“La mistificazione della scuola-lavoro”

L’Alternanza scuola lavoro non è solo un supporto di lavoro gratuito al mondo delle imprese, ma un anello di una catena ideologica che vede indebolirsi il ruolo della cultura e del pensiero critico, amplificarsi a dismisura quello della preparazione tecnica. Spiega Paolo Mottana: “Sempre di più e sempre prima si tratta di capire che il tempo delle idee, della discussione libera, delle sperimentazioni, dello studio, della cultura, della critica sociale è finito.

 

 

AVEVATE FATTO UNA PROMESSA [EMANUELA BAVAZZANO] “Le sfide dentro cui oggi siamo chiamati a dire la nostra sono quelle che passano anche attraverso azioni di disvelamento delle realtà, soprattutto quelle scomode; negli anni avete sempre mantenuto fede a quanto (ricordo anni fa in quel momento di avvio della vostra sfida) prometteste che avreste portato avanti; oggi siete una delle poche realtà che, attraverso strumenti accessibili a tutti (per quanto preferisca la realtà fatta di persone che si incontrano guardandosi, toccandosi, confrontandosi di persona… a volte il virtuale aiuta ad avvicinare), fate arrivare messaggi genuini senza filtri anzi con la giusta sottolineatura rispetto al richiamo etico ad essere insieme per smascherare le ipocrisie e promuovere un cambiamento che parta sempre e comunque da tutti noi…” UN MONDO NUOVO COMINCIA DA QUI

 

LA MISTIFICAZIONE DELLA SCUOLA-LAVORO L’Alternanza scuola lavoro non è solo un supporto di lavoro gratuito al mondo delle imprese, ma un anello di una catena ideologica che vede indebolirsi il ruolo della cultura e del pensiero critico, amplificarsi a dismisura quello della preparazione tecnica. Spiega Paolo Mottana: “Sempre di più e sempre prima si tratta di capire che il tempo delle idee, della discussione libera, delle sperimentazioni, dello studio, della cultura, della critica sociale è finito. E i ragazzi ormai lo imparano fin dall’allattamento, con lo stupro pubblicitario del loro immaginario, con la pervasività di un incitamento costante al consumo di checchessia, contemporaneo alla normalizzazione dei comportamenti e al silenziamento della ragione critica nella scuola, con il messaggio che il lavoro quale che sia &egrav e; l’isola del tesoro e che per esso si deve essere disposti a vendere l’anima, la salute e anche la dignità…” PAOLO MOTTANA

LA SCUOLA, IL LAVORO E UN LUNEDÌ AL SOLE RENATA PULEO

VIVERE È APPRENDERE GIANLUCA CARMOSINO

IL RIFIUTO CREATIVO DELL’IDEOLOGIA DEL LAVORO CHRIS CARLSSON

BENI FUORI MERCATO Scrive Paolo Cacciari: «L’idea di base dei “beni comuni e relazionali” – la mia tesi è che sarebbe giusto guardare a questi due concetti in modo unificato – è che sia possibile soddisfare meglio le esigenze delle persone, i loro bisogni fondamentali e anche i loro desideri più autentici, condividendo le risorse disponibili, le tecnologie, le conoscenze, le esperienze … piuttosto che privatizzarle e metterle al servizio della ricerca del massimo profitto monetizzabile… Le “buone relazioni” e i “beni comuni”, infatti, appartengono agli abitanti della terra, tutti noi. Possiamo decidere di farceli rubare (vedi l’ultimo “scandalo” di Cambridge Analytica), di cederli magari facendoceli pagare (imparando a negoziare gli algoritmi). Ma possiamo anche decidere di tenerceli per noi. Basterebbe decidere di soddisfare i nostri bisogni e i nostri desideri fuori dai canali del mercato. Come fanno i correntisti delle Banche del tempo, i gasisti dei gruppi di acquisto, gli utilizzatori di software liberi, gli utilizzatori di sistemi di scambio non monetari, i risparmiatori delle Mag e delle banche etiche, coloro che si approvvigionano di energia elettrica da fonti rinnovabili, che preferiscono la bicicletta ai Suv, i negozi dell’equo e solidale agli ipermercati, la verdura alla carne… Tutte azioni che si compiono dentro l’ecosistema culturale dei beni comuni e relazionali…» PAOLO CACCIARI

L’ARCIPELAGO DEI COMMONS MASSIMO DE ANGELIS

CREARE BENI COMUNI E MONDI NUOVI SILVIA FEDERICI E GEORGE CAFFENTZIS

UNO, DUE, CENTO COMITATI DI QUARTIERE Non ci stanchiamo di ripeterlo: ridurre la società alla fotografia restituita dal voto è limitante, si rischia di perdere complessità, spazi di cambiamento poco visibili, vita di ogni giorno. Se proprio vogliamo guardare all’ultima tornata elettorale in modo diverso possiamo cercare nessi poco approfonditi e generali, ad esempio quelli tra la globalizzazione e la crisi della rappresentanza, quelli tra i ricchi che diventano sempre di meno e sempre più ricchi e la crescente ostilità vero l’altro (a cominciare dai migranti), quelli che uniscono i Cinque stelle e il movimento dell’Uomo Qualunque, come fa in questa analisi Franco Piperno. Oppure possiamo ragionare su alcune prospettive per resistere e per non rinunciare a creare un mondo nuovo qui e ora: “privilegiare la dimensione dell’a gire politico comune: praticato come esodo dalla rappresentanza e dalla tradizione sindacal-rivendicativa”, “rovesciare la noia provocata dalla disoccupazione in occasione d’autorealizzazione, di ricerca di una attività attrattiva”, ma anche riscoprire la possibilità di cambiare partendo dai territori e dalle relazioni sociali, magari attraverso “uno, due, cento comitati di quartiere come anticipazione dell’autogoverno…” FRANCO PIPERNO

NEI CHIAROSCURO DEL CAOS MANUEL CASTELLS

INSURREZIONI SILENZIOSE RAÚL ZIBECHI

ORA TOCCA A NOI Riusciamo a mettere finalmente da parte la saga infinita delle elezioni? A volte dimentichiamo, come suggerisce Giuseppe Campagnoli, che le rivoluzioni non sono mai venute dai governi e dai parlamenti ma fuori da essi, per questo ora tocca a noi “prendere la parola e agire dalle piazze e dalle strade, dalle scuole e dai luoghi ‘educanti’ delle città intere per generare dal basso forme virtuose di partecipazione capaci di trasformare e ribaltare la società…” GIUSEPPE CAMPAGNOLI

MADRI Ci sono madri che sono madri di più, come quelle che scelgono di amare un figlio che non nasce dentro alla pancia o quelle che hanno strade ardue e complicate, e poi ci sono altre madri che riescono a stare accanto… «Una settimana fa si è laureato un mio ex alunno, laurea con lode in storia. Lui è autistico. Non parla, ma ha trovato altri modi per raccontare quello che ha dentro – scrive Penny, insegnante – Più di vent’anni fa le maestre dell’asilo ci dissero: “Lui sfoglia i libri e lo fa continuamente, come una stereotipia. Non parla, non regge lo sguardo, preferisce stare da solo”. Un giorno, alcuni mesi dopo l’inizio della prima, sua madre mi disse: … SEGUE QUI PENNY

DOBBIAMO CONDIVIDERE LE NOSTRE STORIE “Mary’s Monster” è uscito nello scorso gennaio e Lita Judge che l’ha scritto l’ha presentato così: “Mary Shelley non è stata solo l’autrice di Frankenstein, è stata una giovane radicale che ha contribuito a mettere in moto il movimento femminista definendo le restrizioni che la società imponeva alle donne. Osò sfidare, nel suo libro, il potere tirannico, le guerre ingiuste, la schiavitù e l’abbandono dei poveri. Ha cambiato il corso della letteratura inventando il romanzo di fantascienza dell’era industriale e ha dato alla luce il più emblematico mostro mai creato. Ho scritto “Mary’s Monster” per onorare la sua forza e la sua passione…”. Aggiunge Lita: “Dobbiamo condividere le nostre storie… La nostra arma migliore ? La capacità di provare empatia l’una per l’altra e di lavorare insieme… Noi, come donne, possiamo sostenerci reciprocamente e costruire un mondo più sicuro e più sano, se non permettiamo di essere ridotte al silenzio…” LITA JUDGE

I GRANDI FALSARI DI FUTURO DEL SAHEL Da una parte c’è Johnson, migrante liberiano, che avrebbe voluto arrivare in Europa per cercare un futuro diverso ma non ce l’ha fatta. È affondato nella polvere del Niger e ha finito per scontare tre mesi di prigione, accusato di aver nascosto a casa sua una macchina per fabbricare denaro falso. Dall’altra ci sono i grandi e veri falsari, rapinatori di sabbia e di speranze, la cui lista è lunga e tortuosa. La dichiarazione di Niamey, siglata nei giorni scorsi, è uno degli ultimi casi esemplari: il pretesto della lotta senza quartiere a trafficanti di migranti è la patente falsificazione del passato che ha prodotto e consolidato i trafficanti. I primi di loro sono impegnati nel business delle risorse naturali, nelle armi e negli accordi di libera rapina di economie rese fragili dalle multinazionali MAURO ARMANINO

LA SENTENZA CHE NON PIACEVA ALLE BANCHE Ve lo ricordate il panico generato da quei misteriosi strumenti finanziari chiamati in via confidenziale “derivati tossici”? Travolse, in modo particolare tra il 2005 e il 2008, le casse degli enti locali, con conseguenti tagli draconiani ai servizi per il cittadino. Oggi sappiamo che la Commissione Europea ha emesso una sentenza, vincolante sul sistema giudiziario di ogni paese, che autorizza risarcimenti integrali. È stata emessa nel dicembre 2013 ma, misteriosamente (cioè grazie al grande potere di interdizione del sistema bancario), è stata pubblicata solo tre anni più tardi. Quel che stupisce ancor più è che gli enti locali non si siano certo affrettati ad agire di conseguenza, tutelando la propria funzione pubblica e sociale, i cittadini e la ricchezza collettiva prodotta. Sarà perché siamo di fronte all’ennesima sottrazione di ricchezza alle comunità locali, operata dalle banche con la complicità, ingenua o consapevole, di molti amministratori? MARCO BERSANI

COMPRO TUTTO CON UN CLIC Il consumo digitale stravolge la vita di milioni di persone in tutto il mondo. “Il delivery – la consegna – è un trend mondiale e noi, senza troppo ragionare sulle conseguenze etiche, ci siamo dentro – scrive Alessandra Magliaro – Quanto pagheranno i deliver? Quanto cartone si usa e quanto si ricicla davvero? Cosa mi serve davvero davvero, quanto alimentiamo l’iperconsumismo mentre per salvarci dovremmo, e neanche basterebbe, riciclare tutto il riciclabile che già possediamo, restano domande che non vogliamo farci…”. Intanto qualcuno parla già di Amazonite ALESSANDRA MAGLIARO

UN BINOMIO INDISSOLUBILE Nonostante la conclamata crisi climatica in atto, nel 2017 le grandi banche private internazionali hanno aumentato di 115 miliardi di dollari il loro sostegno ai cosiddetti combustibili fossili non convenzionali ed estremi LUCA MANES

LA FOTOGRAFIA, IL TEMPO E LE BORGATE La mostra fotografica “Borgate” di Pas Liguori è finita in una scuola elementare della periferia romana, l’istituto Gianni Rodari di Morena, attraverso un progetto dal titolo “Ci vuole il tempo che ci vuole”. Come è stata proposta lo raccontiamo in questo articolo. Cosa lascia un evento di questo tipo, che ha affiancato storia, geografia, arte ed educazione alle emozioni? Difficile individuarlo e soprattutto misurarlo. Alcune cose sono certe. La prima: partire dal linguaggio visuale a volte consente di legare con forza emozioni e saperi. La seconda: ci sono molti modi per capovolgere, grazie alla fantasia, l’idea di tempo troppo spesso vincolata soltanto all’utilità, alla produzione e al consumo veloci. Per dirla con Bruno Munari, “l’albero è l’esplosione l entissima di un seme”. La terza: non limitare l’assenza di frenesia in città alla sola domenica mattina (il momento scelto dall’autore per gli scatti) è una prospettiva apprezzata dai bambini e di cui hanno molto bisogno i grandi ANNARITA SACCO E GIANLUCA CARMOSINO

UNA TAVERNA DOPO LA CAMMINATA Quando si conclude un lungo cammino c’è bisogno di fermarsi intorno a un tavolo, condividere un pasto caldo e un bicchiere di vino in un luogo accogliente, mettere in comune storie e desideri. Domenica 15 aprile dalle ore 18 alle 22 a Casetta rossa, nel quartiere romano di Garbatella, durante una Taverna comunale – una cena per sostenere il fragile percorso editoriale di Comune – Casetta rossa e la redazione di Comune incontrano Paolo Piacentini, uno dei maggiori esperti di cammini in Italia, fondatore e presidente di Federtrek e autore di Appennino atto d’amore, appena edito Terre di mezzo. Il libro è il diario di un appassionante viaggio a piedi dalla Liguria al Lazio, inclusi i territori colpiti dal sisma. Un’avventura di novecento chilometri nata dal bisogno di conoscere e raccontare le ferite e le minacce ma anche le esperienze virtuose che abitano e trasformano le comunità di questo sistema montuoso con un patrimonio naturalistico e culturale unico al mondo. Scrive Paolo Rumiz nell’introduzione: “Il libro di Paolo Piacentini arriva al momento giusto e colma un vuoto di interesse che ha dello scandaloso…” R.C.

I NOSTRI APPUNTAMENTI:

ROMA, 15 APRILE UNA TAVERNA DOPO LA CAMMINATA

ROMA, 21 E 22 APRILE STORIE DEL POSSIBILE

RIACE, 26 MAGGIO RETE DEI COMUNI SOLIDALI

LA CAMPAGNA PER SOSTENERE COMUNE:

UN MONDO NUOVO COMINCIA DA QUI

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