Israele controcorrente: perché non espelle i diplomatici russi?

Ancora una volta, Israele si è astenuto dal partecipare alla condanna della Russia e ad adottare misure ostili verso Mosca. Il giornale Haaretz riporta che la reazione ufficiale di Tel Aviv all’espulsione dei diplomatici russi dagli Stati Uniti e dai paesi europei è stata fredda: “Nessun commento”. I giorni precedenti, spiega, il governo israeliano ha subito forti pressioni da Londra affinché si unisse alle accuse contro la Russia.

 

Israele controcorrente: perché Tel Aviv non espelle i diplomatici russi?

Il rifiuto della condanna della Russia indica l’incapacità del Mossad di confermare il coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento

Israele è generalmente considerato parte del blocco occidentale, ma quando si tratta di scontrarsi con la Russia, Tel Aviv preferisce rimanere in silenzio. Questo è stato anche il caso dell’escalation politica e diplomatica causata dal caso Skripal.

Ancora una volta, Israele si è astenuto dal partecipare alla condanna della Russia e ad adottare misure ostili verso Mosca. Il giornale Haaretz riporta che la reazione ufficiale di Tel Aviv all’espulsione dei diplomatici russi dagli Stati Uniti e dai paesi europei è stata fredda: “Nessun commento”. I giorni precedenti, spiega, il governo israeliano ha subito forti pressioni da Londra affinché si unisse alle accuse contro la Russia. Il ministero degli Esteri ha semplicemente rilasciato una dichiarazione che condanna l’avvelenamento stesso, ma la Russia non è stata menzionata in alcun modo.

Ovviamente sorgono delle domande, che cosa ha portato Tel Aviv ad andare contro la corrente del blocco occidentale?

La posizione di Israele su questo è particolarmente esplicativa, dal momento che il rifiuto della condanna della Russia indica l’incapacità del Mossad di confermare il coinvolgimento della Russia nell’avvelenamento, ha scritto il giornalista e analista ebraico Avigdor Eskin su Sputnik.
Il giornale Times of Israel è stato più preciso: “Per quanto riguarda le guerre di spionaggio, Israele preferisce la Russia al Regno Unito”.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non tutti gli alleati degli Stati Uniti li seguono in modo coerente e indiscutibile. Negli ultimi due anni, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato la Russia per un totale di sette volte.

“Lui [Benjamin Netanyahu], in una serie di esempi concreti, si è convinto che [la Russia] non è solo un paese potente, ma anche una potenza che rispetta ciò che è stato concordato, peccato che gli alleati occidentali di Israele siano incapaci di analizzare questo fenomeno e convincersi che la cooperazione con la Russia sia una garanzia di stabilità”, ha aggiunto Eskin.

Pertanto, conclude, il rifiuto della condanna della Russia non è un semplice gesto di buona volontà o un atto di ingenuo altruismo da parte di Israele. È un riconoscimento dell’importanza del ruolo di Mosca nel Medio Oriente e nel mondo.

da Sputnik
Notizia del: 31/03/2018

da: www.lantidiplomatico.it

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