“Tutti in piazza per il Cittadinanza day”

Hanno riempito scuole e territori di iniziative trovando la determinazione e la pazienza per parlare con chiunque per raccontare le ragioni di una campagna preziosa. Hanno fatto rimbalzare raccolte firme, articoli e appuntamenti sul web. Hanno utilizzato uno strumento politico come lo sciopero della fame a staffetta per allargare le adesioni e per aprire uno spiraglio in parlamento.

 

NEWSLETTER DI COMUNE
 

UN MONDO NUOVO COMINCIA DA QUI
LA CAMPAGNA 2017 DI COMUNE

PAZZIE [LIVIA LUBERTO]
«Aderisco perché con Comune-info mi sento meno sola e meno “pazza”»

UNA VOCE DAL BASSO LIBERA [MARIA ILARIA DE BONIS]
«Comune deve andare avanti perché è una voce dal basso libera e spontanea. È una fondamentale antenna sulle periferie, sia in Italia che nel resto del mondo…»

PERCHÉ MI RIBELLO ALLA NON CITTADINANZA
La scuola è prima di tutto una comunità nella quale dobbiamo coltivare ogni giorno con molto impegno ascolto reciproco. Ma come possiamo accettare di avere nelle aule ragazzi cittadini e ragazzi che cittadini non saranno mai?
FRANCO LORENZONI

 

TUTTI IN PIAZZA PER IL CITTADINANZA DAY
Hanno riempito scuole e territori di iniziative trovando la determinazione e la pazienza per parlare con chiunque per raccontare le ragioni di una campagna preziosa. Hanno fatto rimbalzare raccolte firme, articoli e appuntamenti sul web. Hanno utilizzato uno strumento politico come lo sciopero della fame a staffetta per allargare le adesioni e per aprire uno spiraglio in parlamento. La campagna partita con l’appello Insegnanti per la cittadinanza aveva bisogno anche di seminare nelle piazze, di nutrirsi con l’incontro di sguardi, parole e corpi: il primo appuntamento è per venerdì 13 ottobre in piazza Montecitorio per il Cittadinanza day. Intanto anche il trombettista Paolo Fresu, il regista Andrea Segre e padre Alex Zanotelli hanno aderito al digiuno. Alle adesioni di diversi parlamentari si sono affiancate quelle di alcuni amministratori locali, dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris al vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. Sostegno alla campagna anche da Cgil, Rete della conoscenza e Udu
JLC

I PREDATORI DELLA SAVANA
Le multinazionali stanno distruggendo l’agricoltura familiare. Le monocolture inaridiscono i terreni: contadini e contadine devono adeguarsi a un’agricoltura industriale guidata da altri. Tuttavia ovunque c’è chi si ribella, spesso sono donne, tra loro anche diverse suore. Land grabbing: un grande reportage
MARIA ILARIA DE BONIS

DOBBIAMO RIPRENDERCI LA SETE
Dare ai nostri desideri e bisogni la forma di merce è uno degli effetti più profondi e dannosi della società capitalistica. La sete illustra bene la questione, perché anche l’acqua sta diventando una merce ed è motivo di rapina e di violenza. Gustavo Esteva racconta il caso del Messico, primo paese nella classifica mondiale del consumo pro capite di bevande a base di cola:163 litri l’anno, mezzo litro al giorno. Si prevede che uno ogni due bambini messicani nati dal 2010 in poi diventi diabetico. Una stima agghiacciante. Il problema è che finché si resta legati al mercato per vendere quello che si produce e acquistare il necessario per vivere si rimane intrappolati nella logica dominante. Per questo la lotta anticapitalista non può ridursi alla questione della proprietà dei mezzi di produzione, anche se essa resta fondamentale. Dobbiamo provare a organizzare le attività umane prescindendo completamente dalla nozione di valore, riconquistare la creatività umana e combattere tutte le forme di alienazione, i modi in cui le attività stesse e i loro frutti ci diventano estranei e cominciano a dominarci. Lo smantellamento del capitalismo dovrà essere globale ma per liquidare i suoi effetti bisogna cominciare dalla piccola scala, nei quartieri o nelle comunità
GUSTAVO ESTEVA

I LIMITI EVIDENTI DELL’AZIONE ELETTORALE
Che risultati hanno conseguito le strategie di una sinistra politica che insiste nel considerare il cambiamento del mondo dall’alto come sola opzione realistica? In un’intervista concessa al collettivo argentino La tinta, Raúl Zibechi riassume la sua analisi critica delle esperienze di governo progressista in América Latina, dove alla luce dei fatti, e malgrado le attese generate nell’elettorato di sinistra, il capitalismo ha potuto perfino rafforzare il controllo sulle società in movimento. Questo, naturalmente, non significa che i governi di destra siano migliori ma interroga a fondo sul dispendio di energie e speranze impiegate nei processi elettorali. Sono i te mi trattati nel libro scritto insieme a Decio Machado e uscito lo scorso anno con diverse case editrici di lingua spagnola tra cui Traficante de Sueños. Anche di fronte alle continue urgenze-emergenze alimentate dal sistema dei partiti, pronto a riconfigurarsi con nuovi nomi e schieramenti in ogni occasione, dobbiamo privilegiare i percorsi di emancipazione collettiva che, spiega Zibechi, saranno duraturi solo se nascono dal basso e senza dipendere dalla tutela dello Stato in contesti in cui il modello estrattivo lascia fuori metà della popolazione. Dobbiamo promuovere e rafforzare le alleanze urbano-rurali, il recupero delle terre e la sovranità alimentare come cammino verso l’autonomia
LEONARDO ROSSI
 

L’AUTONOMIA A ROMA È UN ASSESSORATO POPOLARE
Qualcuno a Roma si era illuso: la nuova amministrazione sarebbe stata fonte di cambiamenti importanti, in grado di creare partecipazione dal basso e di sostenere i più fragili. La capitale, invece, non è una città per poveri, soprattutto se rumorosi e visibili. Per questo c’è chi ha scelto di sfuggire alla dinamica delle rivendicazioni da fare alla giunta provando a costruire l’autonomia necessaria a realizzare in primo luogo il diritto all’abitare fuori dalle istituzioni. L’Assessorato popolare Rigenerazione urbana, proposto dal movimento Action, è un’Impresa difficile, un cantiere che vuole mettere in comune intelligenze collettive, un laboratorio aperto “a tutta la comunità stanca ma non depressa, dalle parrocchi e ai giovani dei rave, passando per la politica, i movimenti, le associazioni, le consulte, i comitati”: di certo potrebbe elaborare idee e avviare sperimentazioni che nessun governo centrale sarà mai in grado di definire
SPIN TIME LABS
 

HO LASCIATO MIO MARITO IN LIBIA
«In Libia siamo stati portati in un centro di raccolta: ho avuto la fortuna di restare solo tre mesi. Ma durante questi tre mesi ciascuna donna ha avuto il suo giorno per essere violentata… In questo centro non c’erano neanche i bagni… I bambini facevano la cacca nella spazzatura. Gli uomini del centro la mescolavano con il cibo che eravamo costretti a mangiare… Una volta hanno messo un giovane dentro una cisterna e lo hanno lapidato… Un giorno vengono e ci dicono: “Oggi vi lanciamo in mare”, loro dicono così “vi lanciamo”… Ci obbligarono a imbarcarci, ma io sapevo che avrebbero lasciato mio marito lì perché eravamo stati picchiati e lui non poteva camminare… Sono qui per grazia di Dio… È solo che ho lasciato mio marito in Libia, io lo aspettavo qui…». La coraggiosa testimonianza – raccolta da Medici per i diritti umani – di M., una donna africana nell’inferno libico. Dopo la volontà di fare ricongiungimento familiare M. ha scoperto che suo marito è morto in Libia
M.

ALLA POSTA CENTRALE DI NIAMEY
Pacchi postali accatastati e ricoperti dalla polvere del deserto in attesa di essere consegnati a qualcuno che forse non passerà mai a ritirarli. La posta accumulata nell’ufficio centrale di Niamey, capitale del Niger, offre uno spettacolo desolante. E in qualche modo, il destino di una corrispondenza che ha viaggiato tanto per poi finire in un deposito privo di senso richiama quello delle persone che migrano senza riuscire a giungere a destinazione. Persone parcheggiate in attesa di essere valutate, controllate, processate e infine detenute o rispedite al mittente
MAURO ARMANINO

LA RADICE PROFONDA DELLA POESIA. ANTIDOTO ALL’ODIO
Un uomo, un migrante, si lava a una fontana. Siamo a due passi da una scuola elementare. Un video lo ritrae. Su facebook scatta un odioso festival del razzismo. Accade a San Michele Salentino, Brindisi, noto anche per il collettivo Attacco Poetico che, tra l’altro, scrive: “Attacco Poetico è una mente collettiva che s’interroga… Sceglie la poesia come strumento che eleva, forma, avvicina…, la scrive sui muri in forma di versi. È il nostro modo di comprendere il mondo a partire dal qui e ora… Non abbiamo che le parole per farlo… Per questo abbiamo la pelle sensibile all’uso discriminatorio, razzista, violento che è stato fatto in questi giorni… Ci può essere un Paese Poetico che costruisca legami di comunità attraverso versi c he raccontino ciò che c’è in comune tra cose e persone lontane, che sia un antidoto contro i veleni del tempo?… Noi pensiamo di sì. Questa è la nostra sfida… il nostro inginocchiarci, come ora i giocatori di baseball statunitensi…”
ATTACCO POETICO
 

LA PARTE MIGLIORE DI NOI. E LA PEGGIORE
Il 15 ottobre ci saranno le elezioni in Austria e il paese sembra stia puntando decisamente a destra, con l’agenda politica incentrata in prevalenza sull’immigrazione e l’Islam, soprattutto a causa della pressante, monotona e chirurgica opera di persuasione delle coalizioni xenofobe. Niente di nuovo, ovviamente, dato che da decenni è ormai questa la comune narrazione delle campagne elettorali quasi in gran parte del mondo
ALESSANDRO GHEBREIGZIABIHER
 

SOLO RABBIA, TANTA RABBIA. CIAO ADAN
Non sappiamo quali erano i sogni di Adan, un bambino affetto da distrofia muscolare e costretto a vivere sulla sedia a rotelle. Non sappiamo perché Adan, i suoi tre fratelli e i genitori – scappati da Kirkuk (Iraq) – hanno passato una settimana nel parco della stazione di Bolzano, privi di assistenze e informazioni, se non quelle fornite dalla società civile. Non sappiamo neanche “se Adan sarebbe vivo oggi – come scrive Sos Bozen – se paesi come Svezia e Italia avessero deciso di rispettare le convenzioni internazionali e le normative relative ai minori”. Sappiamo soltanto che questo mondo non ci piace. Ha scritto Cesare Pavese: «”Non sei mica fascista?”, mi disse. Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai. &ldqu o;Lo siamo tutti, cara Cate – dissi piano – Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s’accontenta, è già un fascista”
SOS BOZEN

CRISTOFORO COLOMBO, SCHIAVISTA
È stato un assassino, torturatore, schiavista eppure libri di storia e media continuano a dipingerlo come un grande esploratore da festeggiare. “Fa orrore al senso di giustizia sentire i campioni della disinformazione difendere un tale criminale dicendo: erano i tempi antichi, così facevan tutti – scrive Jacopo Fo -; come se allora la sensibilità umana e il rispetto non potessero esistere…”. Per la cronaca, le sue aberrazioni crearono sgomento tra i suoi contemporanei, “come Las Casas che scrisse pagine sanguinanti di dolore per l’abominio al quale in terra americana aveva assistito…”
JACOPO FO

C’È MERITA E CHI NO
I recenti “scandali” sulla selezione universitaria mostrano il fallimento dei sistemi basati sulla meritocrazia, tra deliri di ottimizzazione, efficacia di azione, efficienza (per unità di spesa), costante monitoraggio e ossessione della misurazione… Scrive Renata Puleo: “I docenti universitari per i quali la scuola di base non forma, non valuta oggettivamente, non prepara agli studi superiori, oggi non hanno proclami da firmare?”
RENATA PULEO

CAMMINIAMO INSIEME
Abbiamo bisogno di abitare il territorio in modo diverso, di ricomporre le relazioni sociali, di prenderci cura insieme di terra, acqua e aria. Abbiamo bisogno di iniziative dal basso, di osare il cambiamento senza delegarlo, di ridisegnare insieme città e paesi a misura di tutti e tutte. Abbiamo bisogno di lentezza, di mettere in discussione il dominio dell’auto, di riprenderci in mano la nostra vita. Abbiamo bisogno della Giornata del camminare. Galleria fotografica di alcuni degli oltre 140 eventi promossi per la Giornata del camminare 2017 – organizzata da FederTrek domenica 8 ottobre – in tutte le regioni:A
GALLERIA FOTOGRAFICA

PESTICIDI NEL 75 PER CENTO DEL MIELE MONDIALE
Inquietanti conclusioni di uno studio dell’Università di Neuchatel in Svizzera: tre quarti del miele prodotto in tutto il mondo contiene tracce di pesticidi, a causa dei quali sempre più spesso le api si ammalano e muoiono. I pesticidi più comuni sono i neo-nicotinoidi. Chi li ha inventati? Shell. Senza api non c’è l’impollinazione. Senza impollinazione non c’è l’agricoltura cosi come la conosciamo…
MARIA RITA D’ORSOGNA

FISCAL COSA? UN DIBATTITO CHE NON C’È
Entro la fine dell’anno il parlamento dovrà ratificare il Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria, meglio noto come Fiscal Compact. Nessuno ne parla ma qualsiasi governo dovesse insediarsi all’indomani del voto rischia di essere, se non commissariato, per lo meno fortemente limitato nelle proprie scelte
ANDREA BARANES

VENTICINQUE ANNI POSSONO BASTARE
Maastricht, il Patto di Stabilità, la “regola aurea” del pareggio di bilancio, il Fiscal Compact… Un nuovo spazio pubblico europeo può essere costruito solo a patto di rivoltare alle radici l’attuale Unione Europea
MARCO BERSANI

AD ALTA VOCE CONTRO LE DISUGUAGLIANZE
Povertà e disuguaglianze aumentano: non servono molti dati per verificarlo. In questa cornice, per alimentare quella che Luigi Ciotti chiama “una politica del Noi”, nasce la Rete dei Numeri Pari, promossa da Libera, Gruppo Abele e Rete della Conoscenza. La Rete, tra le altre cose, vuole sostenere le esperienze territoriali: coltivazione di terre incolte, orti urbani, mercati locali a chilometro zero, agricoltura sociale, Gas, rigenerazione delle aree dismesse e degli spazi urbani, officine di riparazione, servizi per la mobilità dolce, riciclo, conversione di officine fallite, cura dell’ambiente ed energie pulite, riassetto idrogeologico del territorio, ma anche doposcuola popolari e servizi alla persona… Il 14 ottobre la Rete scenderà in piazza in trenta cit tà “per essere più consapevoli, condividere i saperi, abbandonare vecchie certezze e costruire azioni collettive…”
RETE DEI NUMERI PARI

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AGENDA

LE ALTERNATIVE AI SUPERMERCATI ESISTONO

BOLZANO. NESSUNA PERSONA È ILLEGALE

BRESCIA. FESTIVAL COMPARTE

MILANO. COMEIN

ROMA. XIII ANNIVERSARIO DELL’EX LAVANDERIA

 

 

 

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