“Cui bono nell’attacco missilistico siriano?”

“Cui bono?”, letteralmente “Chi ne beneficia?” è una frase latina relativa all’identificazione dei sospetti criminali, esprime una visione utilitaristica in cui l’autore di un crimine può essere identificato tra coloro che hanno qualcosa da guadagnarci, considerando soprattutto il guadagno finanziario. La parte che beneficia potrebbe non essere ovvia o potrebbe aver distratto l’attenzione su un capro espiatorio, ad esempio.

 

Cui bono nell’attacco missilistico siriano?

 

Cui bono nell’attacco missilistico siriano?

“Cui bono?”, letteralmente “Chi ne beneficia?” è una frase latina relativa all’identificazione dei sospetti criminali, esprime una visione utilitaristica in cui l’autore di un crimine può essere identificato tra coloro che hanno qualcosa da guadagnarci, considerando soprattutto il guadagno finanziario. La parte che beneficia potrebbe non essere ovvia o potrebbe aver distratto l’attenzione su un capro espiatorio, ad esempio. Wikipedia

Sembra un caso classico, quello del presunto e ancora da confermare (dall’ONU e dagli Ispettori delle Armi Chimiche) attacco con armi chimiche in Siria che ha trovato tre entusiasti partecipanti, Trump (USA), Macron (Francia) e May (Regno Unito).

Una semplice analisi delle situazioni in cui questi si trovano questi tre governi mostra che tutti e tre hanno un disperato bisogno di un nemico esterno per coprire i problemi all’interno dei loro paesi. Quindi per creare una cortina di fumo, niente di meglio di una piccola guerra. Qualcuno può però battere in astuzia i russi alla roulette russa? Stranamente anche Putin beneficia di questo attacco, i russi stanno dimostrando che anche loro corrono rischi in altri paesi, ma ormai dovremmo esserci abituati a questi “strani compagni di letto” che si mantengono l’un l’altro al potere nonostante possano sembrare nemici. Orwell non avrebbe potuto fare di meglio.

Trump è impegnato con l’interferenza russa durante le elezioni che potrebbe valergli l’impeachment, con i ragazzini manifestano contro le armi, con le accuse di pessima condotta sessuale, con la perquisizione avvenuta nell’ufficio del suo avvocato da parte della polizia e il sequestro di documenti riservati, con le Corti che annullano le sue politiche xenofobe, con i vari libri che denunciano i suoi modi e le decisioni e con un consenso quasi completo nell’arena internazionale sul fatto che sia un bugiardo, un inaffidabile flip-flopper e un sociopatico. Seguire questo ragazzo non sembra ragionevole.

Per Macron la luna di miele con la Francia è finita. Ha dichiarato che si atterrà ai suoi piani di riforme radicali, aumentando le tasse, riducendo le pensioni, in generale seguendo la strada dell’austerità nonostante gli scioperi e le proteste di piazza. Ho espresso la sua opinione che non si cura molto dell’opinione pubblica. Non è probabile che chieda ai francesi se vorrebbero essere coinvolti in una guerra.

Il primo ministro del Regno Unito Theresa May si ritrova in un governo di minoranza che dipende da un piccolo e retrogrado partito dell’Irlanda del Nord per rimanere al potere; è invischiata nella palude della Brexit, è terrorizzata dai voti guadagnati dal partito laburista di Jeremy Corbyn (che molto ragionevolmente sta chiedendo ai governi di attendere l’indagine delle Nazioni Unite prima di agire, e una soluzione negoziata per la guerra) e le elezioni locali di maggio si stanno avvicinando rapidamente. La carta della fobia russa è già stata giocata con l’attacco a una ex spia russa e sua figlia in cui è stato utilizzato un agente nervino e che rimane a dir poco oscuro.

D’altra parte è stato sottolineato da molti analisti che non c’è alcun vantaggio per Assad in questo attacco chimico (reale o messo in scena), dato che con il sostegno russo sta guadagnando terreno e la sua posizione sembra piuttosto sicura. Invece, i ribelli, che includono vari gruppi jihadisti, trarrebbero grande beneficio da un attacco delle potenze occidentali per punire il governo siriano (il capro espiatorio?).

Il numero di fazioni violente in Siria e nell’area circostante che combattono per il controllo del petrolio e del territorio non potrebbe essere più complesso. L’Arabia Saudita è in competizione con l’Iran per il controllo del Medio Oriente, Israele è preoccupato che l’Iran e Hezbollah guadagnino un punto d’appoggio in Siria da cui poter attaccare, i curdi combattono i jihadisti ma vengono attaccati dalla Turchia che teme possano diventare troppo e stabilire così un paese autonomo, Stati Uniti d’America e altre potenze occidentali che inviano truppe e armi a varie fazioni (alcune di loro ufficialmente nella lista dei terroristi) senza riconoscere la loro presenza e le loro intenzioni. Ognuno di loro potrebbe avere dei piani nascosti che trarrebbero beneficio dall’”attraversare la linea rossa”.

L’attacco missilistico di oggi portato avanti dal trio Stati Uniti, Francia e Regno Unito è improbabile che possa influenzare l’esito della guerra, e l’escalation minaccia solo di uccidere più civili e consolidare le posizioni dei vari attori.

La pace per negoziato è l’unica soluzione possibile al conflitto, ma qual è il bonus? Solo il popolo siriano.

 

Traduzione dall’inglese di Mariapaola Boselli

 

15.04.2018 – London UK Silvia Swinden

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese

 

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Posted: 15 Apr 2018 11:15 AM PDT

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