che facciamo per i bisogni di ognuno, nei giorni degli Invalsi che fine fanno?… SEGUE QUI

LÀ DOVE SI SCHIUDONO I PERCORSI DELL’ANIMA
C’è uno Stato, nel mondo, la cui superficie è composta per due terzi da giardini. Un universo verde, dove l’arte della contemplazione s’incontra con i misteri più reconditi e profondi della storia e della fede. Si tratta, è ovvio, di un luogo impossibile da raccontare senza qualcuno che ti prenda per mano e ti conduca, passo dopo passo, lungo i sentieri e attraverso i profumi di una bellezza di per sé indicibile. “Anima Persa, Anima Ritrovata. Periegesi all’interno dei giardini vaticani“, il libro di Anna Bruno (presentato a Roma il 3 maggio) riesce a farlo esaltando al tempo stesso la complessit à e la naturalezza del percorso. La cultura dell’armonia e la densità dello sguardo appassionato restituiscono così il piacere di un andare intorno che riesce miscelare la freschezza della curiosità e il rilevante peso specifico del sapere. Grazie alla cortesia dell’autrice e degli editori, pubblichiamo la prefazione del filologo Giovanni Sapia, presidente dell’Università Popolare “Ida Montalti Sapia” di Rossano e un “preludio” curato dall’autrice
GIOVANNI SAPIA

 

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